Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 287 del 21 Aprile 2015

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Documento di economia e finanza
Carta europea lingue regionali o minoritarie
Commissione nazionale diritti umani
Modifiche Statuto regione Friuli-Venezia Giulia
Parità di genere nei Consigli regionali
Audizione informale Capo dipartimento libertà civili e immigrazione prefetto Mario Morcone
Contrasto alla criminalità organizzata
GIUSTIZIA
Contrasto all'omofobia e alla trans fobia
Tribunale della famiglia
Magistratura onoraria
Amnistia e indulto
AFFARI ESTERI
Carta europea lingue regionali o minoritarie
Ratifica accordi internazionali
Atto comunitario n. 59 ("Verso una nuova politica europea di vicinato"
Introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano
Pacchetto Unione dell'energia"
BILANCIO
Audizioni preliminari esame DEF 2015
Fondo europeo per gli investimenti strategici
ISTRUZIONE PUBBLICA
Novantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Riparto contributi enti vigilati MIBACT 2015
Documento di economia e finanza 2015
Valorizzazione qualità architettonica
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Mandati CONI e federazioni sportive
Proposta di indagine conoscitiva sui luoghi dell'abbandono
Audizione Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sulle questioni connesse all'accesso alla formazione universitaria e post-universitaria in medicina
AGRICOLTURA
Audizione informale di rappresentanti della Gestione Commissariale attività ex Agensud sul tema delle infrastrutture irrigue e delle condizionalità ambientali, con particolare riferimento alle criticità connesse all’attuazione del Programma Irriguo Nazionale
Documento di economia e finanza 2015 - - parere alla 5a Commissione
Seguito esame affare su revisione macchine agricole e formazione operatori
Seguito esame affare effetti su comparto agricolo da diffusione punteruolo rosso
Seguito esame ddl n. 1641 e petizione attinente n. 380 (agrumeti caratteristici)
Seguito esame ddl n. 1728 (biodiversità agraria e alimentare)
Seguito esame congiunto ddl nn. 1568 e 205 (agricoltura sociale)
Seguito esame congiunto ddl nn. 313 e 926 (dieta mediterranea)
INDUSTRIA COMMERCIO TURISMO
Audizione informale di rappresentanti del Fondo strategico italiano (FSI) sulle politiche di investimento del Fondo strategico
Documento di economia e finanza 2015 e connessi allegati (Parere alla 5ª Commissione)
Audizione informale di rappresentanti di FederPetroli Italia, nell'ambito dell'esame congiunto degli atti comunitari nn. 60, 61 e 62 - pacchetto "Unione dell'energia"
Procedure informative - Indagine conoscitiva sui prezzi dell'energia elettrica e del gas come fattore strategico per la crescita del Paese: audizione di rappresentanti dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico
LAVORO PREVIDENZA SOCIALE
Audizione sugli atti del Governo n. 157 (schema d.lgs misure di conciliazione su esigenze di cura, vita e lavoro) e n. 158 (schema d.lgs tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni)
SANITA’
Relazione programmatica partecipazione Italia UE 2015 - Parere alla 14a Commissione - (Rel. Bianconi)
Documento Economia e Finanza – DEF - Parere alla 5a Commissione (repliche, illustrazione parere e votazione)
Audizione ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sulle questioni connesse all'accesso alla formazione universitaria e post universitaria in medicina
Audizione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali sulla stesura della “Carta di Milano”, con particolare riferimento ai temi della produzione agricola, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare
Indagine conoscitiva Ssn: seguito dell'audizione conferenza delle regioni e delle province autonome



In Aula
Riorganizzazione Amministrazioni pubbliche
Svolgimento elezioni regionali e amministrative
Documento di economia e finanza 2015
Semplificazione settore agricolo

MIGRANTI, BASTA SCARICABARILE, L’ITALIA NON PUO’ ESSERE LASCIATA SOLA
“L’ennesima strage di migranti, anzi il susseguirsi di naufragi di questi ultimi giorni, imputabile alla spietata quanto superficiale spregiudicatezza di mercanti di morte che, accecati dal guadagno, rigettano le più elementari regole della sicurezza in mare, interroga nuovamente tutto l’Occidente sulla necessità di stabilizzare i Paesi da cui partono i flussi migratori per garantire lì le condizioni di libertà e promozione umana per cui tanti disperati metto a repentaglio la propria vita”
. Inizia così il commento della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente del gruppo AP NCD-UDC, sui recenti tragici naufragi di migranti nel Mediterraneo. “Adesso – continua la senatrice Bianconi – ci aspettiamo che alle parole di cordoglio seguano veramente i fatti e che l'Unione Europea prenda atto che il problema dell'immigrazione non è solo dell'Italia, il paese più esposto, accessibile e vulnerabile, ma di tutti i paesi europei e va gestito in maniera collegiale ed unitaria. Bene ha fatto dunque il ministro Alfano che ha posto per primo la questione e se oggi siamo arrivati ad una presa d'atto da parte dell'Europa è grazie all'azione decisa del ministro dell'Interno e del Governo. Rimane il rammarico dei tanti mesi trascorsi senza prendere una decisione, anzi lascando l’Italia completamente sola a gestire un flusso migratorio di portata epocale e adesso mi auguro che dopo il cordoglio e i mea culpa si dia inizio a concrete politiche di gestione e risoluzione del problema”.

ADDIO A ELIO TOAFF, UOMO DELLA PACE E DEL DIALOGO
“Con Elio Toaff perdiamo un uomo che incarna e rappresenta una parte importante della storia italiana: quella di chi ha sempre creduto e lottato affinché il dialogo fosse il filo sottile con cui si intreccia un futuro di pace e concordia tra tutti gli uomini indipendentemente dalla religione e dalle convinzioni che si professano. Con lui perdiamo un grande italiano che ha onorato il proprio paese e e la grande famiglia ebraica di cui faceva parte”.
Così la senatrice Laura Bianconi sulla scomparsa di Elio Toaff, per 50 anni rabbino capo della comunità di Roma.

AUGURI A ENRICO LETTA PER NUOVA SFIDA PERSONALE
“A Enrico Letta che dopo anni di vita politica vissuta intensamente e da protagonista formulo più sentiti auguri di un grande successo per la nuova sfida che lo attende a Parigi dove lo attende l’incarico di rettore alla scuola di affari internazionali dell'Università Sciences Politique”.
Così la senatrice Laura Bianconi sulle dimissioni annunciate dall’onorevole Enrico Letta.

LAVORI DEL SENATO: APPROVATA LEGGE CHE CONTRASTA TERRORISMO
La scorsa settimana, con 161 voti favorevoli, 108 contrari e un'astensione, il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente la legge relativa a misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale, nonché proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle Organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione.
Il decreto-legge si compone di 21 articoli, i primi dieci, in attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, intervengono sul codice penale, elevando a reato anche gli atti cosiddetti preparatori e gli spostamenti mirati alla partecipazione ad atti di terrorismo. Inoltre; vengono modificati il codice di procedura penale, l'ordinamento penitenziario, il codice antimafia e il codice per la tutela della privacy; si amplia l'azione dei Servizi di informazione e sicurezza e viene istituita la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Per quanto riguarda le missioni internazionali, che attualmente vedono l’Italia impegnata in circa 10 Paesi, si conferma l'autorizzazione di spesa, sino al 30 settembre 2015. Gli ultimi articoli autorizzano una spesa di 240,6 milioni di euro per iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione:”Ho votato convintamente questa nuova legge – dichiara la senatrice Laura Bianconi – perchè rappresenta, in tempi così difficili e pieni di rischi, un ulteriore strumento per contrastare il terrorismo e difendere la nostra democrazia e la nostra libertà”.

LEGGERE PER CRESCERE: IL 23 APRILE GIORNATA MONDIALE DELLA LETTURA
Miguel de Cervantes, William Shakespeare, Inca Garcilaso de la Vega: Tre grandissimi scrittori cresciuti e ispirati da terre diverse ma accumunati da una cosa: l’essere morti, tutti e tre, il 23 aprile del 1616, e proprio per questo la data è stata scelta dall’Unesco per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale. Un libro è una compagnia che non delude mai, si può amare, si può criticare, si può strapazzare e qualcosa rimarrà sempre. In molte città italiane e sui principali canali televisivi verranno organizzati momenti speciali per celebrare questa giornata, approfittiamone tutti. Sarà bello sentirsi parte di un esercito armato solo di liberi e passione per la lettura.

IL TUO 5 X MILLE ALLA FONDAZIONE TERESA E LUIGI DE BEAUMONT BONELLI
Inizia il periodo della Dichiarazione dei Redditi. A costo zero si può fare una buona azione destinando il 5xmille alla Fondazione Teresa & Luigi de Beaumont Bonelli Onlus – per la ricerca sul cancro - C.F. 80065250633 - www.fondazionebonelli.org



Rimasta per mesi nelle mani dell’Isis, violentata da una decina di uomini, incinta a 9 anni. Questo è il destino di una delle tante bambine data come ricompensa ai miliziani che stanno sulla linea del fronte. Il suo fisico, troppo piccolo, troppo debilitato, forse non riuscirà a sopravvivere, ma intanto è qui, è stata portata via dall’Iraq da una Ong curda e attualmente affidata alle cure di un’organizzazione umanitaria in Germania. Il massacro dei cristiani è un fatto, Ignorato, negato, fino a quando non avviene un fatto eclatante (subito oscurato dall’ennesima serie di naufragi) come quello dei migranti gettati deliberatamente in mare perché cristiani. La scorsa settimana abbiamo parlato della polemica innescatasi sulle parole di Papa Francesco riguardo il genocidio degli armeni, paradigmatica di come di certi argomenti non si debba parlare, relegando i cristiani a meri dispensatori di assistenza, conforto, aiuto materiale e spirituale. Per questo Spazio libero continuerà a proporre approfondimenti sull’argomento, è una guerra strisciante che non deve cadere nell’oblio e nell’indifferenza.

PERCHE’ LA TURCHIA NEGA IL MASSACRO CHE ISPIRO’ PERFINO HITLER
Nell'imminenza del settantesimo anniversario della liberazione dal nazi-fascismo il 25 aprile prossimo, festa che da sempre anziché unire il popolo italiano, lo divide tra coloro che hanno sempre avocato a sé quest'importante ricorrenza, carica del sentimento di rinascita civile e sociale, in maniera pretestuosa, egoistica e arrogante, e coloro che forzatamente ne sono esclusi in quanto ritenuti estranei e persino ostili a tali valori; un'altra importante ricorrenza riguarda un evento di portata storica rilevante e ne siamo divenuti consapevoli in questi giorni.
Il 24 aprile ricorre il centenario di quello che per il popolo armeno è il Medz Yeghern, il "Grande Male", il genocidio che venne perpetrato ai loro danni dal 1915 al 1918 in coincidenza della discesa in campo nella prima guerra mondiale dell'Impero Ottomano guidato dai Triumviri Mehemet Talaat, Ismail Enver e Ahmed Djemal, esponenti di spicco del partito Ittihad ve Terakki (Unione e Progresso) nato dall'emergere di una nuova classe politica in seno al movimento dei Giovani Turchi.
Il termine "genocidio" all'epoca in cui accaddero i fatti era sconosciuto, infatti fu coniato per la prima volta dal giurista polacco di origini ebraiche Raphael Lemkin nel suo libro Axis Rule in Occupied Europe ("Il Governo dell'Asse nell'Europa occupata") pubblicato nel 1944 negli Stati Uniti, e proprio le vicende che interessarono il popolo armeno fornirono lo stimolo al lavoro giuridico di Lemkin, in quanto "atterrito dalla frequenza del male, dalle grandi perdite in vita e cultura, … e soprattutto per l'impunità freddamente accordata al colpevole".
Lemkin lo definì in questo modo: "Per genocidio intendiamo la distruzione di una nazione o di un gruppo etnico… In senso generale, genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione, se non quando esso è realizzato mediante lo sterminio di tutti i membri di una nazione. Esso intende piuttosto designare un piano coordinato di differenti azioni miranti a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali, per annientare questi gruppi stessi. Obiettivi di un piano siffatto sarebbero la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali, della cultura, della lingua, dei sentimenti nazionali, della religione e della vita economica dei gruppi nazionali, e la distruzione della sicurezza personale, della libertà, della salute, della dignità e persino delle vite individuali che appartengono a tali gruppi. Il genocidio è diretto contro il gruppo nazionale in quanto entità, e le azioni che esso provoca sono condotte contro individui, non a causa delle loro qualità individuali, ma in quanto membri del gruppo nazionale".
Per capire a pieno il significato del termine genocidio, bisogna tenere in debito conto l'intenzione dell'aggressore, infatti diversamente da altre esecrabili e gravissime forme di sterminio, nel genocidio il massacro è un fine e non un mezzo, la logica sottesa è che il nemico viene demonizzato e aggredito per quello che è, stigmatizzandolo come "altro da sé" su base ideologica.
Il lavoro di Lemkin troverà compiutezza con la Risoluzione n. 96 dell'11 dicembre 1946 da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ma, siccome all'Urss non piaceva il riferimento a "gruppi politici", si pervenne a una enunciazione di compromesso con l'adozione della "Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio" del 9 dicembre 1948, in vigore dal 12 gennaio 1951.
Ciò premesso per inquadrare storicamente e giuridicamente il reato del quale stanno per macchiarsi tutti coloro, élite politica e a cascata tutti gli esecutori, che hanno partecipato a ideare e realizzare il genocidio del popolo armeno.
L'Armenia, chiamata anche Hayastan, regione in cui tracce di vita neolitica sono testimoniate da documenti storici già verso il 3000 a.C., da sempre territorio di fondamentale importanza per il controllo delle vie di comunicazione tra Oriente e Occidente, nel corso dei secoli è stata sottoposta al controllo di grandi imperi e importanti civiltà, dai Persiani ai Greci, dai Romani agli Arabi, ma nonostante ciò è riuscita a sopravvivere sia come popolo che come cultura. I passaggi forse più importanti per l'identità del popolo armeno furono due. Il primo riguarda la conversione al cristianesimo all'inizio del IV sec. d.C., potendo così vantare di essere la prima nazione cristiana dell'intera storia umana; ciò avvenne sotto il regno di Tiridate III per opera di San Gregorio Illuminatore. Mentre il secondo riguarda l'elaborazione dell'alfabeto armeno nel 405 d.C. per opera di Mesrop Mashtots.
Dal XVI secolo l'Armenia storica venne divisa in due, la parte occidentale entrò a far parte dell'Impero Ottomano, mentre la parte orientale rimase sotto l'egida del dominio persiano.
La storiografia mondiale riconosce ormai senza dubbi che i massacri che interessarono il popolo armeno si svolsero sempre in Turchia, ma in due momenti storici differenti: il primo tra il 1894 e il 1896, condotto dal sultano ottomano Abdul-Hamid II, mentre il secondo, il più tragico, tra il 1915 e il 1918, con la deportazione ed eliminazione di armeni compiuta dal governo dei Giovani Turchi. A questi eventi va aggiunto un ulteriore triste prologo dello sterminio armeno, quello tra il 1920 e il 1922 ad opera di Mustafa Kemal, detto Ataturk.
Nel proposito di "occidentalizzare" l'Impero Ottomano da parte dei Giovani Turchi aveva riposto le sue speranze anche la comunità armena, tuttavia questa speranza risulterà vana, anzi di più ancora, beffarda, se si pensa che già in un Congresso segreto dei Giovani Turchi tenutosi a Salonicco nel 1911 venne deciso di sopprimere totalmente gli armeni residenti in Turchia.
E quando l'Impero Ottomano partecipò alla prima guerra mondiale, il 29 ottobre 1914, schierandosi al fianco degli imperi centrali, la comunità armena, all'oscuro di quanto tramavano nei suoi confronti i Giovani Turchi, fece arruolare i suoi componenti nell'esercito dell'Impero, in modo che assolvessero i loro doveri di fedeli sudditi.
(Roberto Locatelli - Il Sussidiario, martedì 14 aprile 2015)

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LA BIMBA YAZIDA VIOLENTATA E INCINTA? E' SOPRAVVISSUTA PER NOI
I tragici antichi rappresentavano l'orrore più disumano, bestiale, per purificare l'animo, per sanarlo. Egisti, Medee, incesti, matricidi, suscitavano raccapriccio catartico, obbligavano alla riflessione sul male di cui è capace l'uomo. Non so se siamo ancora capaci di indignarci e rabbrividire, subissati quotidianamente da immagini di violenza e terrore, o se ci siamo addomesticati, e insistere con l'evidenza non distoglie le nostre coscienze flebili dal sollevare lo sguardo, e gridare lo sdegno.
L'Independent diffonde la notizia di una bambina di nove anni, stirpe yazida, etnia martire. Stuprata da dieci miliziani dell'Isis. La bimba, raccolta e trasportata tramite una Ong curda in Germania, è incinta. Ed è in pericolo di vita. Io non voglio neppure sfiorare il tema, se sia opportuno o meno farla abortire. Se decidere di sacrificare una vita per salvarne un'altra, se mai sia possibile che lei, così piccina, compia una scelta, o chi per lei, attanagliato dal terrore e sfinito dalla miseria, dalla persecuzione.
Ci sono momenti in cui solo la preghiera e il silenzio hanno posto. Ora penso a lei, a questa donna piccina che porta in seno il figlio di una fiera, di un demonio, e non è un'iperbole. Sarebbe potuta morire, chissà quante come lei violentate e uccise, o morte per la violenza. Per non dire dei bambini testimoni del sangue dei loro padri e madri, e uccisi essi stessi, sepolti vivi, torturati. Ce l'hanno detto, testimoniato, dovremmo saperlo. Invece questa bambina yazida è sopravvissuta, e non possiamo fare svanire il suo nome nel calderone delle vittime innocenti, che si scordano presto.
Ha un volto, dobbiamo occuparcene, dobbiamo guardare. E' viva per noi. E' sopravvissuta per noi. Come i bimbi atterriti, svuotati, raccolti dalle forze che liberarono i lager nazisti, come gli spettri che abitavano i gulag sovietici, come i piccoli stremati nel deserto d'Armenia che hanno potuto salvarsi e dire la verità. Il male se non ha volti non lo riconosciamo, siamo bravissimi a insinuare uno scetticismo cinico, certe notizie non sembrano tali, fanno insorgere sospetti di manipolazione, di propaganda. Lo vediamo benissimo, anche a distanza di un secolo, che si può negare la verità.
Ma questa bimba yazida è viva per costringerci a chiamare col loro nome il male assoluto, per ricordarci che genocidio non è un parolone, e soprattutto non riguarda il passato. L'ha detto bene il papa, parlando degli armeni, e alludendo senza reticenze ai perseguitati di oggi. Smettiamola di accampare questioni politico-economiche: ci sono eccome, ma non bastano. Il diavolo, probabilmente. Perché uomini massacrino altri uomini per la razza, o la fede religiosa. Perché uomini possano straziare una bambina per dar sfogo all'istinto animale, e ben sappiamo che il paragone non rende, gli animali non sono così crudeli.
E in nome di un dio, che l'unico Dio ci perdoni, per quante volte è pronunciato, offeso, vilipeso, usurpato il suo nome. Dovrebbe far solo paura, questo dio. Dovrebbe essere bestemmiato e negato, un dio che permette la follia perpetrata su una bimba incolpevole. Abbiamo il coraggio di stare davanti a questo orrore, o meglio tacere? Abbiamo il coraggio di pensare a questa bambina ogni mattina e ogni sera, per convincerci che il califfato non riguarda i paesi arabi, neppure le nostre paure, ma quel che vogliamo salvare dell'uomo?
Chiunque non denunci, non alzi la voce, non aiuti ad educare, non sostenga questi poveri, è complice. Chiunque finga che la cosa non ci riguardi, che non possiamo immischiarci, è colpevole. Come l'occidente lo è stato con Hitler, con Stalin, con le usurpazioni coperte da interessi in Cambogia, in Vietnam, in Corea, in Ruanda. Ma l'occidente siamo noi, nei posti di lavoro, nelle nostre scuole, nelle famiglie, nelle comunità. La bimba yazida è già morta, per il mondo. Distrutta nell'innocenza, nella fiducia, nella speranza. Noi sappiamo che la sua vita non è vana, né quella del suo bambino. Sappiamo che sono già salvi, e santificati, che il Dio vero è morto anche per loro. La loro presenza è un dono, per commuoverci, e darci coraggio, fortezza, scienza, intelletto, timor di Dio. Che prima o poi giudica, e accoglie i suoi figli.
(Monica Mondo – Il Sussidiario, martedì 14 aprile 2015)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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