Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 34 del 2 novembre 2010

In Commissione
Affari costituzionali
Sospensione dei procedimenti penali nei confronti delle alte cariche dello Stato
Affari Esteri
Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia
Bilancio
Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione
Finanze e Tesoro
Proposta di indagine conoscitiva sulla disciplina delle Fondazioni bancarie
Istruzione pubblica
Istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana.
Igiene e Sanità
Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco
Istituzione del Registro nazionale dell'endometriosi (relatore Bianconi)
Rischio clinico e responsabilità del personale sanitario

In Aula
Riforma della professione forense

FUGA DAL PDL: DUE PAROLE DI CHIAREZZA PER I MIEI CINQUE LETTORI
“dobbiamo tenere presente che, in generale, lo scopo dei giornali è fare sensazione, fare colpo, più che favorire la causa della verità” (Edgar Allan Poe – da “I delitti della Rue Morgue” – anno 1841)

Una premessa. Questa newsletter è stata pensata come strumento di aggiornamento e confronto politico con gli amici e le persone che mi hanno dato fiducia in questi anni di attività politica. Volutamente ho scelto un’impostazione non autoreferenziale in cui, accanto alle notizie su quanto avviene nel “Palazzo”, fossero privilegiate le opinioni e le problematiche segnalate dai lettori in un’ottica di maggiore libertà, maggiore democrazia, maggiore partecipazione. Quindi, molto controvoglia, intervengo per fare chiarezza su una vicenda che, assieme ad altri colleghi, mi ha visto coinvolta. Giovedì scorso un quotidiano ha pubblicato un elenco di 25 senatori firmatari di un documento da molti considerato, e cito il quotidiano, il manifesto della diaspora pidiellina, in pratica l’anticamera di un passaggio ad altre sponde. Sono molti coloro che ritengono il Parlamento come una sorta di “votificio” in cui il parlamentare beota si reca per pigiare un tasto. Personalmente ritengo che il Parlamento, proprio perché espressione del popolo, sia invece il luogo privilegiato del dibattito politico, e proprio in quest’ottica al suo interno si fanno riunioni, ci si confronta, si elaborano proposte. Per cui il documento che ho sottoscritto, e i cui firmatari erano ben più di 25, aveva per contenuto il percorso congressuale avviato dai vertici del PdL, percorso sul quale un consistente numero di senatori di quel partito si era sentito in dovere di esprimere un giudizio nell’ottica di un maggior coinvolgimento degli iscritti. Ma poiché il preambolo faceva riferimento all’attuale situazione politica (la nascita di un nuovo gruppo parlamentare, il dibattito che ne è seguito e che è ancora in corso, il voto di fiducia al Governo), una lettura frettolosa e a caccia dell’ennesimo scoop (ma questa è una mia personalissima opinione) si è fermata alle prime tre righe, pensando che il contenuto fosse di zero significato. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, anzi in un momento in cui la situazione politica è in perenne fibrillazione, approfitto della circostanza per puntualizzare che non ho mai pensato di lasciare il PdL, né di far venir meno il mio sostegno al Presidente Berlusconi, così come ritengo che questo continuo tira e molla tra fiducia al Governo, Governo tecnico, elezioni anticipate non faccia il bene del Paese, anzi distolga energie dalla soluzione dei problemi che gli italiani quotidianamente vivono sulla loro pelle. Gli elettori hanno consegnato a Silvio Berlusconi e ai parlamentari che lo sostengono il mandato di governare il Paese, e io non ho assolutamente intenzione di tradire il voto degli elettori cambiando Partito e cambiando Governo.
(Laura Bianconi)


CONVENZIONE DI LANZAROTE: UN NUOVO STRUMENTO A DIFESA DEI MINORI
La scorsa settimana il Senato ha approvato, all’unanimità, la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, detta anche Convenzione di Lanzarote dal luogo dove è stata firmata il 25 ottobre 2007. Si tratta di un atto particolarmente importante che fornisce alle forze dell’ordine e alla magistratura nuovi strumenti per tutelare i minori, basti pensare a reati come il turismo sessuale o l’adescamento di minori tramite internet che sino a qualche anno fa erano inesistenti. Tre sono i punti principali del provvedimento, in primo luogo l’adozione di uno strumento internazionale che rende omogenea la legislazione dei diversi Paesi, l’aver introdotto nuove fattispecie di reati legati all’utilizzo del WEB e l’attenzione posta alla prevenzione considerando reato anche l’istigazione a compiere abusi sessuali nei confronti dei minori. “Il recepimento della Convenzione di Lanzarote – ha dichiarato la Senatrice Laura Bianconi – è un ulteriore passo avanti nella tutela dei minori. Già il nostro Paese poteva vantare una legislazione d’avanguardia assimilando lo sfruttamento sessuale dei minori al reato di riduzione in schiavitù, ma ora ci saranno ulteriori strumenti per combattere la piaga dello sfruttamento sessuale dei minori grazie anche agli articoli che perseguono i maltrattamenti familiari e le mutilazioni genitali femminili”.



TRICK OR TREAT
Mala tempora currunt. La crisi economica ha come conseguenza una drastica contrazione dei consumi e la paura della crisi alimenta ancor di più questa situazione. Per cui chi siamo noi per parlar male di una festa (Halloween) che muove, pare, 300 milioni di euro, che rivitalizza attività commerciali e riempie ristoranti e discoteche, che offre un’occasione per far festa e accantonare gli affanni quotidiani? Perché è questa la vera essenza del Capodanno celtico, un vero proprio business di cui è andato completamente perduto il significato che ha, se ancora lo ha, nella tradizione americana. Lo strapotere di Hollywood ha fatto diventare familiari zucche, cappelli da streghette e ambientazioni horror, al punto che sono le stesse amministrazioni comunali a organizzare serate in piazza dedicate alla notte più paurosa dell’anno. Non c’è nulla di male nel creare nuove occasioni di divertimento, occorre però aver presente che tutto, anche i momenti di svago, di spensieratezza, devono essere ricchi di significato altrimenti tutto verrà sacrificato sull’altare del consumismo. E allora viene da chiedersi quanti dei bambini che simpaticamente hanno bussato alle nostre porte dicendo “dolcetto o scherzetto?” sapevano che Halloween cade nello stesso periodo dell’anno in cui la Chiesa Cattolica festeggia i Santi e commemora i Defunti? In quante famiglie si fa ancora memoria delle nostre tradizioni (e ogni regione italiana ne ha di bellissime) per ricordare che il nostro destino è la gloria del Paradiso e che lì ritroveremo le persone che non sono più tra noi? Tutti i modi di festeggiare questo periodo dell’anno, quello pagano prima e poi quello cristiano, sono paradossalmente molto simili e volevano affermare che la morte non ha l’ultima parola, che l’uomo ha una natura immortale. “Purtroppo la morte, quella fisica, è un tabù – commenta la Senatrice Laura Bianconi - ci si può travestire da scheletro e riderne, ma la pietas che ci conduce a portare un fiore al cimitero non fa più parte del bagaglio culturale delle nuove generazioni. I morti sono morti per sempre e possono tornare solo come figure mostruose, come zombie. Al dio denaro è bastato un decennio per trasformare una festa cristiana in un carnevale d’autunno. Per favore, evitiamo che anche il Natale, magari in nome del politically correct, magari per non urtare la sensibilità di chi proviene da paesi con culture e tradizioni diverse, venga svuotato del suo significato e trasformato nella Festa dell’Inverno e dei Cappelletti in brodo”.



Si è già detto di quanto la situazione politica sia in fibrillazione, con il PdL al centro di continui attacchi volti a destabilizzare l'attuale compagine governativa. Questa settimana l'amico Tommaso Foti, piacentino eletto nelle file del Popolo della Libertà, ci aiuta a fare memoria del grande lavoro svolto in questi due anni e mezzo di legislatura e sulle sfide che attendono il PdL.

PER IL POPOLO DELLA LIBERTA’ SI APRE UNA NUOVA STAGIONE

Usciamo dall’estate più calda che si potesse mai immaginare. Non per le temperature agostane, ma per le polemiche e i dossier, gli sciacallaggi politici e qualche stravolgimento partitico. Mentre la temperatura esterna scende per i primi ragli dell’inverno, è giusto che il termometro del Popolo della Libertà torni invece a segnare il bel tempo: il tempo di una nuova stagione, fatta di sfide politiche, amministrative e organizzative.
Nel campo dell’azione di Governo, nel quale il Popolo della Libertà si dimostra più vivo e determinato che mai, sarà il tempo, i prossimi mesi, a decretare se esiste qualcuno che consapevolmente vorrà togliere un pistone a un motore ben oliato e che sta procedendo rapido e spedito sulla strada delle riforme. Riforme anche difficili, perché compiute, oltretutto, nell’alveo di una crisi economica mondiale di carattere epocale, ma riforme che segnano un cambio di rotta fondamentale rispetto al passato: basti pensare alla scuola e all’università, dove si mette al centro il merito e lo studente e non il posto di lavoro di chi si sveglia una mattina e vuole fare l’insegnante. Basti pensare alla lotta alla mafia, che sta permettendo di infliggere colpi mortali all’organizzazione criminale con l’arresto, in questi anni, dei più pericolosi latitanti. Basti pensare al federalismo, demaniale e fiscale, che permetterà una ridistribuzione più equa delle risorse, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini e senza dividere l’Italia, ma mantenendo ferma l’idea dell’unità nazionale. Su queste, e sulle altre sfide presentate da Silvio Berlusconi alle Camere nelle scorse settimane, si misurerà la forze e la compattezza di questo Governo, nel quale il Popolo della Libertà è motore trainante.
Ma il PDL ha un’altra sfida da affrontare, che è quella dell’organizzazione interna. Archiviata la fuoriuscita di una frangia di parlamentari più ancora che di iscritti o simpatizzanti, il partito ha ora al suo orizzonte gli obiettivi della strutturazione e del radicamento territoriale. Due obiettivi, questi ultimi, che sono fondamentali per permettere la propaganda politica, l’ottenimento del consenso elettorale, la formazione dei quadri e dei dirigenti di domani. Un partito nato un anno e mezzo fa – come è il Popolo della Libertà – aveva tutta la liceità di pagare scotti di noviziato, considerando che si dovevano contemperare sensibilità, ma soprattutto strutture partitiche le più diverse. Oggi siamo nella condizione di strutturare il PDL come partito nelle forme più compiute, partendo dal tesseramento e dall’elezione degli organi periferici, dai coordinamenti provinciali a quelli regionali. Tutto questo permetterà di diventare un partito che, pur non rinunciando al leaderismo carismatico del Presidente, avrà la possibilità di lavorare in modo più concreto e anche autonomo sul territorio, rimanendo in strettissimo rapporto con quel popolo di cui il Popolo della Libertà è il più affidabile rappresentante.

(On. Tommaso Foti – Gruppo PdL – Camera dei Deputati)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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