Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 279 del 3 marzo 2015

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Diritto di accesso a internet - audizioni informali
Contrasto al cyber bullismo
Modifiche Statuto regione Friuli-Venezia Giulia
Contrasto alla criminalità organizzata
GIUSTIZIA
Modifiche disciplina misure cautelari personali e modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354
Pubblicità codice deontologico emanato dal Consiglio nazionale forense
Ratifica convenzione Aja protezione minori
AFFARI ESTERI
Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri per l'anno 2014, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi
BILANCIO
Delega per la riforma dei confidi
Norme varie in materia sanitaria
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Accordo Italia-Isola di Man scambio informazioni in materia fiscale
Accordo Italia-Baliato di Guernsey scambio informazioni in materia fiscale
Accordo di cooperazione Italia-Afghanistan prevenzione e contrasto traffico stupefacenti
Agricoltura sociale
Ratifica Accordo Italia-Brasile familiari personale diplomatico
Ratifica Trattato Italia-Brasile trasferimento persone condannate
Ratifica Accordo Italia-Bosnia Erzegovina cooperazione cultura, istruzione e sport
Prestito vitalizio ipotecario
ISTRUZIONE PUBBLICA
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Novantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti
Mandati CONI e federazioni sportive
AGRICOLTURA
Agrumeti caratteristici
Competitività settore agricolo (collegato alla manovra finanziaria)
SANITA’
Ddl di conversione del DL 192/2014 (Proroghe)
Indagine conoscitiva sostenibilità SSN: comunicazioni dei relatori
legge di delegazione europea). Parere alla 14a Commissione - Rel. Bianconi e Floris
Formazione gente di mare - Osservazioni alla 8a commissione
disposizioni di corpo e tessuti post mortem - Audizioni del prof. Sbordone e del prof. Buccelli

In Aula
Informativa del Ministro dell'interno sulle devastazioni provocate a Roma da un gruppo di tifosi olandesi
Delitti contro l'ambiente (Approvato dalla Camera dei deputati)
Seguito ddl n. 922 - Traffico organi destinati al trapianto
Ddl n. 19 e connessi - Norme in materia di corruzione
Eventuale seguito argomenti non conclusi


TRAPIANTI, NEL 2014 CRESCONO DONAZIONI
Si conclude con un segno positivo l’anno 2014 per i trapianti di organo nel nostro Paese, con un totale di 2976 interventi eseguiti (135 in più rispetto al 2013). Cresce complessivamente l’intera attività trapiantologica, con alcune peculiarità: rene e fegato hanno registrato un incremento decisivo, arrivando rispettivamente a 1586 trapianti (85 in più rispetto al 2013) e 1056 interventi (58 in più rispetto al 2013); restano sostanzialmente stabili i trapianti di cuore, 226 (7 in più rispetto all’anno precedente) mentre sono 126 quelli di polmone (15 in meno rispetto al 2013, anno straordinario in questo settore, ma 12 in più rispetto al 2012). È quanto illustrato nel Report attività 2014, a cura del Centro Nazionale Trapianti, presentato il 19 febbraio 2015 presso l’Auditorium del Ministero della Salute di Lungotevere Ripa. “Nel 2014 – sottolinea la senatrice Laura Bianconi del Gruppo Area Popolare NCD-UDC  - c’è stata un’impennata nell’attività di donazione: sono infatti 2345 gli accertamenti di morte con criteri neurologici eseguiti nel 2014, un record per il nostro Paese e in crescita rispetto al 2013 di 70 unità. Questo dato è attribuibile allo sforzo delle rianimazioni, dei coordinamenti regionali per i trapianti e della rete che sovrintende la sicurezza e il controllo delle patologie trasmissibili tra donatore e ricevente. Importante – continua Bianconi – è anche la Campagna donazione 2014, con lo slogan Per salvare una vita non servono super poteri. Basta una firma". Ma quello che maggiormente riempie di soddisfazione la senatrice Bianconi, autrice dell’emendamento che rende possibile dichiarare il proprio consenso alla donazione d’organi nel momento del rilascio della nuova carta d’identità, è proprio il fatto che questa modalità si sia ulteriormente affermata nel corso dell'ultimo anno. “Nel 2014 – precisa la senatrice – sono state 23 le amministrazioni comunali che hanno attivato il servizio e che collaborano con il Centro nazionale trapianti inviando quotidianamente i dati sull’espressione della volontà dei cittadini al SIT (Sistema Informativo Trapianti). Questa – conclude Laura Bianconi – è una battaglia culturale e di civiltà, ognuno di noi deve, prima o poi, recarsi al proprio Comune per il rilascio o il rinnovo della Carta d’Identità ed è quindi molto semplice in quell’occasione dichiarare la propria volontà, sia positiva che negativa, riguardo al prelievo dei propri organi. Quando i supporti informatici saranno disponibili in tutte le amministrazioni comunali sarà possibile avere una mappatura completa delle volontà dei cittadini e il sistema dei trapianti d’organo farà quel passo in avanti necessario per le tante persone in attesa di trapianto”.

MEDIO ORIENTE, PALESTINA, NO RICONOSCIMENTO SECCO PALESTINA MA INIZIO PROCESSO
La scorsa settimana alla Camera dei Deputati sono state discusse mozioni sul riconoscimento dello Stato palestinese. Due i testi sui quali il governo ha espresso parere favorevole e che sono state approvate, quella a firma Roberto Speranza del Pd e quella di Paolo Alli di Area Popolare NCD-UDC. La prima mozione impegna l'esecutivo a "continuare a sostenere in ogni sede l'obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele" e "a promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele". L'obiettivo della mozione Alli è, invece, "sostenere sia in sede bilaterale che multilaterale, di concerto con i partner europei, la tempestiva ripresa del negoziato diretto fra israeliani e palestinesi, come via maestra per la realizzazione degli Accordi di Oslo" e "promuovere il raggiungimento di un'intesa politica tra Al-Fatah e Hamas che, attraverso il riconoscimento dello Stato d'Israele e l'abbandono della violenza, determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese". Sul tema la senatrice Laura Bianconi ha sottolineato come, "contro l’ideologia e la demagogia, sia prevalso il senso di realtà che individua nel dialogo diretto tra Israele e i palestinesi il metodo per arrivare a una pace duratura. Questa – continua Bianconi – è l’unica strada percorribile per garantire una soluzione alla crisi che da decenni insanguina la Terrasanta, e l’Italia non si tirerà indietro per aiutare israeliani e palestinesi a trovare la pace”.

JOBS ACT E RIFORME, AP DIFENDERA’ IL PERCORSO AVVIATO
“L’ok della Commissione Europea alla legge di stabilità italiana è un segnale incoraggiante e un monito per continuare il percorso delle riforme”.
Lo afferma la senatrice Laura Bianconi che sottolinea l’importanza di continuare a sostenere l’attività del governo. “Proprio nei giorni scorsi per la sua prima visita ufficiale all'estero – continua Bianconi – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Berlino ha incontrato il presidente federale Joachim Gauck e la cancelliera Angela Merkel. E ha ottenuto significativi apprezzamenti per la velocità e l’efficacia delle riforme che l’Italia sta attuando e questo rafforza il nostro impegno a traghettare il Paese fuori dalla crisi, rendere competitive le nostre imprese e aumentare l’occupazione. Per questo sono assolutamente incomprensibili le dure contestazioni di Bersani, che si aggiungono a quelle della CGIL, al processo di riforma del mercato del lavoro. Ma noi di Area Popolare siamo fermamente determinati a difendere la riforma del lavoro da ogni tentativo di arretrare rispetto al percorso fatto. Ora il grande appuntamento sarà il testo unico, il nuovo Statuto dei Lavori nel quale riunire diritti e doveri di tutti i lavori, dipendenti e indipendenti".

TOGHE, LEGGE GIUSTA. IN PAESE NORMALE ANCHE MAGISTRATI RESPONSABILI
“La responsabilità' civile dei magistrati è legge, in questo modo abbiamo risposto all'Unione europea ripristinato il giusto rapporto fra cittadini e magistrati, e questo anche grazie al fondamentale apporto di AP Ncd-Udc”.
Lo dichiara la senatrice Laura Bianconi che sottolinea come “grazie all’impegno delle forze moderate dell’Ncd all'interno del governo, il nostro Paese dispone ora di un'adeguata disciplina sulla responsabilità civile dei giudici, attesa da anni e tra i punti qualificanti del programma del nostro partito. Abbiamo fatto una legge di buonsenso – conclude Laura Bianconi - in un Paese normale e civile ognuno è responsabile dei propri atti, anche i magistrati, da oggi i cittadini vittime di errori giudiziari saranno più tutelati, ma questo non deve essere assolutamente interpretato come un atto punitivo nei confronti della magistratura, la cui indipendenza, come prevede la Costituzione, non è assolutamente messa in discussione”.

RELAZIONE ANNUALE PROCURATORE ANTIMAFIA, ALLARME PER NORD ITALIA
Martedì 24 febbraio, la Sala Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato ha ospitato la presentazione della relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore Nazionale Antimafia e dalla Direzione Nazionale Antimafia. A descriverne i passaggi principali sono stati il capo della Dna Franco Roberti insieme alla presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi. La Relazione illustra le attività svolte dalla Dna e dalle Dda nel contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso italiane e straniere, analizza la loro diffusione sul territorio nazionale e le principali attività illegali e gli interessi economici delle mafie e dà conto delle esperienze di cooperazione internazionale della Dna. “Il dato di maggior rilevanza – sottolinea la senatrice Laura Bianconi – è che ormai è assodata e confermata da numerose sentenze la penetrazione della criminalità organizzata nel Nord e questo deve far aumentare il livello di guardia da parte dello Stato e di tutte le amministrazioni pubbliche che devono mettere in campo misure che elimino la convenienza e il vantaggio economico per le associazioni criminali”.

VALENTINA CASTALDINI PORTAVOCE NAZIONALE NCD
“Congratulazioni ed auguri di buon lavoro a Valentina Castaldini per l’incarico di Portavoce nazionale le è stato conferito dal Presidente di Ncd, Angelino Alfano e dal Coordinatore Nazionale Gaetano Quagliariello. La sua competenza e, soprattutto, la sua passione politica sono stati fondamentali nella fase costitutiva di Ncd e continueranno ad esserlo nel nuovo ruolo di portavoce nazionale”.
Questo l’augurio della senatrice Laura Bianconi, esponente di Area Popolare Ncd-Udc.



Inutile girarci attorno. La Germania è un modello, è il Paese con le migliori performance economiche, la nuova Berlino sta vivendo una stagione paragonabile a quella della swinging London di qualche decennio fa. C’ è chi dice che in Germania adesso si mangia anche bene, il che la dice lunga su quanta strada abbia fatto questo Paese che all’inizio del terzo millennio viveva grandi difficoltà. Ma come hanno fatto in così poco tempo? Ce lo spiegano di autorevoli opinionisti: lo storico Valerio Castronovo e il manager Franco Tatò, che si capisce ammirano la Germania e quindi un pochino sono di parte. Ma al netto delle simpatie personali guardiamo quanti risultati in così poco tempo. Lo possiamo fare anche noi.

NEL CAOS MONDIALE SEDUCE CON L’ORDINE
Ha pubblicato l’anno scorso il saggio <<La sindrome tedesca>>, uno sguardo sull’europa dalla caduta dek Muro a oggi. E, da storico, Valerio Castronovo parla volentieri del Paese a cui guarda il Vecchiop Continente in cerca d’identità. <<In un mondo che soffre per il disordine che lo circonda – spiega – solo la Germania può proporre un modello di organizzazione e di razionalità. Ma è un’applicazione pratica della cultura, non un rigore militaresco>>.
 La germania ha costruito un sistema Paese da esportare. Ma allora, professor Castronovo, cosa intende per sindrome tedesca?
E’ il rapporto difficile della Germania con il resto d’Europa e dell’Europa con la Germania.
La solita ambivalenza fra ammirazione e timore?
Guardi, mi fa tornare alla mente un ricordo lontanissimo, considerato che ho 80 anni: da ragazzo, ho fatto un viaggio in autostop in Germania, dormendo in ostelli in cui se non eri dentro alle 21, restavi fuori. Già llora c’era un modello di rigore che funzionava. Io avevo appena finito il liceo e vedevo le loro scuole tecniche e professionali che già facevano testo.
Ancora oggi, per la classe dirigente tedesca quelle scuole sono una tappa obbligata nel curriculum. Perché?
Sanno coniugare la preparazione tecnica con la cultura. Sotto il profilo delle applicazioni pratiche, quelle scuole danno un indubbio vantaggio formativo.
Il cammino verso il mondo del lavoro inizia a scuola. Il lavoro, però, in Germania c’è. Qual è il passo che noi non abbiamo?
Bisogna riconoscere che i tedeschi, con Schroeder, hanno fatto una profonda riforma del lavoro che ha funzionato.
Ma è stata da lacrime e sangue, con i salari iniziali pesantemente tagliati.
Sì, però l’idea che a tot aumento di produttività corrisponda un tot aumento salariale è stata quella giusta. E poi, hanno un welfare che funziona, servizi inappuntabili e affitti non cari.
Un meccanismo complesso, costruito partendo dalla difficilissima riunificazione.
Nel 2002, ne pagava i costi, era la grande malata d’Europa. Ma ha saputo risolvere meglio di tutti gli altri problemi comuni a molti altri. Pensi solo all’integrazione riuscita dei territori dell’Est e della comunità turca.
Per fare una battuta, i tedeschi si muovono come panzer.
La capacità organizzativa è il loro fiore all’occhiello. Dall’Ottocento in avanti, hanno avuto una visione d’insieme che prevedeva già sviluppi e implicazioni.
Tra Calvino e Lutero?
E’ l’idea luterana del lavoro e di una disciplina non sentita come oppressiva. E’ un’esigenza di razionalità, è la capacità di squadrare.
La Germania chiama a sé i giovani con slogan che ricordano lo zio Sam americano. I giovani rispondono nonostante la disciplina o proprio perché ne sentono la fascinazione?
E’ un modello di ordine in un mondo disordinato. La generazione nuova ha bisogno di modelli di riferimento.
Berlino è oggi una città per giovani, tradita Londra.
Berlino è stata costruita ex novo, con parametri liberi dalle concezioni del passato. Esercita il fascino della città che non si conosceva.
La Germania rimarrà un modello?
Dipende molto dai tedeschi. La classe dirigente di oggi è la generazione di mezzo, la Merkel ha Ddr dietro le spalle. Dipenderà dai giovani, che non conosciamo. Certo, la Germania deve completare la sua egemonia, che comporta anche la responsabilità della federazione europea. E’ salita sul podio. Ma forse chiediamo troppo a questo Paese.
Un paese prigioniero del suo modello?
E’ la sindrome tedesca.
(intervista di Nicoletta Magnoni allo storico Valerio Castronovo - Il Resto del Carlino, mercoledì 25 febbraio 2015)

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MERITO DELLE RIFORME CHE NOI SOGNIAMO
Basta retorica anti-tedesca. <<Copiamo dai nostri vicini e arriveremo dove sono loro>>, è l’indicazione di Franco Tatò, manager di lungo corso prima in Germania, dove ha studiato e diretto la Mannesmann negli anni Ottanta, poi in Italia, dov’è stato fra l’altro il numero uno dell’Enel.
Le sembra facile correre come la Germania?
Attenzione, la Germania non corre moltissimo. E’ un Paese che cresce in maniera costante da parecchi anni, offrendo buone garanzie a quelli che partecipano alla sua economia, compresi i suoi creditori. Non è un fenomeno, è un Paese normale che non è poi così difficile da imitare, basta volerlo.
Come?
La Germania è arrivata dov’è oggi grazie alle riforme realizzate con grandi sacrifici personali dal cancelliere Schroeder nei primi anni del Duemila. In particolare la riforma del mercato del lavoro è stata decisiva per avviare una radicale ristrutturazione dell’industria tedesca, che poi le ha consentito di superare senza gravi danni la crisi finanziaria di questi anni.
L’economia tedesca viene molto criticata per il suo forte orientamento all’export…
Francamente mi sembra un peccato veniale. L’Italia stessa è un Paese manifatturiero come la Germania, orientato all’export. Ci farebbe schifo esportare come i tedeschi e crescere, invece di finire in recessione?
Ma se siamo un Paese esportatore come la Germania, cosa ci manca per crescere altrettanto?
Le riforme che hanno fatto i tedeschi, qui le aspettiamo da vent’anni. Ora per fortuna la riforma del mercato del lavoro è stata portata a casa. Se sarà applicata come si deve potrà portare grandissimi benefici. Ma le altre dobbiamo ancora vederle. Spero che per la legge elettorale prenderemo esempio dai tedeschi. Copiamo la loro legge, che funziona benissimo.
Il governo sembra piuttosto deciso…
L’orientamento del governo verso il cambiamento è indubbio, bisogna dargliene atto. Speriamo che il Paese lo segua.
Lei che ne dice?
In questo momento vedo una fortissima resistenza alle riforme. Basta osservare i commenti sui giornali alla crisi del debito greco per scoprire i punti deboli del Paese. Le critiche alla cancelliera tedesca, considerata troppo rigorista e un po’ gretta, sono del tutto immeritate. Sembra che l’austerità greca sia colpa dei tedeschi, mentre la necessità di tenere i conti in ordine fa parte della disciplina europea, non se la sono sognata i tedeschi, che soffrono molto di quest’ondata anti-germanica.
D’altra parte, però, dai Paesi periferici partono migliaia di giovani per andare in Germania…
Partono perché in Germania c’è un ambiente favorevole al lavoro e una cultura di sostegno alla crescita delle persone. La Germania è una fucina di formazione. In più, è un Paese fortemente meritocratico e i giovani amano le sfide, vogliono andare dove possono esprimere al meglio quello che sanno fare.
E’ anche un cambiamento culturale…
Certamente. I giovani capiscono che è meglio progredire piuttosto che restare fermi in cerca del posto fisso. Ci siamo un po’ stufati delle lamentazioni sul precariato. C’è una forte voglia di cambiamento, per fortuna.
(intervista di Elena Comelli al manager Franco Tatò - Il Resto del Carlino, mercoledì 25 febbraio 2015)








 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
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