Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 58 del 3 maggio 2011

In Commissione
Affari costituzionali
Politiche dell’Unione europea
Istituzione di una Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza
Affari esteri, emigrazione
Incontro con il Presidente della Camera dei Deputati del Regno di Giordania
Programmazione economica, bilancio
Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti nella Pubblica Amministrazione
Carta delle autonomie locali
Lavori Pubblici, comunicazioni
Libro Verde in materia di appalti pubblici
Industria, Commercio, Turismo
Norme per la tutela della libertà d’impresa
Sanità
Audizione Associazione nazionale persone autistiche
Indagine conoscitiva sulla Croce Rossa Italiana
Commissione di inchiesta sul SSN
Analisi comparativa dell’efficienza, della qualità e dell’appropriatezza delle aziende sanitarie italiane: audizione Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali



In Aula
Documento di economia e finanza 2011

BEATO GIOVANNI PAOLO II: A ROMA RIVIVE IL RICORDO DEL PAPA CHE HA PORTATO LA CHIESA NEL TERZO MILLENNIO
Il 1° maggio Roma ha vissuto la straordinaria e privilegiata emozione della beatificazione di Giovanni Paolo II, il Papa che ha traghettato la Chiesa nel Terzo Millennio. “Santo subito” fu il grido che spontaneamente si levò da Piazza San Pietro al momento della sua morte, segno non solo dell’affetto che aveva saputo conquistarsi ma soprattutto della testimonianza che aveva saputo dare. Come ha ricordato Il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone nel corso della messa di ringraziamento tenutasi ieri “la sua era una santità vissuta, specialmente negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, in totale fedeltà alla missione che gli era stata assegnata, fino alla morte”. “Anche se non si trattava di un martirio vero e proprio – ha commentato Bertone – tutti abbiamo visto come si sono verificate nella sua vita le parole del Vangelo. Tutti abbiamo visto come gli è stato tolto tutto ciò che umanamente poteva impressionare: la forza fisica, l’espressione del corpo, la possibilità di muoversi, perfino la parola”. “Ringraziamo il Signore – ha continuato il Segretario di Stato – per averci dato un Pastore come lui. Un Pastore che aveva radicato in sé il senso della missione, dell’impegno a evangelizzare, ad annunciare la parola di Dio dappertutto”. Questo è il grande insegnamento di Giovanni Paolo II, un insegnamento che ha saputo toccare il cuore delle persone più semplici così come quello dei potenti.

GIUSTIZIA E’ FATTA. COSI’ OBAMA ANNUNCIA LA MORTE DI BIN LADEN
Se c’è una qualità che bisogna riconoscere agli americani è quella della determinazione. Quando decidono di fare una cosa è certo che ci riusciranno. Magari il risultato non arriverà subito, ma non per questo l’impegno preso passerà in secondo piano. Osama bin Laden, era il “nemico pubblico numero uno”, era l’uomo che con la sua organizzazione, Al Qaeda, aveva posto fine all’inviolabilità del suolo americano, Ma era anche l’uomo che con il suo vortice di fanatismo religioso aveva distrutto la vita di tante persone innocenti in tante parti del mondo. “Giustizia è fatta”. Con queste parole Barak Obama ha annunciato che l’impegno preso dal suo predecessore era stato mantenuto. E viene da aggiungere: era uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo. Game over dunque per il re del terrore. Times Square si è riempita di una folla emozionata e festante per una notizia che aspettava da dieci anni. In tutto il mondo, salve pochissime eccezioni, si è levato il plauso per la “chirurgica” operazione condotta dai Seal. Il Presidente Berlusconi, commentando la notizia della morte di bin Laden ha parlato di “un grande risultato nella lotta contro il male”, ma rifacendosi alla tradizione del nostro Paese ha ricordato che “l’uccisione è sempre un’uccisione”. “Per chi, come noi italiani, vive in un Paese che ha cancellato da tempo dal proprio ordinamento la pena di morte  – ha commentato la Senatrice Laura Bianconi - è difficile gioire per la morte di un essere umano. Ma la forza di una democrazia si dimostra anche con la perseveranza con cui combatte i suoi nemici”.

PIU’ FORZA AI VALORI: IL 5 PER MILLE ALL’ASSOCIAZIONE VALORI E LIBERTA’
Tempo di dichiarazioni dei redditi e cogliamo l’occasione per segnalare che è possibile destinare il 5 per mille all’Associazione Valori e Libertà. L’Associazione, presieduta dall’Onorevole Isabella Bertolini, fondatrice assieme alla Senatrice Laura Bianconi, si propone di diffondere, e quando occorre difendere, i valori di una tradizione ispirata al pensiero conservatore e alle radici cristiane della civiltà occidentale.
Il codice fiscale dell’Associazione Valori e Libertà, a cui destinare il 5 per mille, è 94130970364.


Giova ripeterlo: l’Italia è il Paese che maggiormente si trova ad affrontare l’esodo di disperati, e non solo, provenienti dal Nord Africa. E’ il Paese che maggiormente ha dato prova di accoglienza, non negando a nessuno soccorso e assistenza medica. Eppure è anche il Paese che più viene bacchettato per i provvedimenti adottati per contenere e gestire questi enormi flussi migratori. Cercare di coniugare accoglienza e legalità è invece il dovere di chiunque abbia responsabilità di governo e a comprendere queste fondamentali distinzioni ci aiuta l’Onorevole Isabella Bertolini, Vice Presidente dei Deputati del PdL, profonda conoscitrice delle problematiche dell’immigrazione e da sempre in prima fila nella battaglia per la legalità.

EMERGENZA IMMIGRATI: PROVA DI RESPONSABILITÀ DEL GOVERNO. AVANTI CON RIMPATRI E POLITICA DEL RIGORE
Il Governo Berlusconi sta facendo fronte all'invasione di migliaia di immigrati provenienti dal nord-Africa con grande senso di responsabilità. È stato predisposto un piano articolato, equilibrato ed organizzato su più fronti. Si sta procedendo senza sosta ai rimpatri immediati dei clandestini giunti sulle nostre coste. Stanno funzionando le misure adottate per bloccare nuove partenze dalle coste tunisine, contenute nel recente accordo stipulato dall'Esecutivo italiano con il nuovo governo di Tunisi. Attraverso poi l’intesa con le Regioni il Governo sta gestendo, con grande responsabilità ed efficacia, il piano di accoglienza riservato ai profughi ed agli immigrati muniti di permesso di soggiorno temporaneo, che potranno così raggiungere altri Stati europei, come la Francia e la Germania.
L'Europa è stata giustamente richiamata dall'Italia alle sue responsabilità nella gestione di questa difficile situazione, di fronte alla quale il nostro Paese non poteva e non può essere lasciato solo. Il colpevole disimpegno, tenuto inizialmente dalla UE, era oggettivamente inaccettabile. Il problema della fuga e degli sbarchi degli immigrati dal nord Africa è una questione di carattere europeo, che va affrontata su scala internazionale, con la solidarietà di tutta l’Europa.
Il contributo che l'Italia dà all'Europa è enorme, soprattutto in termini economici. Quello che l'Italia chiede e pretende in cambio è di non continuare ad essere trattata da figliastra, nche rispetto a Paesi come la Francia che fino a qualche giorno fa ha continuato ad imporre le proprie regole, infischiandosene di quelle comunitarie. Noi vogliamo un'Europa che conti, con una politica unitaria e che non ci prescriva solo diktat e regolamenti, ma che si attivi, nell'interesse dell'intera Unione e degli Stati membri, nei confronti di avvenimenti di questo tipo.
Ora, gestita la prima fase dell'emergenza, è necessario continuare con le politiche di medio e lungo periodo che il Governo e la maggioranza parlamentare di centrodestra hanno messo in campo fino ad oggi. Politiche di grande rigore e di serietà, prive di demagogia e di falsi buonismi, che troppo spesso, anche in questo ultimo frangente, hanno caratterizzato, nel merito e nel metodo, gli interventi dell'opposizione.
Nel mio recente intervento alla Camera dei Deputati, dopo l'informativa del Ministro dell'Interno Maroni sull'emergenza immigrati, ho invitato il Governo a continuare nella realizzazione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), che sono necessari in tutta Italia ed in tutte le regioni. Dobbiamo continuare a garantire rimpatri immediati per tutti i clandestini in arrivo, usando procedure semplificate. Non possiamo permetterci che la Magistratura, sentenza dopo sentenza, smantelli e vanifichi tutte le norme che abbiamo votato, rimettendo, per esempio, in libertà i clandestini finiti davanti al giudice e per i quali invece la legge prevede l'espulsione.
È poi molto importante lavorare sulle politiche di riammissione degli immigrati nel loro Paese d'origine, utilizzando anche risorse che oggi sono destinate, spesso inutilmente, alla cooperazione internazionale o alla cooperazione decentrata.
La via del rigore verso gli immigrati irregolari è stata e rimane la priorità nell'azione del Governo Berlusconi. Funziona e deve continuare a funzionare. Grazie a queste politiche l'Italia ha fatto rientrare l'emergenza clandestini provocata, negli anni passati, dalla sciagurata politica delle frontiere aperte a tutti voluta dai Governi di sinistra.
Il Presidente del Consiglio ha sottolineato un principio fondamentale, che ha caratterizzato in questi ultimi anni l'azione del centro destra rispetto a quella degli ex Governi di sinistra: non ci possono essere diritti senza doveri, non ci sono diritti senza legalità, non ci può essere integrazione per chi non rispetta le nostre leggi. Dobbiamo essere consapevoli che il problema immigrazione è un tema che ci accompagnerà per i prossimi anni. Solo con serietà e competenza sarà possibile governare un fenomeno così complesso. Inutile buonismo e troppa tolleranza, tipici della sinistra, sono da bandire.
(On. Avv. Isabella Bertolini)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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