Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 19 del 15 giugno 2010

In Commissione
Questa settimana comune a tutte le Commissioni c’è l’esame, per la parte di loro competenza, del disegno di legge relativo alla manovra finanziaria
Affari Costituzionali
Lavoro pubblico e privato
Ddl Anticorruzione
Istruzione Pubblica
Nomina Presidente Arcus
Decreto Ministeriale sulla formazione degli insegnanti
Lavori Pubblici, Comunicazioni
Disposizioni in favore dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio

In Aula
Norme in materia di spettacolo e attività culturali

VOTATA IN SENATO LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI
Giovedì scorso il Senato ha votato la legge sulle intercettazioni; compatta la maggioranza e scontata, anche perché preceduta da un battage durato settimane, la reazione dell’opposizione. Quindi i dipietristi dentro ad oltranza, con tanto di occupazione dell’Aula e i pidiellini fuori. Come da rito non sono mancati i toni forti, invece di proseguire sulla strada annunciata di un confronto costruttivo volto al miglioramento del testo, l’opposizione ha scelto la strada dell’ostruzionismo, costringendo così il Governo a chiedere il voto di fiducia. Per il capogruppo del PD al Senato, Anna Finocchiaro, comincia il massacro della libertà, mentre alla Camera Enrico Letta ha già profetizzato che la legge sulle intercettazioni sarà il Vietnam del governo. Ennesima dimostrazione di come la sinistra riesce a trovare una parvenza di identità, e di appartenenza, solamente quando trova qualcuno o qualcosa da identificare come nemico da abbattere, per evitare così di porre l’attenzione sulle proprie vicissitudine interne e continuare a far finta che tutto va bene, che è un partito in cui tutti si vogliono bene. Gli attacchi sono ovviamente pretestuosi e ovviamente c’è da chiedersi dove erano le stesse anime belle quando nel 2007, regnante Prodi, la Camera votò, con il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, un analogo disegno di legge considerato, dagli esperti in materia, più restrittivo di quello oggi in questione. “Si tratta di un provvedimento importante – ha commentato la Senatrice Laura Bianconi – che come il Ministro Alfano ha ricordato realizza uno dei punti cardine del nostro programma elettorale. Personalmente ritengo che ci dovesse essere una tutela anche maggiore della privacy,  non condivido dunque le  critiche sollevate visto che il testo votato dal Senato non va a limitare né le indagini, né la libertà di stampa”. 

18-19-20 GIUGNO, A IMOLA LO SPORT PER TUTTI
Si sarà capito che il cuore di questa Newsletter batte in Romagna, fa dunque piacere segnalare un avvenimento sportivo che  avrà luogo questo fine settimana a Imola. Si tratta dei Campionati italiani CIP di atletica leggera, organizzati dal Comitato Italiano Paralimpico dell’Emilia Romagna, che si terranno nel prossimo fine settimana allo stadio comunale “Romeo Galli” di Imola. A portare il loro messaggio ci saranno anche atleti che hanno già raggiunto importanti traguardi sportivi, uno per tutti Oscar Pistorius (e sulla sua storia e sull’esclusione dalle Olimpiadi di Pechino ci sarebbe da fare un’intera newsletter). E’ una bella opportunità per vedere, come anche attraverso lo sport, si possa superare la propria condizione di limite e veramente sperimentare come dice Luca Pancalli – Vice Presidente del Coni e Presidente del Comitato Italiano Paralimpico - che la felicità è desiderare ciò che si ha.

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA COPPA DEL MONDO
Sgombriamo subito il campo da polemiche: Rino Gattuso ci piace, ci piace molto. Grande giocatore, ma soprattutto grande uomo. Per cui rispettiamo il patto da lui invocato: i calciatori non parlano di politica, i politici non parlano di calcio. Quindi nessun commento sulla prima partita della nostra nazionale giocata ieri sera. Ma c’è qualcosa su cui non si può tacere, ed è l’ennesimo sgarbo ai danni della nostra nazionale, e quindi del nostro paese, che si è consumato giovedì sera all’Orlando Stadium di Johannesburg. Essendo questione anche protocollare occorre spiegarla bene: il paese che detiene la Coppa del Mondo, in questo caso l’Italia, consegna la coppa al paese che ospita i mondiali che la tiene in bella mostra sino a quando verrà assegnata al nuovo vincitore. Come da protocollo, e ovviamente sotto la regia della Fifa, questo è stato fatto lo scorso 4 dicembre nell’ambito di un’iniziativa promozionale tenutasi a Cape Town. Al fatto avranno assistito i soliti addetti ai lavori tant’è che non ne avevamo notizia. Quello a cui invece hanno assistito tutti è che nel corso del concerto inaugurale, di fronte a uno stadio in delirio, quando simbolicamente si è ripetuta la cerimonia, ad alzare la coppa per consegnarla idealmente a tutta la nazione sudafricana sia stato Patrick Vieira, grande calciatore ma che non rappresenta certo la nazionale che quella coppa aveva vinto. Ennesimo sfregio all’Italia, che fa il paio con quello di quattro anni fa, quando il molto svizzero e poco neutrale Joseph Sepp Blatter disertò la cerimonia all’Olimpia Stadium di Berlino pur di non consegnare all’Italia quella Coppa. Scusa Gattuso, ma non si poteva stare zitti.


Si è concluso in Senato l’iter del ddl sulle intercettazioni. Proprio per comprendere e far comprendere che non si tratta assolutamente di quel provvedimento liberticida dipinto dall’opposizione, Spazio libero ha il piacere di ospitare l’intervento del Senatore Roberto Centaro, magistrato, già Presidente della Commissione antimafia (quindi uno che certe cose le conosce bene) che del ddl è stato il relatore.

INTERCETTAZIONI: UNA LEGGE GIUSTA E EQUILIBRATA
La recente legge di riforma della procedura in tema di intercettazioni e delle norme, a vario titolo collegate, si propone di realizzare il delicato equilibrio tra gli articoli 15 (segretezza delle comunicazioni) e 21 (libertà di stampa) della Costituzione, e la necessità di mantenere l'efficacia di uno strumento investigativo rivelatosi fondamentale nel contrasto al crimine, cercando anche di porre fine ad eccessi nell'uso, nonché a fughe di notizie riservate ed a gogne mediatiche spesso afferenti a profili personali per nulla attinenti al reato.
Si è così proceduto all'individualizzazione del soggetto da intercettare, mantenendo inalterati i presupposti oggettivi oggi vigenti (gravi indizi di reato, indispensabilità ai fini della prosecuzione delle indagini) per reati ordinari, mentre per quelli perpetrati dalle organizzazioni mafiose ed assimilate, nonché terroristiche, non si è modificato alcun profilo della relativa disciplina, anche per quanto attiene alla durata.
A quest'ultimo riguardo, invece, si è ritenuto di fissare un termine pari a complessivi 75 giorni, proroghe comprese, eventualmente procrastinabili senza limiti per periodi di tre giorni anche non consecutivi, al fine di acquisire all'indagine elementi fondamentali o di impedire la commissione di altri reati.
Si è poi trasferita in sede distrettuale la competenza ad autorizzare l'intercettazione, facendo ricorso ad un organo collegiale cui vanno devoluti gli atti di indagine per via telematica. Si è vietata la pubblicazione delle intercettazioni fino alla chiusura delle indagini preliminari, al fine di consentire l'ispezione di quelle riguardanti terzi estranei al procedimento o fatti e relazioni personali, mantenendo la possibilità di pubblicazione per riassunto degli atti divenuti pubblici nel corso delle indagini. Si sono adeguate le sanzioni per chi viola il segreto ovvero comunque pubblica atti vietati, graduandone la gravità ed introducendo sanzioni per gli editori in analogia a quanto avvenuto per enti il cui dipendente si è reso responsabile di violazioni di legge.
Si è tutelata l’ espressione più nobile del giornalismo, quello di indagine , escludendo la possibilità per chi registrasse conversazioni o riprendesse immagini ad insaputa degli interessati e ne facesse uso, senza il loro consenso, per attività di cronaca.
Si è voluto, in conclusione, porre fine a sistematiche intrusioni nella privacy dei cittadini con le conseguenti esposizioni mediatiche pericolose anche per le indagini e ad evitare, senza comprimerlo, l'uso non selettivo di uno strumento di indagine certamente efficace ma particolarmente invasivo. La polemica scaturita deve attribuirsi alla volontà di mantenimento dell'anarchia esistente, per fini vari e spesso non commendevoli ancorché ammantati del nobile scopo di difendere libertà tutelate dalla Costituzione.
Si sono quindi enunciati principi senza riempirli di contenuto e la polemica è andata avanti mediante spot suggestivi ma inconsistenti, ciò, tralasciando la considerazione di legislazioni ben più severe e restrittive di altri Stati a democrazia avanzata quali Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Francia e Germania.
(Sen. Roberto Centaro – Vicepresidente Commissione Giustizia)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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