Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 51 del 15 marzo 2011

In Commissione

Affari costituzionali
Istituzione della Giornata in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali
Norme in materia di persone scomparse
Giustizia
Istituzione del Fondo per le vittime di reati di tipo mafioso
Programmazione economica, bilancio
Nuove regole adottate dall’Unione europea in materia di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri
Lavori Pubblici, comunicazioni
Norme per il comparto aerospaziale e liberalizzazione degli aeroporti (Audizioni)
Agricoltura
Audizione del Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali sulle problematiche del comparto agroalimentare
Lavoro, Previdenza sociale
Partecipazione delle donne alla vita economica e sociale, tutela della maternità ed agevolazioni per le lavoratrici autonome
Sanità
Indagine conoscitiva sul trasporto degli infermi e sulle reti di emergenza e urgenza: esame e votazione del documento conclusivo
Ricostituzione della Commissione unica sui dispositivi medici
Commissione straordinaria per i diritti umani
Indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale
Commissione di inchiesta sul SSN
Inchiesta sul funzionamento dei Servizi pubblici per le tossicodipendenze e dei Dipartimenti di salute mentale

In Aula
Mozioni sull'utilizzo dell'immagine della donna ed un migliore utilizzo dei mezzi di comunicazione
Norme in materia di parità di accesso agli organi delle società quotate in borsa

TERREMOTO IN GIAPPONE: SOLIDARIETA’ ALLA POPOLAZIONE
Non si può, in apertura di newsletter, non rivolgere un pensiero al popolo giapponese che proprio questi giorni sta vivendo la tragedia di un terremoto che ha provocato lutti e distruzioni enormi. “Sono certa – ha dichiarato Bianconi – che l’intera nazione giapponese saprà reagire e affrontare anche questa tragedia con la stessa forza e la stessa determinazione di cui ha dato prova nel corso della sua storia". 

TUMORE AL SENO: PRESENTATA A MILANO RICERCA ISPO/MANNHEIMER
Proseguono le iniziative relative al tumore al seno; dopo la votazione del documento conclusivo dell’indagine della Commissione Sanità del Senato sul Tumore al seno , ieri a Milano è stata presentata la ricerca realizzata da ISPO/Mannheimer su “La consapevolezza della popolazione italiana riguardo al tumore al seno” realizzata a cura di Europa Donna Italia. Alla conferenza stampa hanno preso parte Umberto Veronesi, Direttore Scientifico dell’ Istituto Europeo di Oncologia di Milano e fondatore di Europa Donna, movimento d’opinione europeo sorto nel 1993 per sensibilizzare l’attenzione nei confronti del tumore al seno, Renato Mannheimer, che ha curato la ricerca, Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, e Laura Bianconi, che ha condotto l’indagine conoscitiva della Commissione Sanità del Senato. Tra gli obiettivi individuati da Europa Donna vi è quello di realizzare, entro il 2016, 30 Breast Unit, centri specializzati nella lotta a 360 gradi al cancro del seno, per garantire la disponibilità di struttura ad hoc per diagnosi precoce, cura e riabilitazione. Come ha ricordato Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, l’obiettivo è quello di creare centri di alta specialità che siano di riferimento per un bacino d’utenza di 2 milioni di persone. “Basta con l’ospedale sotto casa – prosegue D’Antona – per combattere il tumore più diffuso nella popolazione femminile si deve poter fare affidamento su centri in grado di gestire tutte le fasi della malattia, senza essere costrette a rivolgersi a unità' generiche con il rischio di ricevere trattamenti non adeguati, oppure a migrare in regioni più' avanzate dal punto di vista dell'offerta sanitaria". Sulla stessa linea anche il commento della Senatrice Laura Bianconi. “Dobbiamo affrontare il tumore al seno come una sfida culturale – ha dichiarato Laura Bianconi - la più grande battaglia da fare attraverso uno stretto raccordo fra ministero della Salute e Regioni. Ancora oggi il tumore al seno viene trattato in una miriade di piccoli ospedali sul territorio, invece che in centri di senologia che possano vantare almeno una casistica di almeno 150 pazienti all'anno. In queste condizioni – continua Bianconi - le speranze di guarigione aumentano enormemente e in concomitanza di diagnosi ultra-precoce e trattamenti adeguati le possibilità di sconfiggere il cancro al seno raggiungono il 98 per cento”. Un grande messaggio di speranza dunque per tutte le donne, ma anche un impegno preciso per le istituzioni e gli operatori a mettere in campo le strategie migliori per la salute delle donne.


L’IMMAGINE DELLA DONNA NEI MEZZI DI COMUNICAZIONE: APPELLO A MOZIONE UNITARIA
Riprende in Aula la discussione sull’uso che i mezzi di comunicazione fanno dell’immagine della donna. La scorsa settimana sono state discusse mozioni presentate da tutti i gruppi politici; a conclusione dell’ampio dibattito a cui a preso parte anche il Ministro per le Pari Opportunità,Mara Carfagna, è intervenuta la Senatrice Laura Bianconi per chiedere di rinviare il voto  a questa settimana per consentire la convergenza su una mozione comune di tutti i gruppi politici.
“Pur presentando documenti distinti – commenta Bianconi – gli interventi dei rappresentanti dei diversi schieramenti avevano trovato una radice comune nel dare un giudizio assolutamente negativo su quello che è un uso esclusivamente commerciale di presentare il corpo della donna. Su temi così importanti – sottolinea Bianconi - l'Aula del Senato ha sempre trovato la capacità di giungere a una grande sintesi, era quindi importante chiedere l’impegno di tutte le senatrici e di tutti i senatori per arrivare alla formulazione di un documento condiviso”.

CROCIFISSO: GIUSTA LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE:
"Il Crocifisso non è solo il simbolo dei cristiani, ma anche della storia e della cultura del nostro Paese, per questo non può ledere la libertà di culto di nessuno e bene ha fatto la Cassazione a sottolinearlo". Questo è il commento della Senatrice Laura Bianconi, a seguito della sentenza della Cassazione che ha stabilito come il principio di "laicità dello Stato'' non può essere ''assolutamente'' posto ''in dubbio'' e ha, quindi, confermato la rimozione dalla magistratura di Luigi Tosti che si era rifiutato di lavorare in aule di tribunale nelle quali fosse esposto il crocifisso. Laura Bianconi è anche prima firmataria di un'interrogazione in cui si chiedeva al Governo proprio se non era opportuno difendere in tutte le sedi appropriate le nostre radici culturali e storiche, ancor prima che religiose, di cui il crocifisso affisso nei luoghi pubblici ne è uno dei simboli principali. "Mi auguro - conclude Bianconi - che anche la Corte europea dei Diritti dell'uomo si esprima venerdì prossimo allo stesso modo sul caso dei crocifissi nelle scuole italiane".

QUANDO L’AMORE UCCIDE
Era questo il titolo di un convegno sullo stalking organizzato lo scorso novembre a Cesena dall’Associazione Valori e Libertà. E proprio una forma deviata e inumana di amore ha strappato la giovane vita di Silvia Garattoni, una ragazza di Cesena uccisa una settimana fa dall’ex fidanzato. Tra le tante manifestazioni di affetto per questa giovane vita spezzata, vogliamo ricordare il gesto semplice e commovente del capitano del Cesena che, nel corso della partita con la Juventus, ha deposto un mazzo di fiori davanti alla curva che rappresenta il cuore dei tifosi cesenati e della città di Cesena


Si avvicina la data fatidica del 17 marzo in cui in tutto il Paese verranno celebrati i 150 anni dell’unificazione. Sapete che il cuore di questa newsletter batte in Romagna per cui non se ne abbia a male nessuno se, tra le tante belle iniziative che si susseguiranno ovunque, segnaliamo due importanti appuntamenti che si tengono a Cesena.
Infatti a partire da domani 16 marzo, e fino al 23, si potrà visitare il Fondo Comandini, collocato nel quattrocentesco refettorio della Biblioteca Malatestiana, e normalmente non aperto al pubblico. A guidarci in anteprima alla scoperta di questo gioiello cesenate è Daniela Savoia, valente e stimata direttrice dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana.
Sempre domani, nell’ambito delle celebrazioni organizzate dall’amministrazione comunale, verrà inaugurata la mostra “L’Italia del tricolore. La storia dell’unità d’Italia attraverso la sua bandiera, cui seguirà la conferenza “Il Tricolore: bandiera di Unità” con Roberto Favero, studioso che si divide tra la professione in ambito economico e la passione per gli studi e la ricerca storica.
Del Dottor Favero, la prossima settimana, pubblicheremo un’interessante e approfondita analisi sui principali protagonisti dell’unificazione.

Il FONDO COMANDINI: UN PERCORSO DAL RISORGIMENTO ALLA REPUBBLICA
A Cesena nella grande “casa dei libri”, che è la Malatestiana, si conserva un’altra casa, non certo a quella commensurabile, ma ugualmente preziosa e rara, parlo della biblioteca Comandini. È nata e cresciuta lontano da qui, a Milano poi a Roma, ma a Cesena è ritornata sul finire degli anni Sessanta dello scorso secolo, in virtù della volontà testamentaria di Federico Comandini (Cesena 1883-Roma 1967) e del fratello Giacomo (Cesena 1896-1971) e per il desiderio di entrambi di legare, alla città natale, il frutto di un collezionismo librario molto speciale e rappresentativo.
Le vicende e la formazione di questa biblioteca, infatti, rispecchiano la storia più intima e profonda della famiglia Comandini, che è quella di limpida e disinteressata fedeltà ai grandi ideali della nostra storia civile, dagli albori del Risorgimento fino alla nascita della Repubblica. Fu tra i giovani accorsi ad acclamare Napoleone nella nativa Cesena (3 febbraio 1798), Baldino di professione tintore, vero capostipite della casata. Intensamente lavorò per la rifondazione della nazione, il già citato Federico, che fu tra gli ideatori del Partito d’azione e propulsore della Resistenza romana, infine deputato e membro del Consiglio superiore della magistratura. Nei suoi molti rami, tuttavia, questo illustre casato vanta altri patrioti e artefici del nostro Risorgimento, come il garibaldino Giacomo (1826-1893), che seguì il suo eroe in tutte le campagne d’Italia, e suo fratello Federico, aderente alla carboneria, che pagò con lunghi anni nel carcere duro di Palliano (1853-1865) la fede mazziniana. È proprio suo figlio Antonio Alfredo (Faenza 1853-Milano 1923) il vero iniziatore della raccolta, colui che le impresse la fisionomia e il carattere che le riconosciamo.
Infaticabile collezionista, storico acuto delle vicende risorgimentali, che erano anche storia personale e familiare, egli raccolse nell’intero arco della sua vita uno straordinario e composito patrimonio di monete, stampe, fotografie, periodici, opuscoli e volumi che già per i contemporanei era oggetto di ammirazione e fonte inesauribile per ogni ricerca. Questo materiale lo supportò negli studi storici e nell’attività giornalistica, da questa miniera ricavò quegli straordinari “numeri unici” o “speciali pubblicazioni” create per celebrare avvenimenti gloriosi ed eroi di un passato ancora recente, ma già entrato nella leggenda. La biblioteca fu la fucina de L’Italia nei cento anni del secolo XIX (1801-1900) giorno per giorno illustrata, effemeride storica ancora oggi preziosa, che è insieme il più bel ritratto di Alfredo come studioso e della sua biblioteca.
La passione per il collezionismo è una costante che accompagna tutta la vita di Alfredo Comandini, sin dagli anni della militanza giornalistica, lungo le tappe di una carriera in costante ascesa: dal primo, modesto, quotidiano vicentino “Il Paese” (1876-1879), a “L’Adige” di Verona (1879-1883), poi finalmente a Milano a guidare “La Lombardia” (1883-1891) e l’approdo trionfale al “Corriere della sera” di Eugenio Torelli-Viollier (1891-1894). Il decisivo incremento delle raccolte avviene con il passaggio di Comandini dalla politica attiva e dal giornalismo militante, agli studi storici e risorgimentali. A determinare questa cesura è il fallimento de “Il Corriere del Mattino”, il quotidiano da lui fondato nel novembre1894 e cessato con molto clamore, dopo soli tre mesi di stentata esistenza.
Il nuovo corso della vita di Alfredo è segnato, oltre che dalla citata impresa de L’Italia nei cento anni, dalla pubblicazione delle Cospirazioni di Romagna (Bologna 1899), una sorta di ritorno alle radici ideologiche di se stesso e della propria famiglia e dall’ingresso in casa Treves. Come amico e collaboratore di Emilio Treves, Alfredo Comandini esplicò una vasta attività: fu redattore capo di alcuni periodici – come “L’Illustrazione Italiana” e i “Libri del giorno” – ma soprattutto portò il contributo di una competenza giornalistica e culturale di assoluto rilievo e modernità.
“Tutta la raccolta, dieci grossi volumi semestrali” del “Corriere di Milano”, “una miniera di belle cose, un grande giornale quotidiano … nel quale si formò anche Eugenio Torelli Viollier” fu l’ultimo prezioso dono (maggio 1916) di Emilio Treves all’amico Comandini, che lo conservò gelosamente - ed è forse l’unica raccolta completa esistente - in una collezione già prestigiosa di stampa quotidiana e soprattutto di periodici illustrati. Sono queste monumentali collezioni di riviste - insieme ai volumi di grande formato dedicati alla storia, ai viaggi, alle descrizioni e ai problemi dei paesi esotici, ai grandi temi della politica contemporanea - a dare alla biblioteca un respiro internazionale.
Naturalmente gli anni eroici del Risorgimento sono minutamente documentati, in particolare attraverso la memorialistica di contenuto autobiografico o celebrativo, gli epistolari, le pubblicazioni dedicate alle fonti archivistiche, o alla ricostruzione di singoli avvenimenti. La prima e la seconda Guerra d’Indipendenza, la Repubblica romana del ’49, così come, tra gli eroi, Napoleone e Garibaldi, hanno un rilievo specialissimo e rari e curiosi cimeli non solo bibliografici sono a testimoniarlo.
Alla morte di Alfredo, la biblioteca arrivò a Cesena, grazie al vitalizio assicurato alla vedova Giulia Romani dal cugino, l’on. Ubaldo Comandini (Cesena 1869-Roma 1925). Rifondatore del Partito repubblicano, più volte deputato, ministro per l’assistenza e la propaganda durante la prima guerra mondiale, presidente dell’Unione magistrale, al suo nome si legano con buona probabilità gran parte delle collezioni riguardanti avvenimenti e problemi a lui contemporanei e attinenti la sua attività, in particolare, l’istruzione, la riforma della scuola, l’insegnamento religioso. Per l’impegno da lui profuso, i maestri d’Italia onorarono Ubaldo Comandini con un albo recante i nomi di tutti gli insegnanti elementari d’Italia.
“Isti soli amici fideles” aveva fatto incidere Alfredo sulla fronte della sua grande biblioteca, stemperando le lontane amarezze della politica con la consolazione dei libri. “Più oro dell’oro” dettò Giovanni Pascoli a celebrazione dell’attività di Ubaldo a favore della scuola e dei maestri. Entrambi i motti volle incisi sulle cimase della nuova biblioteca Federico Comandini, quando, comprata casa a Roma, nel 1935 vi trasferì la raccolta dedicandole un intero appartamento e una imponente libreria appositamente costruita, che ricopriva pareti e stanze, inglobando passaggi, finestre, porte di comunicazione, tutte ora puntualmente ricostruite nel refettorio francescano della Malatestiana.
Durante il ventennio, a compensare la forzata inattività politica, Federico si dedicò insieme alle figlie Laura e Ubalda al completo riassetto della biblioteca i cui volumi furono scientificamente schedati per autore e per soggetto e collocati in maniera definitiva seguendo l’ordinamento per scaffalatura e palchetti, suggerito dall’assetto del nuovo arredo. Su tutti i volumi, nel piatto anteriore della copertina, venne posto il suo ex libris, un luminoso girasole da una litografia di Giuseppe Ugonia, con il motto “Sequitur lucem”.
Il bibliotecario dell’Istituto Treccani, Giannetto Avanzi, eseguì la catalogazione e collocazione e, seguendo le direttive di Federico Comandini, si adoperò per completare e arricchire le raccolte e riordinare stampe e carteggi. La biblioteca venne assumendo in quegli anni di intenso lavoro, durato almeno fino al 1942, non solo l’aspetto attuale attraverso la rilegatura dei volumi, ma soprattutto quel carattere di raccolta specializzata e nel contempo aperta e curiosa ai mille altri aspetti della vita culturale della società tra Otto e Novecento, che è ancora una delle sue più intime attrattive.
La collocazione dei volumi a formato, suggerita dalla articolata boiserie che disegnava il perimetro dell’appartamento romano, enfatizzando la dimensione domestica della biblioteca, può suggerire l’ingannevole immagine di una raccolta vasta, ma occasionale. Diversamente ben precisi rimandi legano tra loro opere a stampa e immagini, costruendo su singoli temi o personaggi complesse e documentate bibliografie. La biblioteca Comandini tuttavia non si limita a rispecchiare con maggiore o minore acume critico una disciplina, ma rappresenta un modo sicuramente alto e civicamente impegnato di sentire e vivere la propria civiltà, cogliendone con sicuro discernimento gli aspetti culturalmente più elevati e duraturi.
Fedele a questo compito Federico Comandini, non solo acquista sul mercato antiquario rarità bibliografiche ed edizioni ormai introvabili, ma fa proprie intere collezioni di letteratura italiana ed europea, edizioni nazionali, opere complete dei grandi del Risorgimento, raccolte di classici della storiografia e della critica italiana.
Negli anni del dopoguerra, alla ripresa della vita politica nazionale, l’accrescimento della biblioteca andarono progressivamente scemando, fino ad esaurirsi intorno agli anni Sessanta. La difficoltà di gestire un fondo ormai imponente, il desiderio di preservarlo da possibili dispersioni, il richiamo della città natale e dell’esemplarità civica della sua biblioteca furono forse alcuni dei motivi che spinsero Federico e il fratello Giacomo alla donazione di cui si è detto.
Straordinario il patrimonio che la raccolta conserva – circa 30.000 fra libri e opuscoli, oltre 6.000 stampe storiche, fotografie, quotidiani e periodici, medaglie e monete, cartoline, cimeli – sui quali in anni recenti la Malatestiana insieme alla Soprintendenza ai beni librari ha avviato un percorso sistematico di studio, catalogazione e valorizzazione, che è ben lungi dall’essere esaurito.
Fra gli esiti più rilevanti di questo lavoro, resta fondamentale L’Italia nei cento anni. Libri e stampe della biblioteca di Alfredo Comandini (Bologna 1998), prima vera sistematica presentazione del fondo, in cui rivivono episodi, miti ed eroi del nostro Risorgimento di cui Alfredo, fondatore della raccolta, fu entusiasta ed efficace celebratore, ma anche nei suoi molteplici e minuti aspetti la cronaca e la vita della Nazione.
(Daniela Savoia - Direttrice Istituzione Biblioteca Malatestiana)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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