Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 39 del 7 dicembre 2010

In Commissione
Affari costituzionali
Federalismo fiscale municipale
Affari esteri
Misure urgenti in materia di sicurezza
Assegnazione seggio supplementare all’Italia nel Parlamento europeo
Difesa
Potenziamento delle capacità dell’Unione europea nel settore della sicurezza e della difesa
Bilancio
Ripartizione quota otto per mille
Finanze e Tesoro
Audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate, dottor Attilio Buffera, su federalismo fiscale municipale
Lavori pubblici, Comunicazioni
Proposta di nomina del Presidente dell’Agenzia nazionale sicurezza volo
Proposta di indagine conoscitiva sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo
Agricoltura
Etichettatura dei prodotti alimentari
Sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo
Proposta di nomina del Presidente dell’Ente nazionale risi
Territorio e Ambiente
Inclusione del trasporto aereo nel sistema quote di emissione di gas effetto serra

In Aula
Sessione di bilancio
-Bilancio dello Stato
-Legge di stabilità


IN SENATO ULTIME BATTUTE DELLA SESSIONE DI BILANCIO
E’ previsto per questa sera, o al massimo entro la mattinata di domani, il voto finale sul Bilancio dello Stato e la Legge di Stabilità.
In realtà la manovra di finanza pubblica per il triennio 2011-2013 è stata sostanzialmente varata lo scorso 30 luglio, quando la “crisi greca” ha posto la necessità di mettere in sicurezza i nostri conti pubblici rispetto alle pressioni speculative e gli effetti della crisi economica. A quella data la Legge di stabilità oggi in votazione appariva essenzialmente lo strumento funzionale atto ad assicurare il rispetto degli impegni assunti con il Patto di stabilità europeo, determinando la necessità di individuare ulteriori e diversi strumenti per perseguire gli obiettivi di crescita, ma il particolare momento politico che l’Europa sta vivendo, con ulteriori Paesi che sono entrati in un’area di rischio, hanno determinato la necessità di individuare ulteriori e diversi strumenti per perseguire gli obiettivi di crescita. La manovra congiunturale di bilancio, per volontà del Governo e del Parlamento, si è dunque arricchita di provvedimenti volti a fronteggiare gli effetti dell’attuale crisi economico-finanziaria e avviare una nuova fase di crescita che salvaguardi le categorie maggiormente esposte agli effetti della crisi economica. Si tratta quindi di una manovra di grande responsabilità, che coniuga l’esigenza di mantenere in equilibrio i conti pubblici del nostro Paese con la necessità sostenere i servizi essenziali e l’occupazione. In questo senso, di strategica importanza risulta essere l’incremento del finanziamento al Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, al fine di assicurare per l’anno 2011 i trattamenti di cassa integrazione, mobilità e disoccupazione speciale. Sempre in questo ambito rientra la misura che disciplina la facoltà di prolungare l’intervento di tutela del reddito per il tempo necessario al raggiungimento della pensione. Come pure in quest’ottica deve intendersi la proroga per tutto il 2011 del regime di detassazione dei contratti di produttività. Tanti sono i punti importanti: dall’incremento del Fondo nazionale per le politiche sociali, al sostegno alle scuole non statali,agli interventi per assicurare la gratuità dei libri scolastici così come gli interventi per in favore della piccola proprietà contadina e l’aumento del finanziamento al Servizio sanitario nazionale. Di tutto questo ci sarà modo di parlarne e di fornirne una più esaustiva illustrazione dopo la definitiva conclusione della sessione di bilancio, conclusione che non ha caso avviene una settimana prima della mozione di sfiducia al Governo la cui discussione è programmata, contestualmente alla Camera e al Senato, il 13 e 14 dicembre prossimi. “Approvare la manovra economica prima della discussione della mozione di sfiducia – commenta la Senatrice Laura Bianconi - è un atto di responsabilità che serve a mettere il nostro Paese al riparo di azioni speculative. Mi auguro che altrettanto senso di responsabilità guidi il pensiero e l’azione di quanti la prossima settimana dovranno decidere se continuare a dare fiducia al Presidente Silvio Berlusconi e al Governo da lui guidato. I mercati internazionali ma, soprattutto il Paese, hanno bisogno di una rassicurazione forte, hanno bisogno di un Governo che possa continuare a lavorare per il bene dei cittadini, senza lo stillicidio e il logoramento a cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi".


Abbiamo già riferito che la scorsa settimana una delegazione del Senato si è recata a Bruxelles nell'ambito dell'indagine conoscitiva delle malattie degenerative (tumore al seno, malattie reumatiche, sindrome HIV). Franca Biondelli, stimata senatrice del Partito Democratico e relatrice dell'indagine conoscitiva sull'HIV, ci racconta della missione e del suo lavoro. E' un bel modo per ricordare che il 1° dicembre si è celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale contro l'AIDS. E anche per far vedere, ai tanti popolusti e demagoghi, che i politici lavorano e che le missioni all'estero non sono vacanze a spese dei contribuenti. 

A BRUXELLES PER LA LOTTA ALL'HIV
Lunedì e martedì scorsi sono stata a Bruxelles al Parlamento Europeo per una visita presso la commissione parlamentare "Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare". Con me le Senatrici Rizzotti, Bianconi (PDL) e sen. Rizzi (Lega Nord) , in qualità di relatrice del Senato sull'Indagine conoscitiva sulla sindrome HIV.
Quella dell'HIV/AIDS permane una questione di estrema delicatezza che non è per nulla rientrata, al contrario, si è abbassata l'attenzione dell'opinione pubblica su questo problema e questo è, senza dubbio, un fatto grave.
Oggi l'HIV è una malattia che contagia sempre più le donne e, un dato molto allarmante, è quello del sommerso: tutte quelle persone che si presume siano state infettate e per le quali hanno una diagnosi precisa. Sono ben 40000.
Ci si deve quindi porre come obbiettivo primario la prevenzione e l'assistenza: vere cure per sconfiggere questa terribile patologia. Dal Rapporto Euro HIV Index, l'Italia risulta in ventisettesima posizione rispetto ai ventinove paesi europei esaminati sulla base quattro parametri chiave rispetto alla prevenzione e alla cura dell'HIV. Un triste primato.
Come si sono comportati i paesi più virtuosi? In primis hanno migliorato la comunicazione, investendo soprattutto su giovani e immigrati, curandosi che l'informazione sia costante e, soprattutto, capillare.
Su questo aspetto, purtroppo, l'Italia è ancora carente.
L'incontro con gli altri Parlamentari Europei (On. Gardini, On. Costa, On. Jacolino e altri) e la pianificazione, con loro, dei prossimi passi in questa lunga battaglia, fa parte di un percorso già avviato nel 2008 e che si pone come traguardo un nuovo "approccio culturale alle politiche riguardanti l'HIV".
Un obbiettivo di sicuro ambizioso ma che abbiamo il dovere di perseguire per tutelare al meglio la salute delle nostre comunità e dei nostri cittadini.
In questa newsletter esamineremo questi tutti questi aspetti andando ad analizzare gli ultimi studi, le prospettive, le indagini svolte negli ultimi anni e, soprattutto, gli impegni necessari a raggiungere gli obbiettivi che ci si è dati.
Quanto segue è un estratto dal mio intervento integrale al Parlamento Europeo.
Uno sguardo di insieme
Nell’ambito della Commissione Sanità del Senato sono relatrice di un’indagine conoscitiva che si è proposta di analizzare lo stato dell’accesso alle cure per l’HIV/AIDS fornite dal SSN su tutto il territorio nazionale, ascoltando punti di vista, criticità e bisogni dei pazienti, delle associazioni, delle istituzioni, dei medici e dei manager delle strutture sanitarie preposte alla cura.
L’indagine ha inteso verificare se ed in che misura siano presenti differenze nella cura dell’HIV/AIDS a livello regionale o locale, prestando, inoltre, particolare attenzione al problema delle donne quale popolazione specifica tra i pazienti affetti da HIV.
Questa patologia, infatti, ha innanzitutto una declinazione femminile statisticamente sempre più significativa: nel mondo le giovani donne sieropositive o in malattia conclamata rappresentano ormai oltre il 60% delle persone di età compresa tra i 15 e 24 anni.
Poiché l’HIV/ AIDS sta evidenziando un problema critico di diseguaglianza di genere (uomo-donna), ambizione di questa indagine è stata di valutare l’impatto di genere sul trattamento, l’assistenza e il sociale.
La possibilità di accedere ad una cura adeguata, nell’interpretazione attuale che prevede una risposta assistenziale integrata e completa, è forse il principale elemento che contribuisce alla realizzazione del diritto alla salute riconosciuto a ciascuna persona.
La previsione di LEA a livello nazionale indica come questo diritto debba potersi esercitare in modo uniforme su tutto il territorio italiano, assicurando tempi, modi e costi dell’assistenza che non siano in alcun modo limitativi del diritto del paziente alla cura.
Oltre all’attenzione agli aspetti quali/quantitativi relativi alla capacità di risposta sanitaria al bisogno di cura delle persone affette da HIV/AIDS, è stata indagata la capacità di integrare la risposta medica con quella sociale, verificando se ed in che misura la persona sia effettivamente messa al centro di un processo di presa in carico socio-sanitario integrato.
In questa logica la distinzione tra paziente uomo e donna assume particolare rilevanza.
Alla fine del 2008 una pubblicazione su HIV Medicine a firma di FF Hamers e AN Phillips (Diagnosed and undiagnosed HIV-infected populations in Europe) rilevavano come in Europa circa il 30% delle infezioni da HIV non erano diagnosticate (il 25% in Italia), evidenziando come questo favorisse da una parte la facilità di trasmissione dell’HIV e, dall’ altra, il tardivo accesso alle cure di molti degli infettati (in molte situazioni in più del 50% dei pazienti la diagnosi viene fatta tardivamente con aumento del rischio di mortalità- oggi di HIV/AIDS non si dovrebbe più morire- e incremento esponenziale dei costi della malattia). Sulla scorta di questi ed altri dato alla fine del 2008 il Parlamento europeo proponeva una risoluzione che poneva le basi per favorire una diagnosi precoce e il rapido accesso alle cure.
La situazione Italiana
Ad oggi l’infezione da HIV nel nostro Paese costituisce uno dei fenomeni più complessi della nostra società. Parlare di Aids e di prevenzione in modo appropriato e trasparente significa contribuire a togliere la cortina di pregiudizi sulla malattia ed evitare lo stigma nei confronti dei malati e dei sieropositivi che sono un numero sempre crescente.
Diversi studi evidenziano come sia cambiato, nel corso dei decenni, il target di persone più esposte al rischio di contrarre il virus. Se all’inizio della scoperta della malattia, negli anni ’80-’90, la fonte principale di contagio era la tossicodipendenza (oggi la percentuale di tossicodipendenti sieropositivi tocca appena il 27, 4%), attualmente la trasmissione avviene principalmente per via sessuale, sia eterosessuale (43,7%) che omo/bisessuale (22%). E se oggi, rispetto agli anni passati, è più facile dominare la malattia e le terapie disponibili sono indubbiamente più efficaci, tanto da aver ridotto in maniera significativa il numero dei decessi, tuttavia si stima che le persone che vivono con HIV/AIDS siano 120 mila, numero che tende ad aumentare anche in ragione di circa 3.500-4.000 nuove infezioni all'anno.
Il dato più negativo è che oltre il 50% scopre di essere sieropositivo solo a ridosso della diagnosi di malattia conclamata. Ma non solo: la percezione del rischio è minore tra certe categorie di persone. E così cambia l'età media delle persone che contraggono il virus: ormai supera i 40 anni, con un incremento fra le donne che ormai rappresentano la metà dei malati.
Per quanto riguarda l'andamento della mortalità, a partire dal 1997 si è iniziato a registrare un progressivo declino dei decessi, che nel 2007 sono stati circa 200: una significativa diminuzione conseguenza diretta del progressivo inserimento delle nuove terapie antiretrovirali che hanno contribuito a trasformare l'AIDS in una malattia ad andamento cronico.
Un ultimo dato allarmante è quello delle cifre del sommerso: circa 40.000 le presunte infezioni non diagnosticate. Troppe persone inconsapevoli, un’abitudine che comprova quanto sia bassa la percezione del rischio di un contagio da HIV nel nostro Paese e quanto sia sottovalutato il più importante mezzo che abbiamo a disposizione per sconfiggere la malattia: la prevenzione.
La nostra indagine
Nel 2009 è stato pubblicato il rapporto Euro HIV Index. L’Euro Hiv Index viene considerato «una verifica reale delle politiche pubbliche e delle best practice » in tema di prevenzione e cura dell’infezione da HIV. L’indagine è stata effettuata in 29 Paesi europei e ha riguardato 4 aree: Diritti e partecipazione, Accesso all’assistenza, Prevenzione, Esiti clinici. In quest’analisi, l’Italia si è classificata solo 27esima, al terzultimo posto tra i Paesi europei, prima solo di Grecia e Romania. In realtà il rapporto va letto con molta attenzione e, probabilmente la realtà nel nostro Paese (anche sicuramente migliorabile) non è così drammatica e tale da relegarci in fondo a questa speciale classifica . Scopo dell’ indagine conoscitiva è stato, quindi, quello di conoscere più da vicino la realtà del Paese in cui viviamo.
Tra le varie audizioni, esperti di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità dopo aver chiarito che l'AIDS rappresenta la manifestazione terminale dell'infezione HIV, rende noto che a fronte di una drastica riduzione della mortalità soprattutto grazie all'avvento della terapia antiretrovirale combinata (non quindi connessa all'andamento naturale dell'epidemia), si è progressivamente passati dal monitoraggio dell'epidemia conclamata all'attuazione di sistemi di sorveglianza delle infezioni da HIV. In particolare, a partire dal 1996 la dimensione della malattia conclamata ha presentato una diminuzione nel numero di decessi, laddove parallelamente si è registrato un incremento del numero di persone viventi con diagnosi di AIDS in ragione dell'aumento del tasso di sopravvivenza, e si evidenzia come sia la mortalità che la diagnosi di AIDS conclamato sono diminuite in modo progressivo dal 1996-97 parallelamente alla disponibilità dei nuovi farmaci antiretrovirali (grazie alla disponibilità gratuita di questi farmaci i risultati ottenuti sono tra i migliori a livello mondiale).
In particolare, nell’anno del picco, 1995, avevamo più di 5.500 casi ogni anno, nell’ultimo anno se ne sono registrati 1.000 - 1.500 casi.
Per quanto riguarda il versante epidemiologico, sono in atto sistemi di sorveglianza dell’ infezione da HIV che per lungo tempo non è stato possibile attuare per via dei problemi connessi alla tutela della riservatezza, sistemi di sorveglianza che, peraltro, non sono ancora pienamente attuati nelle diverse Regioni. Per ritornare al problema delle donne in merito all'impatto dell'infezione HIV/AIDS proprio sempre in audizione al Senato, avvenute di recente, si segnala l'aumento del numero totale delle persone infette e il fenomeno di progressiva femminilizzazione dell'epidemia. Si insiste, quindi, che anche in aree fortemente industrializzate vi è una differenza di risposta alle cure sulle terapie antiretrovirali ARV rispetto agli uomini, per ragioni fisiologiche ed ormonali, nonchè di difficoltà di una appropriata terapia ARV in gravidanza con la conseguenza di una possibile trasmissione materno infantile del virus HIV, al riguardo occorrono adeguati programmi di prevenzione sulla base di linee guida. Ovviamente è auspicabile il test di routine anche in Italia quantomeno nella fase preconcezionale. Negli Stati Uniti è stata adottata una impostazione basata sull'accesso al test se il soggetto non manifesta contrarietà allo stesso. E' vero che vi sarebbe un aumento dei costi a carico SSN ma tale spesa, in breve periodo, potrebbe essere compensata da risparmi che si generano in futuro in quanto la prevenzione potrebbe produrre effetti positivi. Infine l'accesso alle cure è un dato che coinvolge anche le donne immigrate a volte a causa di barriere culturali e a volte anche per distorsioni presenti nel SSN. Rimane il problema dei bambini e dell'accesso alle cure dove si riscontra ancora una disattenzione sui farmaci.
Un'ulteriore tema da approfondire è quello della possibile revisione delle tabelle di invalidità determinata dalla patologia HIV, le attuali tabelle sono datate. Se è vero che la malattia è ora curabile la mortalità in diminuzione, restano rilevanti gli effetti indesiderati dei farmaci che causano danni renali, ossei ed incidenti cardiovascolari che concorrono a causare forme di invalidità, ovvio che le tabelle si rendono necessarie anche per i bambini sieropositivi che hanno raggiunto l'età di lavoro. Personalmente insisto sulle campagne informative a basso costo presso le scuole in modo che siano sensibilizzati i giovani, ad esempio, con l'apporto di medici infettivologi oppure formare gli insegnanti, è scomparsa anche la figura del medico scolastico ed è ovvio che va ricercato un linguaggio appropriato per informare i giovani. Si tratta in particolare, di delineare percorsi di stile di vita senza trascurare i problemi legati alle malattie sessualmente trasmesse.
I nostri giovani attualmente, non sono sufficientemente informati e non vi sono campagne recenti negli ultimi anni. Ci attende molto lavoro da parte di tutti, la politica deve ricoprire un ruolo fondamentale con un impegno forte ed io ci credo fermamente.
A Bruxelles per porre Domande!
Obbiettivo di questo incontro è stato anche porre sul tavolo alcune questioni di rilevanza fondamentale: punti interrogativi sui quali noi chiediamo una risposta.
Le richieste contenute nella Risoluzione del PE del 2008, in particolare quella della diagnosi precoce e dell’acceso alla cure in tutti i Paesi dell’Unione sono state raccolte dagli Stati Membri? Da quali e in quale misura?
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 mostra l'Italia negli ultimi posti della classifica europea: siamo al 27° posto su 29 Paesi. Quali sono le azioni che le Istituzioni europee possono intraprendere affinché l’Itala si impegni maggiormente nella prevenzione e nell’accesso alle cure?
I contenuti e le richieste del secondo piano d’azione nella lotta all’HIV/AIDS in Europa e nei paesi confinanti per il periodo 2009 – 2013 della Commissione Europea con quali atti potranno essere accolti dal Consiglio e dal Parlamento Europeo (in particolare la priorità di una maggiore diffusione del test HIV come mezzo di prevenzione delle nuove trasmissioni dell’HIV?
Abbiamo notizia che il 1 dicembre le Linee guida sul testing prodotte dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) saranno adottate. Le Istituzioni dell’Unione ne monitoreranno l’applicazione e l’integrazione da parte degli Stati Membri? E se sì come?
Il Commissario Dalli ritiene importante impegnarsi nel rendere azione prioritaria diagnosi precoce e l’accesso egualitario e indiscriminato alle cure in tutti i Paesi dell’Unione? Quali azioni di sostegno e di ulteriore indirizzo intende mettere in campo la Commissione?
Il ruolo delle Associazioni Pazienti dell’HIV/Aids è stato storicamente fondamentale per la prevenzione e il contrasto alla malattia. Lo è ancora una volta oggi poiché la problematica della diffusione (anche inconsapevole) del virus è tornata prepotente. Come intendono le Istituzioni Europee cooperare e coinvolgere le Associazioni pazienti nella definizione delle politiche di prevenzione, trattamento e cura della malattia?
Naturalmente la commissione collaborerà con tutte le parti interessate e con le relatrici (Bianconi - Cancro alla Mammella) e Chiaromonte (Malattie Reumatiche e Degenerative) per rafforzare il lavoro che stiamo svolgendo.
L'obbiettivo sarà migliorare quindi le conoscenze, la sorveglianza, il controllo su questi fenomeni e incoraggiare gli stati membri a sviluppare e attuare programmi in cooperazione al fine di garantire programmi europei efficaci.

(Sen. Franca Biondelli)

Per Approfondire
HIV/AIDS: Diagnosi precoce e cure tempestive P6_TA(2008)0566
Risoluzione del Parlamento europeo del 20 novembre 2008 sull’HIV/AIDS: diagnosi precoce e cure tempestive
(2010/C 16 E/13)
COM(2009)569 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
La lotta contro l'HIV/AIDS nell'Unione europea e nei paesi vicini, 2009 -2013
{SEC(2009) 1403}
{SEC(2009) 1404}
{SEC(2009) 1405}



 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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