Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 64 del 7 giugno 2011

In Commissione
Affari istituzionali
Disposizioni integrative in materia di produttività del lavoro pubblico
Giustizia
Prescrizione e durata del processo
Tutela penale dell’ambiente
Conciliazione delle controversie civili e commerciali
Finanze e tesoro
Misure fiscali in favore delle donne lavoratrici
Lavori pubblici, comunicazioni
Indagine conoscitiva Libro verde sugli appalti pubblici
Lavoro, previdenza sociale
Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili
Disposizioni a favore dei lavoratori esposti all’amianto
Proposta di indagine conoscitiva sulle conseguenze occupazionali derivanti dagli effetti della crisi economica-finanziaria
Sanità
Indagine conoscitiva tutela percorsi nascita
Indagine conoscitiva sulla Croce Rossa Italiana
Territorio, ambiente, beni ambientali
Prevenzione rischio idrogeologico


In Aula
Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione

ANGELINO ALFANO SEGRETARIO DEL PDL: LA SCELTA GIUSTA E NECESSARIA
Grande plauso è stato espresso dalla Senatrice Laura Bianconi per la decisione dell’Ufficio di Presidenza del PdL che ha designato il ministro Angelino Alfano Segretario unico del partito. In una nota Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl, sostiene che ''si deve considerare ormai conclusa la fase di transizione in cui si doveva guardare al partito di provenienza di ognuno di noi. E’ giunto il momento di andare oltre la definizione di ex. Al nostro partito - spiega Bianconi - serve la figura di un unico coordinatore ed il ministro Alfano può' essere senza dubbio la persona giusta per salvaguardare e rappresentare al contempo le anime cattoliche, liberali ed anche quelle della destra sociale del Pdl, che rappresenta nel Paese il partito di maggioranza dell'elettorato moderato''.


BATTERIO KILLER: LAURA BIANCONI CHIEDE AIUTI PER GLI AGRICOLTORI ITALIANI
"Mi auguro che la Commissione europea faccia sbloccare quanto prima l'aiuto di circa 150 milioni di euro a favore dei produttori di frutta e verdura dell'Unione Europea, chiamati a fronteggiare un vertiginoso crollo delle vendite in seguito all'epidemia del batterio E.coli".
Lo chiede la senatrice dell'Emilia Romagna Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl. "Occorre coprire in tempi rapidi anche le perdite dei nostri agricoltori, i cui prodotti sono di fatto rifiutati dai consumatori, preoccupati che insalata, cetrioli e pomodori possano essere portatori del batterio. Come richiesto anche dalla Confederazione italiana agricoltori, da Confagricoltura e da Copagri dell'Emilia Romagna - continua la senatrice - è necessario che negli Stati dell'Unione, in cui il ceppo particolarmente virulento e resistente del batterio ha portato a dei casi di decesso, vengano aumentati i controlli rispetto a quanto sta già avvenendo, e nel contempo si appronti anche una migliore campagna informativa volta a non creare questo stato di allarme nella popolazione che, nel nostro paese, è attualmente ingiustificato e provoca seri danni economici a tutto il comparto agroalimentare italiano. Il settore italiano dell’ortofrutta - conclude Laura Bianconi - è assolutamente in grado di fornire prodotti freschi, sani e perfettamente controllati".



AUTISMO: VOTATA IN SENATO MOZIONE BIPARTISAN
La scorsa settimana il Senato ha votato la mozione bipartisan sull'autismo per sollecitare il Governo ad assumere iniziative che aiutino maggiormente le famiglie che si trovano ad affrontare e a convivere con persone, soprattutto bambini, colpiti da questo disturbo. La Senatrice Laura Bianconi ha effettuato la dichiarazione di voto per il Gruppo PdL. A seguire, oltre all'intervento di Laura Bianconi, anche il testo della mozione. 

Signor Presidente, Signor Ministro, Colleghe e Colleghi,
permettetemi di rivolgere un sentito ringraziamento a quelli di voi che hanno voluto sottoporre alla nostra attenzione un problema così importante che a livello mondiale è andato aumentando nell'arco degli ultimi dieci anni coinvolgendo milioni di famiglie. Con questa Mozione il Senato, con grande trasversalità, intende chiedere al Governo un impegno più mirato nei confronti di tutte quelle persone, prevalentemente bambini, che sono costretti a vivere ogni ora della loro vita in un vero deserto, in quel deserto fatto di assenza di suoni e parole, ma nel quale alcuni hanno imparato, nonostante tutto, ad interagire con la realtà che li circonda, e questa è la speranza che noi vogliamo per tutti.
L'autismo, infatti, è una complessa sindrome che comporta gravi deficit nelle aree della comunicazione, dell'interazione sociale, e problemi di comportamento, che si manifestano attraverso l'isolamento dal mondo con assenza di risposta verbale e non verbale. Questa patologia perdura tutta la vita, costringendo le persone che ne sono affette, e le loro famiglie, a gravi difficoltà nell'affrontate il vivere quotidiano e comportando pesanti limitazioni nell'adattamento scolastico e sociale.
In Italia il disturbo autistico è considerato dalla scienza medica ufficiale ancora come un disturbo psichiatrico, e come tale quindi curato prevalentemente con terapia farmacologica, mentre è dimostrato che importanti risultati si sono avuti quando a tale terapia si è aggiunto un costante esercizio. Ormai è indiscussa, infatti, l'importanza dell'educazione per il trattamento delle disabilità dell'autismo e delle menomazioni associate, così come l'importanza dell'educazione per il trattamento delle disabilità in generale. Ecco perché risulta fondamentale che gli interventi a favore delle persone autistiche siano sempre più mirati alle loro esigenze, che variano a seconda della gravità della specifica situazione, e possono consistere per gli adulti anche in corsi di avviamento al lavoro, progetti personalizzati con l'affiancamento di un educatore, iscrizione a centri diurni per disabili, centri socio educativi, o inserimento in residenze sanitarie per disabili. Le persone autistiche necessitano di luoghi tranquilli, non chiusi, capaci di dialogare con il territorio, in grado di offrire ai malati, che abbiano le necessarie potenzialità, occasioni e modi per rendersi autonomi e avere una vita più adatta a loro.
Sanità, scuola e servizi sociali, predisposti e dotati di risorse per svolgere questa funzione, non possono permettersi di ignorare e di tralasciare queste conoscenze. Già nella Carta sociale europea troviamo un preciso riferimento a questo percorso educativo nel momento in cui viene sancito che si esige da parte degli Stati membri un preciso impegno a garantire il diritto all'educazione delle persone con handicap; principio questo che si deve applicare a tutti, indipendentemente dall'origine del loro handicap e indipendentemente dall'età, comprendendo, chiaramente sia i bambini che gli adulti con autismo.
L'attuale organizzazione dell'integrazione scolastica impedisce la completa applicazione delle conoscenze scientifiche sul trattamento e l'educazione del bambino e/o dell'adulto con autismo. Soprattutto nella sfera delle conoscenze necessarie per i bambini autistici il trattamento migliore è l'educazione: il bambino ha bisogno di costruire specifiche abilità, in campo motorio, cognitivo, comunicativo, linguistico e sociale tramite il rapporto con altri ed in questo coloro che sono chiamati a contribuire alla formazione ed educazione devono essere messi in condizione di permettere al bambino di riuscire ad usare nell'ambiente reale le abilità apprese.
Solo se si ascolta, come mi è capitato, la testimonianza di una madre che vive il dramma di avere un figlio autistico, si può comprendere la vera tragedia quotidiana che queste famiglie vivono, chiamate a dover gestire comportamenti oltre il limite della sopportazione per chiunque non ami il proprio figlio intensamente come fanno loro con grandissimi sforzi ogni giorno e troppo spesso lasciati soli nella loro tragedia e nel loro dolore. Per i bambini autistici la terapia riabilitativa è indispensabile ed è l'unica speranza per i genitori. Anche per loro, infatti, il training dell'aiuto materno e fondamentale, perché li sostiene a relazionarsi meglio con i loro figli. L'eventuale assenza perdurata delle terapie porta i bambini a regredire lentamente, facendo perdere tutti i progressi raggiunti con grande facilità.
Con questa Mozione chiediamo al Governo di promuovere una rete di servizi e azioni, partendo dal potenziamento dello screening, rivolti alle persone con disturbi dello spettro autistico ed alle loro famiglie in tutte le fasi del ciclo di vita, per migliorare il livello qualitativo degli interventi a sostegno di questa categoria di pazienti, impegnando le Regioni a definire modelli organizzativi per la garanzia dei percorsi di diagnosi, presa in cura e trattamento al fine di individuare standard diagnostici e di trattamento adeguati alle ormai consolidate conoscenze internazionali più recenti; ma chiediamo anche adeguati finanziamenti, che permettano di migliorare anche in collaborazione con l'università, la ricerca nei vari aspetti, da quelli genetici ed eziologici a quelli diagnostici e terapeutici; a sostenere le politiche di miglioramento della qualità degli interventi attraverso specifici percorsi di formazione; ad istituire, in collaborazione con le Regioni, un registro di prevalenza dei disturbi dello spettro autistico, strumento questo utile a creare anche una mappatura territoriale delle differenti aspetti della patologia permettendo di avere sui singoli territori una più attenta e specifica assistenza, anche tramite un più attento coordinamento e una maggiore collaborazione tra le istituzioni interessate al fine di sostenere i processi di inclusione scolastica e sociale delle persone con autismo. e.
Annuncio il voto favorevole de Il Popolo della Libertà certa che compito primario delle Istituzioni è sicuramente quello di promuovere con fatti e non con parole tutte quelle azioni volte a migliorare la vita dei cittadini con forme di politiche attive dirette alle famiglie, dal punto di vista sia del sostegno che dell'informazione e della formazione, avvalendosi anche dell'iniziativa delle associazioni di volontariato e questo è ancora più vero quando si tratta di persone che nella la loro vita quotidiana sono chiamate a gestire disagio, malattie e sofferenze.

Mozione sull'autismo
premesso che:
- dall'8 al 10 ottobre 2010 si è svolto a Catania il IX Congresso Internazionale di Autism Europe;
- esso ha rappresentato un'opportunità di incontro per le persone affette da disturbo dello spettro autistico, per i loro familiari e per i professionisti del settore al fine di condividere informazioni attendibili sui progressi della scienza e sulle migliori pratiche;
- i disturbi dello spettro autistico (ASD), che rappresentano una condizione altamente invalidante e a tutt'oggi ancora senza una definizione eziologica certa, costituiscono un rilevante problema di sanità pubblica visti i suoi effetti sulle persone che ne sono affette e sulle loro famiglie;
- l'autismo, in particolare, è ormai considerato, secondo le indicazioni consolidate della letteratura internazionale, come una patologia precoce del sistema nervoso centrale che determina una disabilità complessa che colpisce pervasivamente la comunicazione, la socializzazione ed il comportamento;
- l'eziologia dell'autismo è, purtroppo, ancora scarsamente conosciuta e non esistono trattamenti farmacologici mirati;
- gli studi epidemiologici condotti sia negli Stati Uniti sia in Europa, nell'ultimo decennio, riportano un generalizzato aumento delle diagnosi di autismo, con una prevalenza fino a 8 su 1.000 del complesso dei disturbi dello spettro autistico (fonte: Istituto superiore di sanità, 2009) e la letteratura internazionale stima la nascita di un bambino con disturbi dello spettro autistico ogni 150 nati;
- in Italia, non esistono dati nazionali sulla frequenza dell'autismo nella popolazione; le stime disponibili (Osservatorio autismo della Regione Lombardia) indicano una prevalenza minima di 4,5 casi per 10.000;
- le problematiche che le famiglie incontrano in questi casi sono le più disparate: l'inadeguata informazione di base dovuta al'insufficiente diffusione di campagne di sensibilizzazione e di divulgazione sul fenomeno; la mancata applicazione di sistemi standardizzati di criteri per la diagnosi dei casi di autismo, troppo spesso imprecisa e tardiva; la carenza di competenze nei servizi per la presa in carico degli individui autistici una volta divenuti adulti; la difficoltà di individuare percorsi terapeutici standardizzati, riferendosi soprattutto ai diritti delle persone autistiche, diritti che dovrebbero essere posti al centro del percorso terapeutico;
- la complessità e l'eterogeneità delle sindromi autistiche richiedono un significativo supporto alle famiglie per sostenere i processi di inclusione scolastica e sociale delle persone con autismo;
- è fondamentale l'esigenza di una più efficiente organizzazione della rete di servizi sanitari specialistici, di diagnosi e trattamento, affinché questi siano accessibili e omogeneamente diffusi in tutti i territori regionali;
- è, altresì, importante il ruolo del pediatra di base nei sistemi di valutazione e screening al fine della diagnosi precoce,
- impegna il Governo:
- a promuovere, con adeguati finanziamenti, anche in collaborazione con l'università, la ricerca nei vari aspetti, da quelli genetici ed eziologici a quelli diagnostici e terapeutici;
- ad adottare provvedimenti di carattere generale che impegnino le Regioni a definire modelli organizzativi per la garanzia dei percorsi di diagnosi, presa in cura e trattamento al fine di individuare standard diagnostici e di trattamento adeguati alle ormai consolidate conoscenze internazionali più recenti;
- a sostenere le politiche di miglioramento della qualità degli interventi attraverso specifici percorsi di formazione;
- ad istituire, in collaborazione con le Regioni, un registro di prevalenza dei disturbi dello spettro autistico;
- a promuovere forme di coordinamento e collaborazione tra le istituzioni interessate al fine di sostenere i processi di inclusione scolastica e sociale delle persone con autismo;
- a prevedere forme di politiche attive dirette ai familiari, dal punto di vista sia del sostegno che dell'informazione e della formazione, avvalendosi anche dell'iniziativa delle associazioni di volontariato .


Il primo effetto delle elezioni lo si è avuto in casa PdL, dove Angelino Alfano, Ministro alla Giustizia, è stato nominato il nuovo segretario nazionale. Nell’intervista a la Padania di domenica scorsa, il nuovo leader del PdL fa capire, con lo stile e la pacatezza che lo distingue, quali saranno gli obiettivi che intende perseguire.


Ministro Alfano, cominciamo da un’analisi del voto amministrativo: cosa o chi hanno voluto punire gli elettori?
Gli elettori hanno espresso un disagio rispetto alle difficoltà economiche che tutti i governi d’Europa, in questo momento, hanno. Nel primo triennio del governo eravamo riusciti a scongiurare questo fenomeno, ora invece il fenomeno, ora invece il fenomeno si è presentato anche da noi. In tutta Europa, però, quella dei cittadini non è stata tanto una scelta tra destra e sinistra quanto piuttosto contro i governi in carica, imputati di responsabilità rispetto ad una crisi economica che tuttavia, va ricordato, è di natura mondiale.
Che giudizio dà di questa campagna elettorale del PdL?
Penso che la nostra campagna elettorale abbia inevitabilmente incrociato i temi dell’attualità. Ma, se è questo vuol sapere, non credo che i cittadini abbiano votato pro o contro la giustizia. Durante la campagna elettorale, peraltro, c’è stata la presentazione della nostra riforma che tutti i sondaggi ci dicevano ben accolta dalla gente, sia per quanto riguarda la separazione delle carriere sia per quanto riguarda la responsabilità civile dei magistrati.
Per il futuro del PdL, da dove e da cosa ripartire?
Da una grande partecipazione democratica sul territorio e nelle periferie. In ogni singolo comune d’Italia dobbiamo affermare una meritocrazia fondata sul fatto che i coordinatori comunali e i candidati sindaci non siano calati dall’alto ma scelti dai militanti.
Scajola chiede di sciogliere il PdL e di creare una nuova formazione con l’Udc. Condivide?
Il nostro lavoro consiste nel rafforzare il PdL ed è chiaro che l’orizzonte è quello di una unificazione dei moderati, guardando alla storia ma anche alla prospettiva del Ppe.
E in questa prospettiva potrebbe esserci spazio anche per un ritorno del Fli o di una qualche sua componente?
Ad oggi questi discorsi sono assolutamente prematuri. Diciamo solo che lavoreremo per far sì che il fronte dei moderati italiani possa compattarsi, essendo noi memori del fatto che sin dal primo grande ballottaggio della storia politica nazionale, quello del 1948 tra De Gasperi e Togliatti, il fronte moderato alternativo alla sinistra è sempre risultato prevalente.
Il rapporto con la Lega sarà sempre il perno delle alleanze del PdL?
Per quanto mi riguarda sono un fermo sostenitore del rapporto con la Lega che è stata un nostro alleato leale al quale noi abbiamo sempre risposto con grande lealtà. L di là di certi finti corteggiamenti nei confronti della Lega, infatti, l’unico che ha dato i voti per il federalismo è stato Berlusconi. Per converso, la Lega in questi anni è riuscita a rappresentare una forza con grande cultura di governo e di attenzione al territorio. Inoltre, non va dimenticato che è stata capace di dare impulso non solo al nord del Paese, ma anche al sud. Mi riferisco al lavoro fatto con il ministro Maroni, contro la mafia.
Per molti amministratori leghisti il modo migliore per rispondere al segnale del voto è proprio applicare il prima possibile la riforma federale.
Il Federalismo sta diventando sempre più una realtà e la Lega è stata il motore di questo grande cambiamento. Insieme ai temi della sicurezza, della giustizia, e della difesa della democrazia bipolare, il Federalismo è stato e resta uno dei pilastri su cui si regge l’alleanza del centrodestra.
Da uomo del sud, quindi, lei non ha paura del Federalismo …
No, nessuna paura. Del resto vengo da una Regione, la Sicilia, che è stata antesignana dello spirito autonomista e delle autonomie speciali.
A proposito, proprio per via delle sue origini c’è chi dice che il PdL ora potrebbe risultare un po’ meno un partito del nord e un po’ più un partito del sud. Che cosa si sente di dire al nord?
Che sono in Forza Italia dal momento della nascita e che ho sempre condiviso gli ideali e le battaglie di questo partito. E qualunque persona di buon senso non può che considerare il nord nella sua funzione strategica per il futuro del Paese.
In vista del 2013 la partita del consenso si giocherà molto sui temi economici. Da una parte però c’è chi chiede misure per lo sviluppo e dall’altra c’è Tremonti che bada a tenere sotto controllo i conti. Lei come si colloca in questo dibattito?
Questo non è un “derby” tra rigore e sviluppo, infatti, finirebbe per risolversi in una gara tra il partito dell’austherity e il partito della spesa pubblica. La sfida del governo nei prossimi due anni, invece, sarà quella di trovare un punto di sintesi tra queste due esigenze.
Ministro, per finire ci tolga una curiosità: quanto le è già peggiorata la vita, tra attacchi politici e indidie personali, da quando è segretario del PdL?
Per niente. Mi creda. Il climaè molto più tranquillo di come lo si vuole descrivere.

(intervista di Alessandro Montanari al neo-segretario del PdL Angelino Alfano – pubblicata su la Padania del 5 giugno 2011)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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