Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 33 del 26 ottobre 2010

In Commissione
Affari costituzionali
Sospensione dei procedimenti penali nei confronti delle alte cariche dello Stato
Comunicazioni del Governo sui fatti di Genova in occasione dell’incontro di calcio Italia-Serbia
Giustizia
Riforma della professione forense
Affari Esteri
Incontro con il Vice Ministro degli Esteri per gli affari europei della repubblica dell’Iran, Alì Ahani
Bilancio
Federalismo fiscale: audizione rappresentanti autonomie territoriali
Agricoltura
Proposta di direttiva del Parlamento europeo relativa all’identificazione degli alimenti
Industria, Commercio, Turismo
Indagine conoscitiva sulla dinamica dei prezzi petroliferi
Igiene e Sanità
Sensibilità Multipla Chimica: audizione di esperti
Indagine conoscitiva sulla tutela dei percorsi della nascita
Indagine conoscitiva malattie degenerative: HIV
Territorio, Ambiente e Beni Ambientali
Programma di sostegno per una politica marittima integrata


In Aula

Mozioni sulla politica agricola comunitaria
Convenzione di Lanzarote sugli abusi sui minori
Regolamenti comunitari su procedure di sorveglianza e coordinamento delle politiche economiche europee

PER CHI SUONA LA CAMPANA
“Appena Marchionne ha annunciato che voleva investire in Italia dovevamo suonare le campane: noi invece le abbiamo suonate a morto”.
(Raffaele Bonanni)

5 milioni di spettatori, il 17,63% di share e un’eco che ancora non si è spenta. Se Sergio Marchionne, l’ad di Fiat-Chrysler, con la sua partecipazione alla trasmissione “Che tempo che fa” voleva gettare un sassolino nello stagno può ben dire di aver centrato l’obiettivo. Al conduttore che gli chiedeva se pensasse a un futuro nella politica Marchionne ha risposto: “Io faccio il metalmeccanico, produco auto, camion e trattori”. Perché è questa la vera ricchezza di un Paese, il lavoro; soprattutto il lavoro che produce beni, che costruisce qualcosa. Quando si è pensato di sostituire la manifattura, sia quella della grande industria sia quella delle piccole e medie imprese, con la finanza i risultati sono stati disastrosi. Non dimentichiamo che la grave crisi economica in cui ci stiamo dibattendo ha avuto origine dal fallimento della Lehman Brothers, uno dei primari operatori del mercato finanziario statunitense e mondiale, e anche la situazione di bancarotta dell’Islanda, venuta alla luce giusto pochi mesi dopo, ha le sue cause nell’aver portato tutta l’economia del Paese a reggersi sulla finanza. I vecchi pescatori con le mani deformate dai reumatismi e la faccia segnata dalla salsedine l’hanno chiamata la rivolta delle aringhe, che ha punito chi ha inseguito i facili ed effimeri guadagni della finanza. Naturalmente le cose che Marchionne ha detto nel corso dell’intervista non devono essere analizzate con i criteri della simpatia (che fa di tutto per non accattivarsi) o della gratitudine (che complice qualche vuoto di memoria ha bellamente ignorato). Si è presentato per quello che è: l’uomo che deve fare quadrare i conti della sua azienda, facendo ben capire che migliori performance si traducono in migliori salari e stabilità sociale (il riferimento a cosa potrebbe succedere in Campania se se ne andasse la Fiat è stato chiarissimo). “Marchionne non ha fatto altro che dire che il re è nudo – commenta la Senatrice Laura Bianconi – i dati su efficienza del lavoro e competitività devono indurre tutti ad una assunzione di responsabilità, il rischio è quello di dover assistere ad una vera e propria desertificazione industriale. Dobbiamo invece impegnarci affinché le imprese italiane e straniere ritrovino interesse ad investire in Italia, ma per far questo occorre, come ha ricordato il leader della Cisl Raffaele Bonanni, che si apra quella stagione dei cambiamenti di cui il paese ha bisogno. Cambiamenti che necessitano di nuovi modelli di relazioni sindacali e del coraggio di presentare alle aziende nuove sfide, in termini di ripartizione degli utili e partecipazione alle decisioni aziendali”.

LA BANALITA’ DEL MALE
Una precedenza non data alla fila per il biglietto della metro, una banale discussione, una reazione violenta e immotivata e una giovane donna, Maricica Hahaianu riporta un trauma cranico che la porterà alla morte.
Una coppia che porta a spasso il cane, un taxista che investe e uccide il cane, la rabbia che sfocia in un’aggressione e un giovane uomo, Luca Massari, in coma irreversibile.
L’uscita di una discoteca, un venditore ambulante colpevole di aver servito una piadina fredda, la discussione, il pestaggio, l’uomo tenuto in coma farmacologico (ma per lui fortunatamente ci sono speranze che se la possa cavare).
Tre storie successe in Italia in questo mese, tre storie che hanno per protagonisti persone normali (che i familiari e gli amici definiscono bravi ragazzi), tre storie senza un perché che si possono spiegare solo facendo ricorso a quel concetto di banalità del male che Hannah Arendt elaborò assistendo al processo al criminale nazista Otto Eichmann. Tre storie che nel loro piccolo (piccolo ovviamente in proporzione ai crimini nazisti di cui parla la Arendt) sono accomunate dall’incapacità di accorgersi del male che si sta commettendo. “Gli episodi avvenuti – commenta Laura Bianconi – non devono essere sottovalutati e ci devono fare riflettere, perché sono la diretta conseguenza di una vita tutta ripiegata su di sé, in cui conta solo il proprio desiderio e i mezzi che consentono di soddisfarlo. La nostra è stata definita la società liquida, dove non ci sono più regole forti, limiti che non si devono valicare. Si è cominciato mettendo in discussione la sacralità della vita, aprendo, in nome della scienza, fronti come quello della ricerca sulle cellule embrionali, del fine vita. Si è aperta la strada a una mentalità in cui la vita è diventato un bene di cui disporre a proprio piacimento senza pensare alle conseguenze che una simile mentalità avrebbe avuto nella quotidianità, per cui la distrazione, il disimpegno, l’indifferenza sono diventati i nuovi valori. Siamo ancora in tempo per invertire la rotta, ma occorre sentirci tutti impegnati nell’affermazione e nella difesa dei valori della nostra tradizione, in primis la vita".

AGRIGENTO: AZZERATI I VERTICI DI COSA NOSTRA
L’arresto di Gerlandino Messina, effettuato nei giorni scorsi nella provincia di Agrigento, ha di fatto azzerato i vertici di Cosa Nostra nell’agrigentino. Gerlandino Messina era latitante dal 1999 ed era nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi. “L’operazione condotta nella Provincia di Agrigento – commenta Laura Bianconi – è l’ennesima dimostrazione di come il Governo Berlusconi abbia fatto della lotta alla criminalità organizzata una priorità, ottenendo risultati che sinora nessun Governo aveva ottenuto, grazie anche a misure come l’inasprimento delle pene, alla confisca dei patrimoni mafiosi e all’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine”.


Vi avvertiamo prima. Questa settimana Spazio libero ospita un intervento per stomaci forti. Nel senso che il pezzo, assolutamente vero (per chi lo desidera abbiamo anche le foto), ci giunge da un nostro lettore che per lavoro si è trasferito in Cina e che, da buon romagnolo, pensa che il politically correct sia una cosa che si mangia. Ma al di là di alcune espressioni colorite, è una testimonianza che fa ben comprendere i problemi della globalizzazione e, soprattutto, con chi dobbiamo competere. Naturalmente Panda romagnolo è il nickname con cui firma le sue cronache dalla Cina. Ma esiste davvero, ve lo assicuriamo.

LA CINA E NOI
Lo sapete che la politica non mi interessa e che non sono schierato, ma dopo aver visto il nuovo porto di Shanghai mi e’ venuta la voglia di fondare un nuovo partito politico: IaC, il nome lo capirete in seguito.
Il “vecchio” porto di Shanghai era situato alla foce del fiume e le grandi navi container non potevano usarlo, cosi i cinesi hanno pensato di costruire un nuovo porto. Shanghai è vicino al mare quindi si sarebbe potuto facilmente realizzare sulla costa.
Ma qui non potevano fare una cosa normale; visto il gran numero di isole presenti nella Baia di Hangzhou hanno pensato di usarne una. La riunione in cui si è deciso di costruire il porto deve essersi svolta pressappoco così:
Tavolo pieno di personalità importanti, il capo davanti alla mappa della baia sentenzia: “Useremo quest’isola”. Il collega del partito, un giovane che deve fare carriera avrà risposto: “fantastico”, ma un uomo brutto in fondo al tavolo (rigorosamente tondo) solleva un problema (e tutti avranno pensato “ecco il solito capitalista disfattista”), “scusate, ma dovranno arrivare i camion con i container…….”. Silenzio. Perdincibacco! (veramente il Panda romagnolo ha usato un’altra espressione e avrete anche capito quale), il vecchio capitalista ha messo tutti in buca. In quel mentre un raggio di sole entra dalla finestra e illumina il capo del partito che alza la testa, gli occhi gli si illuminano e dice con voce grave e profonda: “Uniamo l‘isola alla terraferma”. Applauso generale e la ragazza che serve l’acqua calda per il thè pensa “che genio il nostro capo”.
E cosi per arrivare al porto è stato costruito un ponte lungo 32 km, è il terzo punte più lungo sul mare. Naturalmente quello più lungo è poco distante e unisce Shanghai a Ningbo (45km).
La riunione prosegue, un altro raggio di sole irrompe nella stanza e illumina il capo del partito che alza la testa, gli occhi gli si illuminano e dice con voce grave e profonda: “Nel mare c’è il vento mettiamo le pale eoliche per generare l’elettricità”. Si scatena un’ovazione, e la ragazza del thé pensa “che mente, dovrebbe guidare tutta l’Asia”.
E così mentre si percorrono i 32 km di ponte s’incontrano le pale eoliche.
La riunione è in corso già da qualche ora quando un altro raggio di sole, questa volta di un’intensità abbagliante, irrompe nella stanza e illumina il capo del partito che alza la testa, gli occhi gli si illuminano e chiede con voce grave e profonda: “Qual è il porto merci con più movimento al mondo?” Silenzio ….. Dal fondo del tavolo il solito controrivoluzionario guastafeste risponde: “Singapore. E al secondo posto Hong Kong”. Silenzio …. Allora il capo dice: “Hong Kong ce la siamo ripresa, possiamo prenderci anche Singapore?” Tutti annuiscono, la solita pecora nera interviene: “Non possiamo, Singapore è uno stato indipendente e sovrano”. Tutti abbassano lo sguardo mortificati, ma il capo con sguardo fiero e deciso dichiara: “Allora costruiremo un porto più grande di quello di Singapore”. E’ l’apoteosi, applausi, strette di mano calorose, urla di gioia, la ragazza che serve il thè pensa “dovrebbe guidare le Nazioni Unite”, ed è cosi che la riunione finì.
Per la cronaca i porti con più scambi al mondo sono:
Shanghai
Singapore
Hong Kong
Shenzhen
Ningbo
Guangzhou
Rotterdam
Qingdao
Kaohsiung
Anversa
Tra i primi dieci, 8 sono in Asia e 6 in Cina ….. Forse qualcuno smetterà’ di chiedermi “cosa vai a fare in Cina”.
Finisco ricollegandomi all’inizio. Il mio partito (ovviamente tecnico) si chiama IaC, cioè Infrastrutture ai Cinesi e il programma è semplice:
1. Costruzione della TAV e trasferimento dei piccoli villaggi di montagna nella Siberia cinese dove non avranno problemi di cambiamento climatico;
2. Costruzione del ponte sullo Stretto e se qualcuno ha dubbi sulle possibili infiltrazioni della mafia … c'è già quella cinese;
3. Collegamento Libia-Lampedusa-Montecarlo, cosi i clandestini potranno usare la macchina e non i gommoni (scomodi e pericolosi) e appena arrivati in Europa potranno giocare al casinò;
4. Asfaltatura (non so se si dice) del mare Adriatico da Trieste ad Ancona, perché quando vado a Cesenatico non so dove parcheggiare la macchina;
5. Ponte Piombino-Olbia per poter andare in Sardegna senza problemi di stomaco tutte le volte;

Penso che raggiungeremo il 7,2 per cento.

(Panda romagnolo for President)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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