Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 30 del 5 ottobre 2010

In Commissione
Affari costituzionali
Sospensione dei procedimenti penali nei confronti delle alte cariche dello Stato
Bilancio
Audizioni preliminari alla Decisione di finanza pubblica 2011-2013
Istruzione Pubblica
Audizione del Commissario europeo per la ricerca, l’innovazione e la scienza
Industria, Commercio, Turismo
Riconoscimento della patente europea pizzaioli
Istituzione dell’Albo nazionale dei cuochi professionisti
Igiene e Sanità
Esame del documento avente per oggetto: Decisione di finanza pubblica (rel. Bianconi)
Indagine conoscitiva malattie degenerative (malattie reumatiche)
Audizione del Subcommissario per l’attuazione del piano di rientro del deficit sanitario per le regioni Lazio e Abruzzo
Commissione d’Inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN
Inchiesta sui fenomeni di corruzione nell’ambito del SSN, audizione del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari
Inchiesta sui Servizi pubblici per tossicodipendenze e salute mentale, audizione del Capo Dipartimento del Ministero della Giustizia

In Aula
Informativa del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sull’avvio dell’anno scolastico
Disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione
Modifiche al Codice civile in materia di potestà genitoriale


NOBEL A ROBERT EDWARDS, PADRE DELLA FECONDAZIONE IN VITRO: PER LA CHIESA UNA SCELTA IMPROPRIA 
L’Accademia di Svezia ha assegnato al padre della fecondazione in provetta, l’inglese Robert Edwards, il premio Nobel per la medicina. Nelle motivazioni del riconoscimento si può leggere: “Edwards è stato il pioniere di una tecnica che ha avuto fortissime ripercussioni sulla società“. La tecnica "innovativa" alla quale si fa riferimento è la fecondazione in provetta tramite, quindi, la riproduzione in vitro dell'uomo. Edwards, dal cui primo esperimento nacque nel 1978 Louise Brown, ha sempre sostenuto che “la cosa più importante nella vita è avere un figlio: nulla è più speciale di un bambino”, spiegando così che il suo desiderio era quello di aiutare le coppie sterili a concepire. Risulta evidente che l'assegnazione di questo premio Nobel avrà un lungo strascico di polemiche. "Il vero nodo della questione - sostiene la senatrice Laura Bianconi - è che avere un figlio sicuramente è qualcosa di unico e speciale, ma non può essere considerato un diritto da ottenere con ogni mezzo e modo. La mia posizione in merito alle motivazioni che hanno spinto l'Accademia di Svezia ad assegnare il nobel a Robert Edwards non può che essere quella espressa da monsignor Ignacio Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia Accademia della Vita. Monsignor Carrasco, infatti, parlando a nome del Vaticano, ha reso noto la sua contrarietà verso la decisione presa dall’Accademia sostenendo che "innanzitutto senza Edwards non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti; secondo, non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire e questo è un problema la cui responsabilità è neo premio Nobel. Infine non ci sarebbe l’attuale stato confusionale della procreazione assistita con situazioni incomprensibili come figli nati da nonne o mamme in affitto". Cosa aggiungere ancora - conclude la Senatrice Bianconi - se non che sicuramente Edwards non ha raggiunto il suo scopo, apparentemente nobile, di combattere l'infertilità, ma ha creato semplicemente un vero e proprio mercato del concepimento, peraltro a costi veramente ingenti. Fortunatamente in Italia esiste la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita, che affronta il problema dell’infertilità rispettando il principio del rispetto del diritto e della tutela della vita nascente; principio che non può mai essere sacrificato in nome del pur comprensibile e condivisibile desiderio di avere un figlio".

SALUTE DELLE DONNE: CONVEGNO DI SENOLOGIA A SAN GIOVANNI ROTONDO
L’1 e il 2 ottobre si è svolto a San Giovanni Rotondo il 3° Convegno Nazionale dell’Anisc (Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi) dal titolo “Senologi a confronto”. Nel corso del convegno, nell’ambito del Forum “Gestione delle risorse in senologia”, è intervenuta la Senatrice Bianconi per fare il punto su politica sanitaria e senologia. E’ stata quindi l’occasione per parlare dell’Indagine Conoscitiva sulle malattie degenerative promossa dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, nell’ambito della quale Laura Bianconi è relatrice della parte riguardante il tumore al seno. “A cinque anni dalla precedente indagine sul tumore al seno – commenta la senatrice Bianconi – era importante “fotografare” la situazione italiana, soprattutto in vista del 2016 quando, secondo le raccomandazioni europee, ogni Paese dovrà aver attivato le Breast Unit, unità di senologia con personale dedicato e selezionato secondo i criteri di certificazione dell’Eusoma ((The European Society of Breast Cancer Specialists). I dati ci dicono che, laddove una donna alla quale viene diagnosticato un tumore al seno  può contare su un team multidisciplinare che segue solo quella patologia (dal radiologo, all’oncologo, al chirurgo, al personale infermieristico), le aspettative di vita sono molto più alte. Non dimentichiamo infatti che il tumore al seno è ancora, tra i tumori, la prima causa di morte per le donne, e che ogni anno in Italia vengono diagnosticati 40 mila nuovi casi. L’alto numero dei casi diagnosticati non va però correlato ad una escalation della malattia, ma piuttosto all’attività di prevenzione e screening che consente di individuare anche quelle lesioni, inferiori al centimetro, per le quali la percentuale di guarigione raggiunge il 95 per cento. Anni di impegno hanno portato il nostro Paese ai primi posti per quanto riguarda la lotta al tumore al seno e i risultati sin qui raggiunti ci devono spronare a fare ancora di più in questa battaglia, soprattutto per quanto riguarda il divario tra Nord e Sud. Non dimentichiamo che mentre al Nord gli screening vengono effettuati dall’87 per cento delle donne, al Sud la percentuale scende drasticamente al 24 per cento. Dunque, occorre impegnarsi affinché vi sia un’attenzione sempre maggiore da parte dei politici, degli amministratori delle strutture sanitarie, e anche delle stesse donne, alla lotta contro il tumore al seno”.


La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da due momenti importanti: il voto di fiducia delle Camere al Governo e l'approvazione delle nuove norme in materia di lavoro pubblico e privato. Sul primo argomento il Senatore Maurizio Gasparri, Presidente del Gruppo PdL, offre lo spunto per soffermarsi su un aspetto particolare dell'intervento del Presidente Berlusconi, quello relativo ai temi etici. Sul secondo argomento è il Senatore Maurizio Castro, Capogruppo PdL in Commissione Lavoro, previdenza sociale, a evidenziare i punti salienti di un provvedimento fondamentale per lo sviluppo e l'occupazione nel nostro Paese. 

PRESIDENTE BERLUSCONI: L’AGENDA BIOETICA FONDAMENTALE PER IL GOVERNO
L'intervento del presidente Berlusconi in Parlamento ha sintetizzato in maniera inequivocabile gli obiettivi strategici del centrodestra, il progetto su cui è fondato il Popolo della Libertà e la coalizione che sostiene l'esecutivo. Ma è su un punto che il presidente del Consiglio ha giustamente richiamato l'attenzione di Camera e Senato: l'agenda bioetica del governo ed il piano per la vita. Temi determinanti in questa nuova fase della politica, sui quali misurarci all'interno del partito e della coalizione e sui quali costruire anche l'unità politica dei moderati e dei riformisti nel nome di una laicità adulta e consapevole. Si tratta infatti di argomenti ed impegni chiari, che il Pdl al Senato ha anche ricordato in un recente convegno con i ministri Sacconi e Fazio, che possono raccogliere una maggioranza ben più ampia di quella attuale. Sulle scelte in difesa della famiglia, del quoziente familiare, della tutela della vita serve un confronto sereno ma chiaro in Parlamento. Si tratta di una scelta di campo convinta quella fatta da Berlusconi, che detta la rotta dei prossimi tre anni di governo. Primum vivere, quindi. Perché una politica che riconosca il valore della vita ed il sostegno della famiglia è alla base di ogni giusta azione di governo.
Sui temi dell'agenda bioetica, quindi, il governo Berlusconi cercherà il confronto quanto più possibile ampio in Parlamento. Il nostro gruppo al Senato si è già impegnato nel proseguire nella propria azione tesa a dare attuazione al programma per la vita. Molti esponenti del centro, cattolici come noi, ma anche molti laici responsabili hanno pubblicamente detto di condividere le nostre scelte e soprattutto di sostenere su questi temi posizioni che siano chiare e trasparenti. Sono questi punti sensibili sui quali non è possibile alcun tatticismo o ambiguità. Recentemente in un editoriale del direttore anche l'Avvenire ha richiamato la politica a maggiore sobrietà su questi temi. Il rispetto dei valori e delle posizioni deve avere peso assoluto rispetto alle scelte dell'ultima ora fatte sulla base di ipotetiche alleanze strumentali. Sono temi sui quali la coerenza è d'obbligo, perché non è possibile 'dirsi cristiani ma tradirne i contenuti'.
Andremo avanti, quindi, fedeli al programma votato da milioni di italiani e riaffermato dal presidente Berlusconi in Parlamento. Con chiarezza e con coerenza, convinti che la tutela della vita, il rispetto dell'essere umano e dei suoi diritti siano la bussola sulla quale orientare la politica del Popolo della Libertà.
(Sen. Maurizio Gasparri – Presidente del Gruppo PdL)


COLLEGATO AL LAVORO: UN IMPORTANTE PASSO AVANTI PER IL SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE
Il 29 settembre, il Senato ha approvato - in sesta lettura, e prima di un passaggio alla Camera che dovrebbe essere soltanto formale, consentendo alla legge di entrare in vigore dal 1° Novembre - il Collegato Lavoro, cioè il provvedimento che accompagna la Finanziaria e contiene una serie di strumenti per sostenere l'occupazione privata e migliorare l'efficienza di quella pubblica nel difficile traghettamento della Nazione oltre la Grande Crisi.
La novità più importante è rappresentata dalla riforma del processo del lavoro: in Italia, la durata dei processi per questo tipo di controversie supera mediamente i sette anni e mezzo; i costi della procedura sono molto alti; l'esito della vertenza del tutto incerto nella peregrinazione dei tre gradi di giudizio, spesso preceduti da una fase cautelare; e i giudizi sono contrassegnati da poteri esorbitanti dei giudici che s'intromettono nel merito delle scelte di gestione delle parti senza aver mai visto una fabbrica. La riforma individua nell'istituto dell'arbitrato - sinora pressoché ignorato nel nostro Paese - il nuovo luogo tipico per la soluzione delle controversie: un procedimento rapido (tre mesi!), di fatto senza costi, certo, perché si conclude con un lodo inappellabile; e flessibile, perché si può svolgere secondo equità, cioè senza restare prigioniero di formalismi. Con l'arbitrato, le parti valorizzano l'autonomia dei loro rapporti diretti, in una prospettiva concreta di collaborazione e di partecipazione. E si pongono freni all'intrusività dei magistrati nel territorio delle decisioni tecniche dei soggetti, dei protagonisti dell'impresa. Si esce cioè dal vecchio modello dei rapporti di lavoro in Italia, dominato da un antagonismo ideologico o da un ipocrita consociativismo, ossessionato dalla pervasività regolatoria della legge, per entrare in una nuova stagione, dove il primato è affidato al contratto in una logica di sussidiarietà e di federatività.
Le parti sociali hanno manifestato subito il loro forte apprezzamento: già l'11 marzo ben 36 associazioni sindacali e datoriali (cioè, tutte, compresa la Lega delle Cooperative e senza la sola CGIL, ormai del tutto renitente alla modernità) hanno infatti firmato un'intesa in cui riconoscono l'arbitrato come un robusto vettore di modernizzazione delle relazioni industriali e s'impegnano a dare applicazione alla nuova legge con rapidità ed efficacia.
Il Presidente della Repubblica, con un suo messaggio del 31 marzo, ha rinviato alle Camere il Collegato, sollecitando alcuni interventi migliorativi: tutte le sue indicazioni sono state accolte dal Governo e dalla maggioranza, con forte lealtà istituzionale.
Insomma, il mondo del lavoro e dell'impresa ha a sua disposizione un nuovo, efficace attrezzo per la costruzione della nuova Italia, resa più forte dalla crisi della globalizzzazione e della sua finanziarizzazione drogata: l'Italia delle persone, delle comunità, della tradizione, dei valori, del coraggio e della sobrietà.
(Sen. Maurizio Castro – Capogruppo PdL in Commissione Lavoro, previdenza sociale)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
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