Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 65 del 14 giugno 2011

In Commissione
Affari istituzionali
Ineleggibilità dei magistrati nelle assemblee legislative regionali e negli enti locali
Giustizia
Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori
Finanze e tesoro
Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, provincie e comuni
Istruzione pubblica
Audizione della Conferenza dei direttori dei conservatori di musica
Lavori pubblici, comunicazioni
Audizione dell’Amministratore delegato di Poste Italiane sulle recenti problematiche del servizio postale
Lavoro, previdenza sociale
Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili
Sanità
Disposizioni a favore dei lavoratori esposti all’amianto
Indagine conoscitiva tutela percorsi nascita
Indagine conoscitiva sulla Croce Rossa Italiana
Piano Sanitario Nazionale 2011-2013


In Aula
Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione

REFERENDUM: UN RISULTATO DI CUI TENERE CONTO
“Un solenne ceffone”. Così la Senatrice dell’Emilia Romagna Laura Bianconi definisce il risultato dei quattro referendum. “Indubbiamente – continua Bianconi – su energia, acqua e giustizia i cittadini che sono andati a votare hanno mandato un segnale che occorre serenamente valutare e capire, ma da qui a dire che Berlusconi se ne deve andare a casa ce ne passa. Questo non è certo l’unico caso in Italia e in Europa in cui i cittadini, attraverso l’istituto democratico del referendum, hanno costretto il governo in carica a fare un passo indietro, in nessun caso il governo si è dimesso e dunque invocare ora le elezioni anticipate è assolutamente pretestuoso e non serve certo a risolvere i problemi”. All’indomani del referendum Laura Bianconi si presenta concreta come sempre e già proiettata al futuro: “Sono molto preoccupata per il futuro. Con le maglie strette in cui il Paese dovrà operare in materia di acqua e energia rischiamo di non poter soddisfare il benessere delle future generazioni. A questo punto è indubbio che dovremo definitivamente eliminare il nucleare dai nostri piani energetici. Proprio nel momento in cui gli scienziati italiani vengono chiamati in tutto il mondo a realizzare centrali nucleari di nuova generazione, moderne e sicure, noi decidiamo di privarci di questa opportunità per continuare a comprare energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari poste appena oltre i nostri confini e per pagare le bollette tra le più care d’Europa”. La Senatrice Bianconi punta il dito anche sulla strumentalizzazione e sulla lettura capziosa che è sempre stata fatta dei provvedimenti del Governo. “All’indomani del terremoto in Giappone il Governo ha proposto una pausa di riflessione sul nucleare, abrogando tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari. Un provvedimento innanzi tutto di buonsenso per consentire di prendere decisioni sul futuro del Paese sulla base di evidenze scientifiche e non sull’onda emotiva di quanto accaduto a Fukushima, un provvedimento che le sinistre hanno strumentalmente bollato come un escamotage per far fallire il quorum sul legittimo impedimento”. Ma anche sui due quesiti sull’acqua Laura Bianconi non è tenera: “Nessuno ha mai messo in discussione il fatto che l’acqua sia e debba rimanere un bene pubblico, altra cosa è la gestione, che nell’ambito di rigorosi parametri fissati dallo Stato, può essere affidata i privati. E per vedere quanto bene il “pubblico” sappia gestire l’acqua basta vedere quanto avviene in Puglia, dove la rete dell’Acquedotto Pugliese vanta il poco onorevole primato della maggiore dispersione, con l’87% dell’acqua potabile che si perde prima di raggiungere i rubinetti dei consumatori".


TUMORE AL SENO: NASCE IL NETWORK EUROPEO DI SENOLOGIA
Giovedì 9 giugno si è tenuta l’audizione congiunta delle Commissioni Sanità e Politiche dell’Unione europea di Camera e Senato per esaminare alla presenza del Commissario europeo John Dalli, responsabile per la salute e la politica dei consumatori, l’atto comunitario in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera. “L’assistenza sanitaria transfrontaliera – ha commentato la senatrice Laura Bianconi – rappresenterà una svolta epocale per  i sistemi sanitari di tutti gli Stati membri della UE, in quanto consentirà a tutti i cittadini di accedere più agevolmente ai sistemi di cura di uno Stato diverso da quello di appartenenza”. Ovviamente per arrivare a questo risultato saranno necessari interventi volti a conciliare i principi e l’economia dei diversi sistemi sanitari, anche per quanto riguarda la libera circolazione delle informazioni sullo stato di salute del paziente, il reciproco riconoscimento delle prescrizioni mediche, la libera circolazione dei medicinali. Nell’ambito dell’incontro, la Senatrice Bianconi ha inoltre illustrato al Commissario Dalli le risultanze dell’indagine conoscitiva sul tumore al seno condotta dalla Commissione Sanità del Senato, evidenziando la necessità di protocolli di prevenzione e cura omogenei a tutti i sistemi sanitari. “Le parole che meglio sintetizzano le conclusioni dell’indagine conoscitiva – ha dichiarato Laura Bianconi - sono diagnosi precoce e migliori pratiche. Infatti l’analisi dei dati evidenzia che il tumore al seno si può sconfiggere laddove esistono programmi di screening mirati e sistemi di cura avanzati. Ma perché questa sia una possibilità per tutte le donne occorre che l’Unione europea individui percorsi di cura comuni a tutti gli Stati membri. Il Commissario Dalli si è dimostrato molto sensibile alle mie proposte e, avvalendosi del gruppo di professionisti che mi ha affiancato nel corso dell’indagine conoscitiva, ha immediatamente costituito un network europeo di senologia che avrà sede a Parigi e avrà il compito di fornire linee guida comuni per tutti sistemi sanitari europei. Per cui oggi possiamo dire di aver compiuto un ulteriore piccolo, grande passo nella lotta contro il tumore al seno”.

SCOMPARSO IL SENATORE ROMANO COMINCIOLI
Stroncato da una lunga malattia è morto Romano Comincioli, Senatore del PdL e Questore anziano del Senato. A darne la notizia è stato il Presidente RenatoSchifani nel corso di un convegno a Palazzo Giustiniani. Spazio di Libertà si unisce alle tante espressioni di cordoglio rivolte alla famiglia.


Nel caso a qualcuno fosse sfuggita, citiamo la curiosa coincidenza per cui venerdì scorso sui quotidiani italici si poteva leggere, ovviamente nelle prime pagine trattandosi del Presidente del Consiglio, dell’ennesima bocciatura di Berlusconi, presentato dall’Economist come l’uomo che ha fregato un intero Paese. Qualche pagina dopo, molto spazio era dedicato invece alla scarcerazione di Cesare Battisti che, in attesa di ricevere la cittadinanza brasiliana preludio di chissà quale prestigiosa scalata sociale e politica, si è ritirato in località sconosciuta, ma certo non carente di ogni genere di comfort, per recuperare l’autostima. Che l’Economist non ci ami lo avevamo capito da tempo, e infatti oltre a Berlusconi, che può vantare ben quattro copertine (il solito esagerato), anche Prodi dovette beccarsi gli strali dell’autorevole autoreferenziale settimanale britannico. La gelida Albione non ci ama? Ce ne faremo una ragione, orgogliosi del fatto che noi gli assassini non li accogliamo e non li proteggiamo. Nell’attesa, temiamo vana, che l’Economist dedichi una copertina al Paese che ha fregato un intero Paese, consoliamoci con le riflessioni dell’Onorevole Alessandro Pagano, come sempre profonde e illuminanti.


IL TERRORISTA ROSSO BATTISTI E LA LOBBY MONDIALE RADICAL CHIC
E' così finalmente Luis Inacio da Silva detto Lula, già presidente del Brasile e tutt'oggi vero padrone del grande Paese sud americano l'ha avuta vinta.
Assieme al suo braccio destro, l'attuale presidente Dilma Rousseff (che in gioventù insegnava marxismo e aveva aderito a gruppi guerriglieri comunisti), ha deciso di non estradare in Italia Cesare Battisti, anzi addirittura lo ha fatto liberare.
Cesare Battisti è un criminale autentico, "uomo dal grilletto facile che sotto spoglie politiche e pseudo intellettuali si è mostrato quello che è veramente, un assassino", dice Mario Giordani, e adesso questo signore anzichè essere estradato in Italia per scontare il suo ergastolo con sentenza definitiva, passeggia serafico per le strade e le spiagge brasiliane, mentre i familiari delle numerose sue vittime si interrogano se esiste la giustizia.
Ma è solo colpa del Brasile o c'è qualcosa di peggio in questa terribile vicenda?
Battisti ha sempre contato su una lobby trasversale di reduci del terrorismo; politici e intellettuali dei salotti bene di mezzo mondo che lo hanno sempre aiutato a voler dimostrare che le sue lotte armate erano giuste e da condividere.
Sin dal 1981 quando evase dal carcere di Frosinone, lui militante dei Proletari armati per il comunismo, trovò rifugio in Francia alla corte di Françoise Mitterand che lo protesse per anni concedendo asilo politico a lui e a tanti terroristi nostrani.
Interessante individuare i personaggi che si sono battuti per non farlo estradare in Italia. Intellettuali del calibro di Bernard Henry Levy, Daniel Pennac, e in Italia almeno 1500 firmatari che pubblicamente qualche anno fa hanno sottoscritto un documento a sua solidarietà.
Tutti nomi che gravitano nella galassia dei giornali e delle case editrici della sinistra radical chic italiana e che per questo motivo hanno un potere mediatico e culturale impressionante.
Il rifiuto di estradare Battisti, è un gesto che viene da lontano. Dice Mario Cervi, su Il Giornale del 10-06-2011: "appartiene a una malsana concezione secondo cui anche l’assassinio più abbietto merita particolare indulgenza se viene rivestito di motivazioni ideali, sociali, rivoluzionarie. Prima della condiscendenza brasiliana infatti c’era stata quella francese, e s’era preteso che quello di Battisti fosse un caso politico e magari letterario prima che un caso criminale. Siamo indignati, e la mia domanda è molto semplice: siamo proprio sicuri di poter buttare la croce solo addosso al Brasile senza riconoscere, con un serio esame di coscienza, che alla commedia ipocrita dei benintenzionati cultori della P38, dei compagni che sbagliano, anche noi italiani abbiamo partecipato con slancio? A ricordarcelo ha provveduto Sergio Segio, condannato qualche anno fa all’ergastolo per l’uccisione di due magistrati e di un agente di custodia. Naturalmente ora egli è libero e ha trovato occupazione nella Cgil, dietro una scrivania (mai che questi apostoli del proletariato scelgano un lavoro manuale). Proprio nei giorni scorsi Segio ha presentato alla stampa il rapporto Cgil sui Diritti Globali 2011".
Queste sono le considerazioni che fa la gente comune e il fatto che i mass media quasi non ne parlino, deve far riflettere anche su chi detiene la leadership informativa e culturale nel nostro Paese.

On.Alessandro Pagano e Domenico Bonvegna
(Gli Approfondimenti dell’11 giugno 2006)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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