Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 37 del 23 novembre 2010

In Commissione
Affari costituzionali
Indagine conoscitiva sulla Carta delle Autonomie
Federalismo fiscale
Affari esteri
Convenzione sulla messa la bando delle munizioni a grappolo
Incremento risorse FMI per crisi finanziaria e assistenza ai paesi più poveri
Finanze e Tesoro
Legge di stabilità e bilancio dello Stato
Istruzione Pubblica
Riorganizzazione del Miur
Lavori pubblici, Comunicazioni
Trasporto ferroviario regionale
Agricoltura
Sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo
Igiene e Sanità
Riordino settore farmaceutico
Territorio, Ambiente e Beni Ambientali
Indagine conoscitiva sul ciclo dei rifiuti

In Aula
Riforma della professione forense


"FATELI PARLARE": APPELLO DEI PARLAMENTARI DI PDL E LEGA  A FAZIO E SAVIANO
Prendi una canzone, fanne il titolo di una trasmissione, mettici il bravo presentatore alfiere del politally correct, e quindi di tutte le battaglie di parte, et voilà il successo è assicurato. Gli era andata benissimo con Anima mia, amabile canzoncina di un’estate degli anni ’70, figurarsi se non gli andava bene con un evergreen del calibro di Vieni via con me. Fazio Fabio, come lo chiama Antonio Albanese, aveva sbancato l’audience ancor prima di iniziare la trasmissione. E ovviamente, autentico paladino del relativismo culturale, non poteva farsi sfuggire l’occasione di rivitalizzare il dibattito su testamento biologico, eutanasia e Co. Perché è ovvio, criminalità organizzata e fine vita vanno sempre in accoppiata. La libertà di espressione è un diritto che la Costituzione garantisce a tutti, la comunicazione deve essere assolutamente libera ma, quando si trattano temi di grande delicatezza come quelli del fine vita, non si può abusare della libertà di espressione per propinare al pubblico una concione solo ed esclusivamente di parte. Proprio per le sensibilità che un simile argomento tocca lo si sarebbe dovuto trattare con maggiore equilibrio o, quantomeno, con un minimo di contraddittorio. Contraddittorio reclamato dal Direttore del quotidiano Avvenire che è stato fatto proprio dal Sottosegretario Alfredo Mantovano, da sempre in prima linea quando si tratta di difesa della vita, che ha rivolto un appello a Fazio e Saviano a dare voce anche alle posizioni pro life. Non potevo non condividere l’iniziativa dell’amico Mantovano e convintamente ho firmato l’appello, che riporto integralmente.
(Laura Bianconi)

91 parlamentari PdL-Lega: “Fateli parlare”, Fazio e Saviano diano voce alle ragioni della vita.
Condividendo l'appello del Direttore di Avvenire, chiediamo al c.d.a. Rai di garantire nei programmi delle reti del servizio pubblico, e in particolare in quello condotto da Fazio e da Saviano, la voce di chi difende la vita, e soprattutto di chi lo fa vivendo una condizione di sofferenza. "Fateli parlare" non è soltanto un richiamo a una doverosa e imprescindibile "par condicio"; sottolinea prima ancora l'esigenza che non ci sia spazio esclusivo per ciò che conduce alla via troppo facile dell'eutanasia, esplicita o implicita. Le ragioni della vita, scritte nel nostro essere, nella nostra civiltà e nella nostra Costituzione, possono e devono trovare eco nelle testimonianze di chi, soffrendo, difende i diritti di tutti. Chiediamo che ciò avvenga già dalla prossima puntata del programma di Fazio-Saviano
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25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VILENZA SULLE DONNE
Repubblica Dominicana, 25 novembre 1960. Per ordine del dittatore Trujillo vengono violentate, pugnalate e strangolate tre giovani donne, le sorelle Mirabal, colpevoli di opporsi alla dittatura che da trent’anni soffocava il loro paese. Sono passati cinquant’anni e ancora, quando si parla di violenza alle donne, i dati non sono confortanti. Secondo l’Istat sarebbero infatti 7 milioni le donne, tra i 16 e i 70 anni, che ogni anno in Italia subiscono violenza sessuale o fisica, in pratica una donna su tre. Tra queste sono 3 milioni le donne che hanno subito aggressioni e violenze durante una relazione o dopo averla troncata. Le violenze sulle donne infatti, avvengono soprattutto in ambiente domestico e familiare e si tratta di un fenomeno diffuso in tutte le classi sociali, senza distinzioni di sorta. Particolarmente significativa la percentuale delle donne, circa il 7 per centro, che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni e che, nella metà dei casi, convive con questo trauma per tutta la vita senza confessarlo a nessuno.
“Sembra impossibile da credere – commenta la Senatrice Laura Bianconi – ma la violenza è la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne tra i 14 e i 50 anni, ancora prima del cancro e degli incidenti stradali. E’ importante quindi che ci sia un giorno dell’anno, il 25 novembre, in cui i governi, le istituzioni, la società civile riflettano su questo fenomeno e pongano in essere azioni positive volte a sviluppare una cultura autenticamente rispettosa della donna”.




Si sono preparate per tempo e una settimana prima del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, hanno organizzato un incontro pubblico sullo stalking. Sono le amiche dell’Associazione Valori e Libertà di Cesena che, dopo averci raccontato nei mesi scorsi del loro impegno per L’Aquila, tornano per testimoniare il loro impegno dalla parte delle donne.
p.s.
All’incontro doveva partecipare il Ministro Mara Carfagna, che ha voluto fortemente la legge sullo stalking. Purtroppo, proprio mentre era in viaggio per Cesena si consumava la vicenda che ha campeggiato poi sulle prime pagine di tutti i giornali e per la quale ha dato forfait. A tanto inchiostro versato non aggiungeremo il nostro. Diciamo solo che Mara Carfagna come Ministro per le Pari Opportunità ha assolto degnamente al suo ruolo e che ci auguriamo decida di recedere dalla sua decisione per continuare a dare il suo contributo all’interno del Governo.

STALKING: UN’OSSESSIONE CHE UCCIDE

Questo il titolo dell’incontro pubblico che si tenuto venerdì 19 novembre presso il Palazzo del Ridotto a Cesena, organizzato dall’Associazione Valori e Libertà. L’evento aveva lo scopo di fornire un quadro aggiornato sul fenomeno “stalking” anche grazie all’intervento del Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il cui disegno di legge “Misure contro gli atti persecutori” è stato interamente recepito dalla Legge n° 38/2009. Il fatto che il Ministro, per le note vicende, non fosse presente non inficia assolutamente il valore dell’iniziativa perché, al di là della comprensibile delusione provocata dall’abbandono del Ministro, rimane assolutamente la valenza di un incontro pubblico pensato per contribuire a mantenere alto il livello di attenzione su un fenomeno che sconvolge la vita di chi lo subisce fino ad arrivare alle estreme conseguenze.
Perché questo è lo stalking: comportamenti reiterati di sorveglianza, controllo, contatto pressante e minaccia che invadono con insistenza la vita di una persona per togliere quiete e autonomia. Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking, è emerso un fenomeno dalle dimensioni allarmanti, portando alla luce centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime. Gli atti persecutori sono ora un reato ben definito, punito con condanne da sei mesi a quattro anni di reclusione. Se i numeri impressionano per la loro crudezza, è ancor più sconcertante la casistica che l’introduzione del reato,ha reso finalmente visibile. Oggi vi è la possibilità di intervenire: le vittime possono querelare subito lo stalker o chiederne prima l'ammonimento. Una risposta concreta ai cittadini, dopo un lungo oblio normativo.
Il termine Stalking è stato coniato negli Stati Uniti alla fine del 1980, periodo in cui l’attenzione dell’opinione pubblica venne richiamata dall’ampio numero di attori, cantanti, personaggi del mondo dello spettacolo e uomini politici divenuti oggetto di attenzioni indesiderate da parte di fan capaci, talvolta, di metterne a repentaglio la stessa incolumità e sicurezza.
Nello stalking vittime e carnefici non si differenziano per genere e sono indifferentemente uomini o donne, senza distinzioni di cultura o di ceto sociale d’appartenenza. Va comunque ricordato che la grande maggioranza delle vittime è costituita da donne e che più della metà dei casi scaturisce da degenerazioni del rapporto di coppia, in cui, a seguito della fine di una relazione uno dei due partner non accetta l’abbandono e la separazione, intraprendendo azioni di persecuzione nei confronti dell’ex-compagno.
Di tutto questo hanno parlato l’Onorevole Isabella Bertolini, Presidente nazionale dell’Associazione Valori e Libertà, e la Dottoressa Fiorella Casadei, Gip presso il Tribunale di Rimini. L’Onorevole Bertolini, partendo dai principi su cui si fonda l’associazione Valori e Libertà, che sono quelli di una cultura ispirata al diritto naturale, alla tradizione, alle radici cristiane alla base della civiltà occidentale, ha ripercorso quelle che sono state le tappe principali che hanno portato all’introduzione del reato di stalking. Soprattutto ha posto l’accento sui dati relativi ai casi di violenza alle donne che imponevano un provvedimento legislativo in grado di contrastarli. La Dottoressa Casadei invece, partendo dalla propria esperienza di magistrato, ha illustrato come il nuovo reato di stalking, introdotto nel nostro ordinamento, abbia consentito alla magistratura di avere uno strumento efficace per intervenire con rapidità a sostegno delle persone che subiscono lo stalking. Soprattutto, è stata veramente interessante la casistica di forme persecutorie che la fantasia di una mente malata è in grado mettere in campo. La serata, che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico, si è conclusa con la presentazione della proposta, elaborata dall’Associazione Valori e Libertà, di organizzare da parte dell’amministrazione comunale un corso di difesa personale rivolto alle donne.

(Maria Lucia Macagnino – Presidente Associazione Valori e Libertà Forlì-Cesena)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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