Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 40 del 15 dicembre 2010

In Commissione

Affari costituzionali
Federalismo fiscale municipale
Misure urgenti in materia di sicurezza
Affari esteri
Videoconferenza con le missioni di pace in Afghanistan, Libano, Kosovo
Comunicazioni del Governo sul consiglio europeo del 16 e 17 dicembre 2010


In Aula
Misure urgenti in materia di sicurezza

il numero 40 di Parole di Libertà esce con un giorno di ritardo rispetto al consueto martedì. Abbiamo voluto attendere per raccontarvi il nostro particolare punto di vista del voto di fiducia al Governo Berlusconi. La senatrice Laura Bianconi, eccezionalmente nei panni di cronista, ci racconta come ha vissuto questo importante momento politico.

UNA GIORNATA PARTICOLARE
Ore 8 e 45. Tutti i senatori sono già in Aula, si leggono i giornali, si segue sui computer portatili il susseguirsi delle agenzie di stampa. Tutti avvertiamo la tensione e la consapevolezza dell’importante e delicato momento politico che stiamo vivendo. Alla spicciolata arrivano i Ministri e i Sottosegretari.
Ore 9. Puntualissimo il Presidente Schifani apre la seduta, iniziano le dichiarazioni di voto.
Preciso ed efficace l’intervento del Senatore Bricolo (Lega Nord Padania), demagogico e insultante quello del Senatore Belisario (Italia dei valori), sbiadita fotocopia di Di Pietro. Galvanizzante e pieno di humor l’intervento di Maurizio Gasparri, Presidente dei senatori del PdL.
Il sorteggio fa iniziare dalla senatrice Bonino il rituale della “chiama”. Ci si mette in fila in attesa di essere chiamati, si formano gruppetti che commentano l’andamento del voto. Ben presto è il mio turno di sfilare sotto lo scranno della Presidenza per manifestare il mio convinto sì al Presidente Silvio Berlusconi, al suo Governo e alla maggioranza che gli italiani hanno liberamente votato. Un boato accoglie il risultato di 162 voti a favore del Governo (135 i no, 11 gli astenuti), l’entusiasmo è fisicamente percepibile ma l’attenzione è presto rivolta a quanto sta avvenendo intorno al Senato. I cortei dei manifestanti (11 le manifestazioni autorizzate,) come era stato annunciato nei giorni precedenti su facebook, si scatenano contro tutto e tutti, cercano di varcare la linea di sicurezza dei palazzi parlamentari. Si sentono i botti delle bombe carta e dei lacrimogeni, gli elicotteri volteggiare. Ancora una volta Roma viene presa d’assalto dai professionisti della contestazione violenta e senza regole, auto incendiate, vetrine infrante, palazzi imbrattati, il porfido dei sampietrini divelto e usato come arma. Cinque ore di guerriglia urbana che non a caso hanno fatto paragonare Roma a Beirut.
Intanto alla Camera si snodano l’acido intervento dell’Onorevole Bocchino, quello di un Onorevole Bersani molto sotto tono e di seguito il voto contrario dell’onorevole Guzzanti, i sì delle onorevoli Siliquini e Polidori e l’assenza dall’Aula dell’onorevole Moffa. Si segue l’andamento dei voti: più 1, più 2. Finisce 314 a 311. La mozione di sfiducia viene respinta con 3 voti di maggioranza. L’adrenalina è a mille, si sente il dolore dei muscoli in tensione dall’inizio del dibattito. Ora si apre una nuova fase, alle 17 il Presidente Berlusconi si reca dal Capo dello Stato, noi rimaniamo in Aula per votare il calendario dei lavori. La vita parlamentare continua, entro Natale approveremo il decreto sulla sicurezza e la riforma universitaria.
(Sen. Laura Bianconi)

p.s.
per la cronaca, questo è l’elenco delle manifestazioni autorizzate, che ovviamente hanno visto coinvolte tutte brave persone che sanno come esercitare con civiltà il diritto d’opinione:
Studenti
Universitari di destra
Verdi
Italia del Valori
Comitati per la pace
Popolo viola
Gruppi contro la discarica di Terzigno
Gruppi per la ricostruzione dell’Aquila
Comitato per l’acqua bene pubblico
Precari
Fiom


BABBO NATALE ESISTE
Un bellissimo film ci ha fatto conoscere che quando abbiamo Saturno contro è meglio mettersi in stand by perché difficilmente quello che faremo riuscirà bene. Alla luce dei fatti, il Presidente della Camera dovrebbe cominciare a pensare di avere più di un astro contro.
Aveva cominciato domenica dicendo che sull’ipotesi che Berlusconi spuntasse alla Camera una maggioranza di dieci voti in più non scommettevano neppure quelli che credono in Babbo Natale. Beh, fin che si tratta di mettere scompiglio nel Governo, usare impropriamente l’autorevolezza che deriva dalla carica istituzionale che si ricopre per conquistare sostenitori al nuovo partito che si sta costruendo passi, si sa che la politica non è uno sport per mammolette. Ma prendere uno dei simboli della nostra tradizione, della nostra cultura (senza Babbo Natale che Natale sarebbe?) come esempio di creduloneria o di infantile e beata ignoranza (infatti sua figlia di tre anni ci crede) non gli ha portato bene. Fatto sta che la mozione di sfiducia, che sulla carta avrebbe dovuto contare su 317 sostenitori, non è passata per tre voti. A voler essere pignoli si obietterà che la scommessa posta da Lucia Annunziata era su dieci voti in più, che sono altra cosa da tre. Rimane il fatto che a prevalere è il segno più ed è quello a sancire la sconfitta del progetto politico avviato dal Fli. Perché Babbo Natale esiste, e non è il pacioso e barbuto signore rispolverato negli anni 30 del secolo scorso da una nota multinazionale americana. Era San Nicola di Mira di cui si racconta che, come Vescovo, esortò i parroci della sua diocesi a diffondere il cristianesimo anche ai bambini che a causa dei rigori dell’inverno non potevano andare in Chiesa. Questi sacerdoti bardati di pesanti mantelli si recavano con le slitte nelle località più isolate portando doni ai bambini e spiegando loro chi fosse Gesù e cosa avesse fatto per l’intera umanità. Insomma tutta un’altra cosa da una favola per bambini e crederci conviene.



Quando si dice il caso. La scorsa settimana l'intervento sull'HIV ha offerto l'occasione per far conoscere il lavoro che i politici svolgono lontano dai riflettori. Questa settimana Spazio libero ospita il contributo del senatore Andrea Fruttero, Segretario della Commissione Ambiente, eletto nelle file del PdL. Sentendosi chiamato in causa, e probabilmente stanco di vedere i palazzi della politica ridotti al rango di meri "votifici", con levità e arguzia si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.
Tra i colleghi senatori, tra cui è circolato questo scritto, è sorta una disputa sulla correttezza o meno di tradurre lo spagnolo
peon nell'italiano peone. Chiederemo all'Accademia della Crusca, ma voi non fatevi distrarre da questi sofismi. Guardate il contenuto, che è veramente tosto.

ELOGIO DEL PEONE
In questi giorni nel fiorire di articoli sulla situazione politica e sulla fatidica data del 14 per il voto di fiducia al Governo Berlusconi spesso si leggono definizioni non molto positive dei parlamentari “peones”.
Partendo dalla illustrazione del significato originale della parola, ossia manovale o bracciante in spagnolo, si descrivere il significato attribuito nella politica italiana di “Peones” come “parlamentari che non hanno peso nelle decisioni, il cui compito essenziale è alzare la mano per garantire il voto al loro schieramento”.
Sono un Peone del PdL e vorrei provare a spiegare agli illustri commentatori ed ai cittadini qual è la nostra, a mio modo di vedere importante, attività parlamentare. Intanto voglio evidenziare come molti commentatori quando criticano il Presidente Berlusconi gridando al “cesarismo” come minaccia per la democrazia evocano la nostra costituzione basata su pesi e contrappesi istituzionali. Il contrappeso politico al potere esecutivo è il potere legislativo. Se davvero si crede in quel modello, perché mai dunque in ogni occasione denigrarlo e delegittimarlo di fronte ai cittadini?
Veniamo alla qualità, a detta di molti, scadente dei parlamentari “Peones”. Dai curriculum dei miei colleghi Senatori emergono esperienze di elevato livello qualitativo, come avvocati, magistrati, notai imprenditori, professionisti, insegnanti e docenti universitari, sindacalisti, persone con esperienza in grandi gruppi nazionali ed internazionali, oppure in amministrazioni pubbliche nei ruoli di sindaci, presidenti o assessori di provincia o regione. Quando diventano parlamentari, se non sono ministri diventano tutti asini? Solo utili ad alzar la mano o premere un pulsante?
La risposta è ovviamente no. Lo si comprende se si supera l’immagine stereotipata del parlamentare, valutandone l’attività legislativa non solamente sulla presenza in aula, come se tutti quanti stessimo ad una macchina utensile e la nostra produttività fosse misurata in termini di “pezzi” da sfornare a settimana.
L’attività di governo e di legislazione nasce e trae legittimità dal voto popolare sul programma di legislatura, calibrato in considerazione delle dinamiche economiche e sociali che evolvono nei 5 anni di mandato. Il Governo gestisce ed il Parlamento costruisce le leggi che servono per realizzare il programma approvato dai cittadini. Anche quando si opera su iniziativa legislativa del Governo tramite decreti è sempre il Parlamento che “lavora, modifica ed affina” la norma.
Il decreto o il disegno di legge, prima di andare in aula per la votazione finale, approda nelle commissioni di merito, dove l’esperienza dei parlamentari specializzati in quelle materie ed il lavoro di ascolto in audizione delle categorie e dei settori interessati consente con un lavoro vorrei dire “artigianale” di trovare i punti di equilibrio tra le diverse e spesso contrastanti esigenze dei molteplici soggetti sociali ed economici interessati.
La nostra attività è quindi quella di tenere i contatti con il territorio di riferimento ed ancor più con i settori e le categorie interessate alle materie trattate nella commissione di cui si è membri, attraverso lo studio, il confronto, l’ascolto, la partecipazione a seminari ed a convegni.
Il fatto che questa attività non abbia visibilità nell’opinione pubblica non deve far pensare che non esista, sia di secondaria importanza o venga derubricata a mera presenza “per alzar la mano”.
Questa è l’attività di noi “Peones” e se mi è consentito questa per me è la politica. Il resto è gioco di palazzo, personalismo irresponsabile, battutismo e teatro, alle volte nemmeno particolarmente bello.
(Sen. Andrea Fluttero - Segretario Commissione Ambiente)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

Questa newsletter vuole essere un contributo al dibattito politico e culturale nel nostro Paese. Ci scusiamo se arriva contro la tua volontà, molti dei nostri indirizzi sono presi da elenchi istituzionali e trattati secondo quando stabilito dalla L. 675/96, se non vuoi più riceverla.

clicca qui


Privacy e Note Legali
[ home ] - [ biografia ] - [ news letters ] - [ photo gallery ] - [ links ] - [ contatti ]