Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 66 del 21 giugno 2011

In Commissione
Affari istituzionali
Codice antimafia - Parere su Atto del Governo)
Giustizia
Conciliazione delle controversie civili e commerciali – Audizioni
Affari esteri, immigrazione
Audizione di rappresentanti del Consorzio nazionale delle Donne Libiche
Difesa
Impiego di personale militare a bordo di navi civili per contrastare la pirateria in acque internazionali
Bilancio
Raccomandazione della Commissione europea sul programma nazionale di riforma del 2011 e sul programma di stabilità 2011-2014
Finanze e tesoro
Misure fiscali in favore delle donne lavoratrici
Istruzione pubblica
Audizione della Conferenza nazionale presidi delle facoltà di scienze motorie
Agricoltura
Norme per favorire l’imprenditoria giovanile in agricoltura
Lavoro, previdenza sociale
Misure a favore della partecipazione dei lavoratori
Sanità
Schema di Piano Sanitario Nazionale 2011-2013. Audizione del Ministro della Salute Ferruccio Fazio
Politiche dell’Unione europea
Documento riforma della PAC

In Aula
Informativa del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla composizione del Governo
Mozione su una strategia mondiale per il settore alimentare
Mozione sulla sicurezza da minaccia cibernetica
Elezione di un giudice della Corte Costituzionale e di un componente del Consiglio Superiore della Magistratura

DOPO IL REFERENDUM, CHE FARE?
All’indomani della vittoria ai referendum, come sempre accade, c'è stata l'usuale corsa per accreditarsi come vincitori. Su certo trionfalismo che aveva molto il sapore dell'opportunismo è intervenuta anche la Senatrice dell'Emilia Romagna Laura Bianconi. 
“Si dice che la sconfitta è orfana mentre la vittoria ha sempre molti padri – ha commentato la Laura Bianconi - e questo lo si è visto anche per gli ultimi referendum dove Bersani, quello così favorevole alle liberalizzazioni da passare alla storia per la famosa lenzuolata che doveva dare una scossa all’economia italiana, non solo ha sconfessato i suoi convincimenti in materia di acqua e nucleare ma è subito salito sul carro dei vincitore”.
Ma alla fine la soddisfazione per i quattro sì non è durata neppure una settimana. Come una bottiglia di champagne lasciata malauguratamente aperta, l’effervescenza della vittoria è svanita in fretta, senza però portarsi appresso i problemi che voleva risolvere.
Che fare? Questa è la domanda che più circola adesso tra i sostenitori dei referendum: La risposta non è chiara, mentre è chiaro che, se qualcosa deve essere fatto, ci deve pensare il Governo, nuova legge quadro del settore o semplice prorogatio dello status quo che dir si voglia. Laura Bianconi sull’argomento è intervenuta avendo come preciso riferimento la sua regione: “In Emilia Romagna – ha dichiarato Bianconi – operano due colossi dell’acqua, Iren e Hera, multiutility pubblico/private. Se si volesse essere veramente coerenti, e non si volesse mortificare il voto degli elettori, il PD dovrebbe a questo punto chiedere l’azzeramento di Iren e Hera per dar vita a un’aziende pubbliche al 100%, ipotesi subito cavalcata dal sindaco di Forlì e non altrettanto condivisa dal sindaco di Imola, che ha invocato una pausa di riflessione, e dal sindaco di Reggio Emilia che non ci pensa proprio a scorporare l’acqua da Iren (anche se per la verità proprio il sindaco di Reggio Emilia non più tardi del 2007 votò un emendamento affinché la gestione dell’acqua fosse al 100% in mano pubblica). In realtà le disparità di vedute all’interno del PD, che pure si era apertamente schierato per il sì, evidenziano ancora una volta come l’adesione ai quesiti referendari seguisse più motivazioni populiste che obiettivi volti a migliorare la gestione dei servizi idrici. Ora, a bocce ferme, - conclude Bianconi - essendo lo spirito di rivalsa nei confronti di Silvio Berlusconi ampiamente soddisfatto, mi auguro che su tematiche così importanti come l’acqua si possa aprire quel sereno confronto che sino ad oggi è mancato”.

BENEDETTO XVI VISITA LA DIOCESI DI SAN MARINO MONTEFELTRO
Domenica scorsa il Santo Padre si è recato in visita alla Diocesi di San Marino-Montefeltro, un unicum, con il Patriarcato di Gerusalemme, divisa com’è tra due Stati (San Marino e Italia) e due Regioni (Emilia Romagna e Marche). Durante la messa, celebrata con il vescovo Luigi Negri nello stadio di Serravalle, il Papa ha ricordato come le difficoltà e gli ostacoli che affliggono il nostro tempo “sono dovuti soprattutto a modelli edonistici che ottenebrano la mente e rischiano di annullare ogni moralità”. A San Marino, assieme ai tanti pellegrini provenienti dalla Romagna, c’erano anche le amiche di Valori e Libertà, associazione culturale della provincia di Forlì-Cesena che ai suoi incontri ha avuto come relatore proprio il Vescovo Negri.
“Chi non ha mai partecipato a manifestazioni di questo genere – ha commentato la Presidente Lucia Macagnino - non può immaginare come tutto si riveli così facile. Arrivare, parcheggiare, sedersi nel posto assegnato; a tutto è stato pensato per dare la migliore accoglienza ai pellegrini. Puoi avere sete e per questo sotto ogni seggiola trovi una bottiglietta d’acqua, a mezzogiorno il sole potrebbe essere impietoso e per questo ti offrono il cappellino giallo e il fazzoletto. Potresti avere bisogno di informazioni o di aiuto e per questo ovunque trovi i giovani del servizio d’ordine sempre sorridenti e disponibili ad aiutarti. Nessuno alza la voce, nessuno spinge; l’ottima organizzazione sicuramente conta, ma fondamentale per questa calma, per questa tranquillità, è l’atteggiamento di grande coralità che accomuna i presenti. Ci si chiede – conclude Lucia Macagnino – che cosa spinge tanta gente a svegliarsi all’alba e stare per ore sotto il sole cocente. La risposta credo sia la stessa per tutti, credenti dalla fede più o meno granitica: ascoltare la parola del Papa è come seguire il cono di luce del faro e ti dici: è lì che devo andare”.

SCUOLA: AL VIA GLI ESAMI DI MATURITA’
La notte più lunga, quella che tutti si ricorderanno per tutta la vita, la prima vera importante prova d'ingresso nella vita adulta. Domani iniziano infatti gli esami di Maturità con la prova scritta di italiano. Genitori, insegnanti, fratelli maggiori che già ci sono passati, avranno già abbondantemente dispensato consigli su cosa di deve o non si deve fare prima dell’appuntamento fatidico. Domani vedremo se il solito toto-tema è stato azzeccato, intanto da parte Parole Libertà il più sincero in bocca al lupo.

CONSOLIAMOCI CON L’ALBERO DELLA VITA
La notizia non è nuova, ma poicè il fatto è avvenuto a Bologna, magari a qualcuno può essere sfuggito (anche se oltre ai giornali locali ne ha parlato con la solita sferzante ironia Massimo Gramellini). E siccome: 1) è di quelle notizie che contribuiscono al buonumore (e di questi tempi ce n’è bisogno), 2) ci offre l’occasione di sbertucciare quella gauche-caviar sempre pronta a spaccare il capello in quattro, pensiamo di assolvere a un servizio pubblico riproponendola così come avvenuta. Dunque, al Cinema Lumiere, non una multisala qualunque, collocata strategicamente nei pressi di un centro commerciale così che viene facile abbinare otia et negotia, viene proiettato L’albero della vita, film vincitore al Festival di Cannes. Per chi non è di Bologna il Cinema Lumiere è la cineteca comunale, un luogo frequentato da chi cerca e ama il cinema di qualità e quindi, in teoria, ha tutte le caratteristiche dello spettatore preparato e attento. Ebbene, per una settimana il film è stato proiettato al contrario per colpa del distributore che ha confuso le etichette sui rulli della pellicola. Nessuno se ne è accorto, a tutti è piaciuto, tutti uscivano entusiasti. Abbiamo cercato, inutilmente, un’altra sala che scientemente proponesse la proiezione destrutturata, ma niente da fare, lo abbiamo dovuto vedere così come il regista lo ha pensato. Ma di questo parleremo un'altra volta.


La scorsa settimana il Senato ha approvato il disegno di legge dal titolo “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, un ulteriore strumento, fortemente voluto dal Governo, per contrastare il malcostume e l’illegalità e che ha visto il Senatore Carlo Vizzini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali, impegnato in prima persona per arrivare alla definizione del testo votato dall’Aula. Un impegno che, come altre volte nel corso della sua lunga esperienza politica, il Senatore Vizzini ha onorato nonostante il rischio che poteva comportare. Per ringraziarlo del suo impegno e manifestargli la nostra solidarietà per le intimidazioni di cui, ancora una volta, è stato bersaglio, Spazio libero pubblica il suo autorevole commento sul disegno di legge appena approvato.

ANTICORRUZIONE: UN ULTERIORE PASSO AVANTI PER LA LEGALITA’
In primo luogo va detto, anche in relazione alle aspre polemiche che si sono registrate nel dibattito, che il disegno di legge è d'iniziativa del Governo che ha voluto meglio disciplinare la lotta alla corruzione attraverso una serie di controlli preventivi, una maggiore trasparenza della pubblica amministrazione e l'inasprimento delle sanzioni penali;
1. L'autorità nazionale anticorruzione individuata nel corso del dibattito parlamentare è un organismo indipendente poiché la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche che opererà quale autorità nazionale è composta da esperti indicati dal Governo che devono essere valutati positivamente dal Parlamento con un voto qualificato dei due terzi delle Commissioni Affari Costituzionali. La stessa durata dell'Autorità, proprio per garantirne l'autonomia, è sfalsata rispetto a quella della Legislatura;
2. La cura e la trasparenza dell'attività amministrativa poggia non solo sulla pubblicità di tutti i procedimenti amministrativi nelle pubbliche amministrazioni ma anche attraverso la pubblicità delle procedure per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, delle concessioni di sovvenzioni e contributi e dei concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale;
3. Altro importante aspetto è la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti;
4. E' stata introdotta con un emendamento voluto dal PDL una specifica normativa che prevede, in settori particolarmente esposti dal rischio di inquinamento mafiosi, gli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori, non soggetti a rischio di inquinamento, vengano formati presso le prefetture garantendo le imprese che debbono operare sub appalti e che, attingendo a questi elenchi, è lo Stato che garantisce la trasparenza delle operazioni. E' evidente che questa procedura taglia fuori dal mercato tutti i soggetti inquinati che spesso hanno condizionato le scelte delle imprese imponendo, con violenza pari a quella estorsiva, soggetti economici legati direttamente o indirettamente alle mafie. Questa scelta di trasparenza e di coraggio ha già provocato reazioni intimidatorie che, peraltro, rappresentano la circostanza che abbiamo colpito nel segno;
5. I temi della incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo conseguenti a sentenze sono oggetto di una delega al governo che dovrà provvedere entro un anno;
6. Infine le modifiche al codice penale previste dall'articolo 9 rendono più severe le pene e prevedono circostanze aggravanti per i pubblici ufficiali.
(Sen. Carlo Vizzini – Presidente Commissione Affari Costituzionali)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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