Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 47 del 15 febbraio 2011

In Commissione
Affari costituzionali
Disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati
Affari esteri
Convenzione sulla messa al bando delle munizioni a grappolo
Istruzione pubblica, beni culturali
Equipollenza diploma di laurea in scienze motorie
Consigli direttivo ANVUR
Agenzia nazionale autonomia scolastica
Agricoltura
Regimi di qualità dei prodotti agricoli
Industria, Commercio, Turismo
Codice del Turismo
Sanità
Indagine conoscitiva sul tumore al seno: audizione di esperti (rel. Bianconi)

In Aula
Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (decreto "milleproroghe")

Stiamo entrando nel vivo delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia e, prima di quel fatidico 17 marzo 1861, ci fa piacere ricordare che venerdì prossimo, il 18 febbraio, ricorrono i 150 anni della prima assise del Parlamento unitario. Per dare giusto risalto a questa importante ricorrenza, Spazio di Libertà modifica la consueta impaginazione per ospitare in apertura una illuminante riflessione del Presidente del Senato, Senatore Renato Schifani.

IL PARLAMENTO:LUOGO PRIVILEGIATO DELLA SOVRANITA’
Se la storia delle democrazie si è spesso intrecciata con quella dei parlamenti, con il loro sviluppo e la loro affermazione, la storia dell’Unità d’Italia, della costruzione dello Stato nazionale, è indissolubilmente legata con l’istituzione parlamentare.
I moti e le rivoluzioni che, nella mia Sicilia prima, e poi in tutto il Paese, infiammarono gli Stati preunitari nel 1848, furono tutti animati dalla richiesta di costruire o far rivivere assemblee elettive. Tutte le Costituzioni che i sovrani furono costretti a concedere, prevedevano la formazione di Camere, presidio delle appena conquistate libertà civili e politiche e limite del potere regio, organi legislativi e di controllo sull’attività di governo.
Il parlamentarismo appariva nel Risorgimento come l'essenziale garanzia delle libertà individuali, un regime nel quale i governanti agiscono sotto il costante controllo dell’opinione pubblica e della stampa, che in quegli anni si sviluppò enormemente, proprio alimentata dai dibattiti e dai confronti che si svolgevano nelle Aule parlamentari che, allora come oggi, il pubblico può seguire direttamente.
Il ruolo da protagonista assunto nel processo di unificazione dallo stato sabaudo, nel cosiddetto "decennio di preparazione", finiti cioè i moti del 48-49, è frutto della scelta di aver mantenuto fermi lo Statuto e le istituzioni parlamentari: la Camera dei deputati ed il Senato del Regno.
E così, nel momento in cui una serie di straordinarie ed anche fortunate circostanze portò, tra il 1859 e il 1861, in poco più di anno, all’unificazione di gran parte della penisola, non si avviò un processo costituente, ma si sottopose al giudizio del popolo, attraverso i plebisciti, l’adesione al sistema costituzionale sabaudo. Non quello scritto nella Carta del 1848, ma quel vitale sistema parlamentare che si era sviluppato nella prassi costituitasi negli anni segnati dal governo di Camillo Benso di Cavour.
Sotto Cavour infatti il Parlamento, ed in particolare la Camera elettiva, divenne l’organo centrale del sistema. In esso fu elaborato quel complesso sistema di leggi sul quale si sono costruite le istituzioni della nuova Italia. La Camera fu poi la palestra di una classe dirigente nuova che si sviluppò grazie al confronto aperto e libero del metodo parlamentare. Le tante testate giornalistiche che si svilupparono allora diffusero in tutta Italia, in quell’opinione pubblica che trainò il processo unitario, le virtù del parlamentarismo, la sua capacità di fare emergere gli spiriti e le energie migliori, di tutelare efficacemente i diritti di libertà e di saper controllare e indirizzare l’attività di governo che ancora era nelle mani dei ministri nominati dal sovrano.
Il sistema parlamentare subalpino apparve affidabile ed efficiente alla maggioranza dell’opinione pubblica del tempo; così lo Statuto albertino poté essere esteso alla penisola intera.
Certo, i deputati affluiti da tutta Italia a Torino, il 18 febbraio del 1861 furono eletti attraverso un sistema rigidamente censitario che continuò a vigere per lungo tempo, segnando la ristrettezza della partecipazione popolare al processo formativo del nuovo Stato. Era, quello che si riunì il 1861, un Parlamento ottocentesco, che deve essere valutato in una chiara prospettiva storica. E tuttavia in esso e con esso si avviava un processo che portò progressivamente, all’estensione del suffragio, al coinvolgimento nella vita pubblica del nuovo Stato, di nuove e maggiori forze sociali e politiche. Verso la fine del secolo fecero ingresso nelle Aule parlamentari i primi deputati socialisti e, giusto cento anni fa, nel 1911, con l’introduzione del suffragio universale, seppur maschile, si costruirono in Parlamento le rappresentanze dei partiti popolari di massa organizzati nel Paese.
L’affermazione del regime fascista passò attraverso l’umiliazione delle Camere, aule definite sorde e grigie, e la loro riduzione a organi meramente ratificatori della volontà del regime. Primo atto della libertà ritrovata fu invece la riapertura di un libero parlamento, la Consulta nazionale prima e l’Assemblea costituente poi. All’elezione di questa partecipò l’intera cittadinanza attiva, i maggiorenni, uomini e, per la prima volta, le donne.
In questi giorni dell'anno in cui celebriamo il centocinquantesimo anniversario dell’Unità del Paese dobbiamo quindi ricordare il ruolo e il contributo essenziale dato dal Parlamento.
Quel Parlamento che si riunì per la prima volta a Torino, nelle Aule di Palazzo Madama e Palazzo Carignano, il 18 febbraio 1861 e che, quale primo atto, approvò proprio la legge con cui iniziò, in modo formale, la storia del Regno d’Italia. Questo non può essere considerato un semplice atto ricognitivo di eventi che si erano prodotti tumultuosi, ma ha invece un significato profondo: il fatto che l’affermazione dell' inizio della storia dell'Italia come Stato unitario proviene da una scelta delle Camere, perno e motore della rappresentanza nazionale, luogo privilegiato della sovranità.
(Il Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani)


MEDICINA DI GENERE: DALL’AIFA UNA SCELTA IMPORTANTE PER LA SALUTE DELLE DONNE
La definizione degli addetti ai lavori è “medicina di genere”; in pratica negli ultimi anni si è si è consolidato un nuovo approccio alla cura e alla ricerca scientifica che tenga conto della differenza di genere. Infatti, è prassi consolidata che gli studi clinici e la ricerca scientifica abbiano per oggetto gli uomini, anche se poi i farmaci che ne derivavano vengono somministrati allo stesso modo alle donne, “Oggi si riscontra – commenta la Senatrice Laura Bianconi - che i metodi utilizzati e le successive analisi risentono di una prospettiva che sottovaluta le peculiarità femminili. Non sono soltanto le caratteristiche biologiche, ma anche quelle socio–culturali che differenziano i generi e influenzano lo stato di salute di uomini e donne: i diversi approcci terapeutici, l’efficacia e la sicurezza dei farmaci andrebbero perciò misurati distintamente per la donna e per l’uomo”.
Della medicina di genere Laura Bianconi, come componente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, si è attivamente occupata nel corso del suo impegno parlamentare e per questo motivo ha accolto con soddisfazione la notizia che l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha istituto un gruppo di lavoro sui farmaci di genere. “Occorre riconoscere – continua la Senatrice Bianconi - a AIFA e al suo direttore Guido Rossi il merito di aver inaugurato una nuova stagione di ricerca in campo medico che non potrà che portare benefici alla salute di tutte le donne”.


Pare che a noi italiani non riesca di far nulla senza fare polemiche e anche il 150° dell’Unità d’Italia, o come filologicamente si dovrebbe dire del Regno d’Italia, non sfugge a questa iattura. L’autrice di questa newsletter prende invece sul serio questo anniversario e ci tiene a segnalare, in sintesi, le belle e interessanti iniziative promosse dal Senato della Repubblica.


150° DELL'UNITA' D'ITALIA: LE INIZIATIVE DEL SENATO
Il Senato della Repubblica ha promosso una serie di iniziative per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Iniziative che, come evidenziato dal Presidente Schifani, "la Presidenza del Senato intende realizzare per rimarcare il significato storico, ideale ed istituzionale dei 150 anni dello Stato italiano. Evento che rappresenta non tanto un punto d'arrivo, quanto piuttosto di partenza per quanti intendono cementare la coesione della comunità nazionale attorno a valori forti e prospettive di duratura stabilità".
Le manifestazioni hanno preso il via nel giugno del 2010 a Palazzo Madama con la mostra "I Padri fondatori".
La celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia sono poi proseguite con l'incontro celebrativo dedicato a "San Francesco Patrono d'Italia a 150 anni dall'Unità nazionale",
Il 18 gennaio 2011 il Presidente del Senato, Renato Schifani è intervenuto alla presentazione dell'opera "Repertorio biografico dei senatori dell'Italia Liberale" curata dall'Archivio storico del Senato: una pubblicazione, realizzata in tre volumi suddivisi in 16 tomi, che contiene le 2.362 biografie dei senatori nominati tra il 1848 e il 1943,
Un altro appuntamento si è tenuto mercoledì 19 gennaio 2011, alla libreria di via della Maddalena con la rassegna “Gli Italiani che hanno fatto l’Italia”, l'iniziativa ha l'obiettivo di far conoscere alle nuove generazioni i protagonisti della storia del Paese e già Senatori della Repubblica. Ogni mese, per tutto il 2011, gli studenti italiani avranno la possibilità di conoscere attraverso alcuni aspetti della loro vita parlamentare le personalità che hanno ricoperto incarichi istituzionali e quelle provenienti dal mondo della cultura e delle attività produttive.
Sempre il 19 gennaio 2011 ha preso il via il ciclo di conferenze dal tema "Un Giornale al Mese. Fogli, Giornali e Periodici del Risorgimento italiano", promosso dall'Emeroteca della Biblioteca del Senato. Una volta al mese, per tutto il 2011, nella Sala Atti Parlamentari della Biblioteca di piazza della Minerva, studiosi e bibliotecari si confronteranno su alcuni degli esempi, più o meno noti, di quel giornalismo che contribuì a creare le condizioni per il sorgere del movimento risorgimentale e ad accompagnarne le istanze di liberazione dal dominio straniero.
Infine l'Archivio storico del Senato e LUMSA (Libera Università Maria Ss.Assunta) hanno organizzato poi un ciclo di seminari dedicato a "Politica e Istituzioni attraverso 150 anni di storia d'Italia",
(fonte: www.senato.it)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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