Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 46 dell' 8 febbraio 2011

In Commissione
Affari costituzionali
Proroga di termini previsti da disposizioni legislative
Indagine conoscitiva sulla Carta delle autonomie:audizione della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni
Affari esteri
Convenzione sulla messa al bando delle munizioni a grappolo
Istruzione pubblica, beni culturali
Consigli direttivo ANVUR
Agenzia nazionale autonomia scolastica
Lavori pubblici, Infrastrutture
Patente di guida europea
Comunicazioni del Ministro allo Sviluppo economico sul processo di liberalizzazione del mercato postale
Industria, Commercio, Turismo
Codice del Turismo
Istituzione di una sistema pubblico di prevenzione nelle frodi del credito al consumo e furto di identità
Sanità
Indagine conoscitiva sul tumore al seno: audizione di esperti (rel. Bianconi)
Politiche dell’Unione Europea
Controllo attività Europol
Commissione di inchiesta SSN
Inchiesta sui fenomeni di corruzione nell’ambito del SSN

In Aula
Informativa del Ministro dell'interno sulla regolarizzazione di lavoratori extracomunitari e sui flussi di ingresso
Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (decreto "milleproroghe")

UN ANNO CON SPAZIO DI LIBERTA'
Cari amici, cominciava così un anno fa, (per la precisione l’anniversario esatto sarà domani, giorno della morte di Eluana Englaro), l’avventura di Spazio di Libertà, la newsletter attraverso la quale offro la mia personale lettura dell’agenda politica e di quanto accade nel nostro Paese e nel mondo, sempre nell’ottica del dialogo e del servizio nei confronti di chi legge. E infatti, nel corso dei mesi è andato intensificandosi il dialogo con Voi che ricevete la newsletter grazie ai Vostri commenti, ai Vostri suggerimenti, ai Vostri contributi. E come un anno fa, il ricordo della morte di Eluana Englaro mi offre lo spunto per ritornare a parlare di temi etici, che magari in questo momento non sono proprio al centro del dibattito politico ma che per me rimangono sempre il punto fondante del mio impegno come parlamentare.
In questa settimana, infatti, si concentrano tre importanti giornate celebrative del valore unico e irrinunciabile della vita. La scorsa domenica, 6 febbraio, abbiamo celebrato la Giornata Nazionale per la Vita, mentre domani 9 febbraio verrà celebrata la Giornata Nazionale degli stati vegetativi, così come voluto dal nostro Governo che ha scelto il giorno della morte di Eluana Englaro, per ricordare che è vita degna di essere vissuta anche quella delle persone che si trovano in queste condizioni, ed infine venerdì 11, nella ricorrenza di Nostra Signora di Lourdes, verrà celebrata la XIX Giornata mondiale del Malato. "Educare alla pienezza della vita - come si legge nel messaggio della CEI - sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto, è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione". Questo richiamo all'importanza di sensibilizzare, soprattutto i nostri giovani, ad una cultura dell'esistenza e ad un rapporto di accettazione della sofferenza e di chi soffre, che permetta di accogliere e custodire la vita, dal concepimento al suo termine naturale, deve essere sempre promosso. Troppo spesso ancora la cronaca quotidiana ci riferisce di episodi di bambini a cui è impedito di nascere, di vite ferocemente spezzate, di anziani abbandonati, di persone vittime di incidenti sulla strada e sul lavoro. Nell'era dell'egoismo e dell'esaltazione del valore dei beni materiali,, oggi più che mai è necessaria una vera e propria presa di coscienza da parte di tutti affinché si pongano in essere azioni volte a sensibilizzare l'importanza dei valori fondanti di qualsiasi civiltà. Sarebbe, infatti, totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani, politici, economici e sociali che non comprendesse l’energica difesa del diritto alla vita in tutte le sue fasi, nel contesto di un preciso e concreto impegno a favore dei più deboli e dei più indifesi, come può esserlo un nascituro o un malato in stato vegetativo. Purtroppo, quando i progetti politici contemplano, in modo aperto o velato, la de-criminalizzazione dell’aborto e dell’eutanasia, l’ideale democratico – che è veramente tale solo quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana – è tradito nei suoi fondamenti.
Questi sono i principi che ispirano la mia attività nelle aule parlamentari, perché non si può perseguire il bene comune se non si rispetta in primo luogo la vita.
Laura Bianconi


SAN PATRIGNANO, UN ORGOGLIO PER IL NOSTRO PAESE
“E’ una realtà che ci fa essere fieri e orgogliosi del nostro Paese".
Queste le parole che il Presidente del Senato Renato Schifani ha rivolto alla Comunità di San Patrignano nel corso della visita effettuata lo scorso sabato. Si è trattato di una visita informale, a cui ha preso parte anche la Senatrice Laura Bianconi, che ha permesso al Presidente Schifani di conoscere i principali settori di formazione della struttura. “San Patrignano genera sempre stupore in chi si trova a visitarla per la prima volta – commenta la Senatrice Bianconi, amica e sostenitrice del modello di recupero applicato nella comunità – l’ordine e l’armonia che l’opera di Vincenzo Muccioli ha realizzato in questa parte di Romagna, e che suo figlio Andrea prosegue, sono il modello di quel recupero di sé, della propria coscienza, che ciascun ospite è chiamato a fare. E quando ci si ritrova in 1500 nel grande salone per il pranzo comune si vede che questo percorso è una realtà possibile per tutti.


Una newsletter tutta pro-life quella del 1° anniversario, e che per l'occasione ospita due importanti contributi, quello del Sottosegretario Roccella sull’Agenda etica del Governo. e quello del Senatore Quagliariello sulla Scuola di Biopolitica organizzata dalla Fondazione Magna Carta,


L’AGENDA ETICA DEL GOVERNO
La difesa della vita nei suoi momenti di maggiore fragilità rappresenta il cuore e lo spirito dell'agenda bioetica di governo, presentata lo scorso agosto da me insieme al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Il documento individua come priorità cinque punti sensibili verso cui orientare l'azione della nostra maggioranza, con coerenza e oltre ogni tatticismo: la vita umana al momento dell'inizio, negli stati di massima disabilità, e quando è alla fine; inoltre i problemi legati all'uso dell'umano come materiale biologico, e i criteri etici della ricerca. Di fronte alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche che di giorno in giorno entrano a far parte del nostro vivere quotidiano, soprattutto nell’ambito della biomedicina, questo Governo ha voluto porsi con un approccio realmente laico - basato quindi sulla conoscenza scientifica - e insieme valoriale, considerando come punti fermi e irrinunciabili l'unicità della persona, il rispetto per la vita umana - dal concepimento alla morte naturale - e la centralità della famiglia, così come è riconosciuta dalla nostra Carta Costituzionale. Alla base di questo approccio c'è la convinzione che per tutti, credenti e non credenti, la vita sia il bene più prezioso, e che sia necessario tutelarla. Su questo principio irrinunciabile e fondamentale è costruito anche il nostro stesso sistema sanitario, riconosciuto, nonostante le sue disomogeneità territoriali e le sue criticità, come uno tra i migliori nel mondo. L'organizzazione sanitaria del nostro Paese (che il Governo si sta impegnando, insieme alle Regioni, a rendere più efficiente e uniforme, razionalizzando la spesa e ponendo obiettivi di qualità, trasparenza e appropriatezza) deve essere capace di adeguarsi alle nuove domande mantenendo e potenziando la capacità di "curare", nel senso più ampio del termine, misurandosi prima di tutto su chi è più fragile ed esposto. Questo è l'approccio che la politica deve mantenere per affrontare nel modo più giusto le sfide che la postmodernità ci pone già oggi, o che sono all'orizzonte. Mi riferisco alle asimmetrie sociali e ai rischi che derivano, per esempio, dall'idea che il corpo e le sue parti siano semplici oggetti materiali, a disposizione del mercato, di cui si possono stabilire i diritti di proprietà, e che si possono commercializzare realizzando profitti. Non parlo solo delle questioni più visibili e con maggiore impatto sull’opinione pubblica, come quelle che riguardano gli embrioni umani, ma anche dei molti problemi posti dall'utilizzo di cellule e tessuti, sia conservati per uso personale che a fini di ricerca; o ancora della possibilità di produrre farmaci su misura del singolo paziente, e dei nuovi pericoli di disparità di accesso al bene-salute che possono emergere se le novità che sono all’orizzonte non verranno considerate con lungimiranza e attenzione, vagliandone i benefici ma anche le ricadute sociali ed etiche.
On. Eugenia Maria Roccella
(Sottosegretario al Ministero della Salute)


SCUOLA DI BIOPOLITICA: UNA SFIDA ANTROPOLOGICA
Due anni dopo la morte di Eluana Englaro, alla vigilia della ripresa del dibattito parlamentare della legge sul fine vita, in un momento in cui nel panorama politico si vanno costituendo agglomerati privi di principi condivisi e di un orizzonte comune, per i quali la libertà di coscienza diviene vitale espediente per trarsi d'impaccio invece che una opzione sacrosanta ma pur sempre residuale, il Popolo della Libertà e l'area culturale che ad esso fa riferimento rilanciano la sfida della biopolitica. Su un terreno nuovo: il terreno della consapevolezza.
L'esigenza di governare le sfide della modernità senza esserne travolti o trascinati per inerzia, il bisogno di riaffermare la centralità della politica nell'approccio alla questione antropologica senza delegare scelte esiziali all'arbitrio giudiziario, il desiderio di contribuire al dibattito pubblico con un'offerta di conoscenza: da tutto questo nasce la prima edizione della Scuola di Biopolitica, promossa dalla Fondazione Magna Carta, che si sta svolgendo proprio in queste settimane.
In questi anni nei quali tematiche come la vita, la morte e il confine che le separa si sono imposte - anche drammaticamente - al centro dell'agenda politica, i fautori dell'autodeterminazione assoluta dell'individuo hanno avuto facile presa sull'opinione pubblica per diverse ragioni. Innanzi tutto perché la retorica de "la vita è mia e ne faccio quel che mi pare" presenta senz'altro un potenziale attrattivo ben superiore a quello di un'idea di libertà coniugata con la responsabilità. Ma anche perché l'adesione acritica all'ideologia dello scientismo ha spalancato loro le porte del luogo comune, facile a tramutarsi in convinzione diffusa anche se scientificamente opinabile.
Per noi che alla tirannia dello scientismo preferiamo una laica e non acritica fiducia nella scienza e nel suo progresso, l'approfondimento dei temi comunemente catalogati sotto l'etichetta di "bioetica" - e che invece noi preferiamo definire di "biopolitica" - ha comportato l'esigenza di acquisire sempre maggiori competenze e consapevolezze e, nel nostro piccolo, consentire la loro trasmissione ad altri.
Da questo punto di vista, l'esperienza parlamentare della legiferazione sul fine vita è stata illuminante. Scoprire man mano che ciò che sembrava vero non era poi così scontato, confrontarsi con convinzioni tanto diffuse e consolidate quanto erronee e fuorvianti, imparare che dietro a ogni tecnicismo c'è la sofferenza di persone in carne e ossa, ha reso evidente quanto alta e complessa sia la posta in gioco. Il progresso della scienza e l'arroganza di poteri irresponsabili svincolati dalla sovranità popolare e autoproclamatisi detentori della verità renderanno sempre più urgente questa sfida. Se anche uno solo potrà affrontarla con più convinzione grazie alla Scuola di Biopolitica, essa avrà raggiunto il suo scopo e la sua ragion d'essere.
Sen. Gaetano Quagliariello
(Vice Presidente Vicario Gruppo PdL e Presidente Onorario Fondazione Magna Carta
)



 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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