Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 68 del 5 luglio 2011

In Commissione
Affari istituzionali
Decreto Sviluppo economico
Atto comunitario su obbligo di visto o esenzione per cittadini di paesi terzi
Affari esteri, immigrazione
Audizione del Ministro Belloni sull'attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo
Finanze e tesoro
Riordino delle Banche popolari
Proposta di indagine conoscitiva sulla riforma fiscale
Istruzione pubblica
Audizione del Ministro dell'Istruzione sull'attuazione delle politiche del suo dicastero e sull'abolizione del valore legale della laurea
Agricoltura
Audizione del Ministro delle politiche agricole sul commissariamento dell'Agenzia per le Erogazioni in Industria, commercio, turismo
Valorizzazione delle associazioni pro-loco
Lavoro, previdenza sociale
Modifica del regolamento CE che istituisce il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
Sanità
Schema di Piano Sanitario Nazionale 2011-2013
Indagine conoscitiva Croce Rossa Italiana. Audizioni
Territorio e ambiente
Audizione del capo dipartimento della protezione civile sulla prevenzione del rischio idrogeologico
Attività venatoria in ambiti territoriali diversi da quello di appartenenza
Politiche dell'Unione europea
Indagine conoscitiva del sistema Paese: audizione del consigliere Marco Lombardi, Presidente della Commissione Bilancio dell'assemblea legislativa della regione Emilia Romagna


In Aula
Votazione per l'elezione di un senatore Questore
Votazione sulle dimissioni presentate dal senatore Nicola Rossi
Decreto legge concernente Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia

SENATO (SALA ZUCCARI): DOMANI CONFERENZA INTERNAZIONALE L'EUROPA E LA "NUOVA" RUSSIA
"La politica multipolare intrapresa dalla Russia è estremamente importante per noi Europei se vogliamo essere protagonisti della costruzione del mondo di domani. Consapevoli di questa nuova rinascita economica e politica del popolo russo abbiamo voluto organizzare un importante momento di incontro e di confronto tra le istituzioni dei nostri due Paesi che, sono certa, servirà a consolidare le basi del nostro rapporto di dialogo con il Governo russo".
Lo dichiara la senatrice Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl, promotrice insieme all'Unimed, Unione delle Università del Mediterraneo, ed al senatore questore Benedetto Adragna della conferenza internazionale che si terrà domani presso la Sala Zuccari del Senato a partire dalle ore 09,30. "La posizione geografica della Russia - sottolinea la senatrice del Pdl - le permette di estendere le sue strategie e azioni per un concreto sviluppo sia verso l’Europa, così come verso l’Asia, e il potere economico che le deriva soprattutto dalle sue potenzialità energetiche si è trasformato oggi in un punto di forza nelle relazioni con i restanti Paesi. Questo è stato possibile anche grazie al lungo percorso di rinnovamento democratico intrapreso dal Presidente Putin e dalla nuova classe politica dei quali noi siamo un interlocutore privilegiato".
Altrettanto certo della necessità di sostenere il percorso di modernizzazione avviato dalla Federazione Russa è il senatore Benedetto Adragna, che riguardo al convegno ha dichiarato: “Sarà un’occasione unica di riflessione sulle enormi potenzialità delle relazioni fra Russia e Unione, per una valorizzazione del quadro geo-politico attuale in relazione alle nuove prospettive politiche ed economiche, soprattutto sul fronte energetico. Quello dell’energia e’ oggi uno dei temi cruciali del dibattito e dell’agenda politica e la Russia rappresenta uno scrigno energetico da non sottovalutare. Significativa è a tal proposito – prosegue il parlamentare del Pd – la presenza di Emma Marcegaglia e di Raffaele Bonanni che illustreranno i nuovi modelli di sviluppo di welfare. Insieme a loro, parteciperanno numerose autorità’ del panorama internazionale, testimoniando in questo modo l’importanza dell’evento. Ma soprattutto, tengo a sottolineare, l’importanza dei rapporti fra Europa e Russia, per un nuovo percorso di cooperazione all’indomani delle elezioni del 2012”,
Fra i partecipanti: Marcello Scalisi, Direttore Esecutivo Unimed; Laura Bianconi, Senatrice della Repubblica italiana, Alexander Mikhailovich Babakov,Vice Presidente della Duma di Stato della Russia; Umberto Vattani, Presidente ICE, Italia; Gaetano Quagliariello, Vice Presidente Gruppo parlamentare PDL Senato della Repubblica, Italia; Jiří Paroubek, già Primo Ministro, Repubblica Ceca; Emma Marcegaglia, Presidente Confindustria, Italia; Petar Dimitrov, già Ministro dell'economia, dell'energia e turismo, Bulgaria; Raffaele Bonanni- Segretario Generale CISL, Italia; Vannino Chiti, Vice Presidente Senato della Repubblica, Italia; Michael Ancram (Lord Lothian), Camera dei Lord; Vittorio Sgarbi, Direttore padiglione Italia - Biennale di Venezia; Rossana Boldi, Senatrice della Repubblica, Presidente della Commissione politiche Unione Europea, Italia; Giuseppe Acocella, Rettore della LUSPIO; Micaela Biancofiore, Deputato Gruppo parlamentare Pdl Camera dei Deputati; Bernard Kouchner, già Ministro degli Affari Esteri ed Europei della Francia; Mikhail Starshinov, parlamentare della Duma di Stato della Russia; Benedetto Adragna, Senatore Questore della Repubblica, Italia; Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri, Italia.


CONSIGLIO NAZIONALE PDL, CON ANGELINO ALFANO UN RINNOVAMENTO NEL SOLCO DEL CARISMA DI SILVIO BERLUSCONI
“Da oggi siamo cento per cento Pdl, sono state abolite le quote: è un partito più unito che ha votato praticamente all’unanimità Angelino Alfano come primo segretario politico. Non ci sono divisioni, ma la condivisione di un progetto politico nato nel 1994 grazie a Silvio Berlusconi che ha cambiato completamente il modo di far politica in Italia, rispondendo in pieno ai valori rappresentati oggi dalla grande famiglia del Partito popolare europeo, valori che il nuovo segretario politico ha deciso avere come punto di riferimento”
. Lo ha detto la Senatrice Laura Bianconi a margine del Consiglio Nazionale Pdl che si è tenuto a Roma lo scorso 1° luglio, dopo l’intervento di Angelino Alfano. “Non è un partito delle tessere o delle cordate – ha aggiunto - ma si sposa con gli interessi del territorio e punta sull’onestà e la democrazia. Le primarie? sono un mezzo - ha concluso la senatrice - per organizzare e coinvolgere la base e non un fine: non più investiture dall’alto ma rispetto maggiore delle regole, che da sempre condividiamo e soprattutto della vera applicazione del principio meritocratico che permetta a tutti i nostri rappresentanti politici a qualsiasi livello di avere il giusto riconoscimento".




CORDOGLIO PER IL CAPORAL MAGGIORE SCELTO TUCILLO
La Senatrice Laura Bianconi si associa all'unanime cordoglio manifestato oggi, dalle massime autorità civili e militari, ai funerali del caporal maggiore scelto Gaetano Tucillo, ucciso sabato scorso in Afghanistan.



Mentre il parlamento sta attendendo il testo definitivo della manovra economica, che come giustamente ha ricordato il Capo dello Stato è una scelta di responsabilità in linea con quanto ci chiede l'Europa, non farà male un piccolo esame di coscienza ripensando ai tanti sprechi che hanno contribuito all'innalzamento del nostro debito pubblico. In questo ci aiuta il Maestro Giovanni Bartoli, direttore d'orchestra e compositore, già direttore del Conservatorio Maderna di Cesena, che prendendo spunto da alcune polemiche che hanno riguardato il mondo dello spettacolo ci offre un'interessante lettura sulla gestione dei fondi pubblici in questo settore.


I TAGLI AL FUS: RIFLESSIONI DI UN ADDETTO AI LAVORI

Nella seconda metà degli anni settanta l’allora Ministro del Tesoro Nino Andreatta, che ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare a Bologna, dopo avermi chiesto ragguagli sulle attività musicali ed in particolare su gli Enti Lirici (allora si chiamavano così), se ne uscì con la seguente affermazione: "Se si dovesse scegliere fra chiudere una industria che da lavoro a migliaia di operai oppure un Ente Lirico, fosse anche il Teatro Alla Scala, lei che decisione prenderebbe?".
Ad una mia titubante risposta, aggiunse: "I teatri lirici italiani oggi sono quasi totalmente mantenuti dal finanziamento pubblico e richiedono continuamente aumenti di risorse. Mi sono convinto che si tratti in realtà di tenere in piedi preziose e costosissime bomboniere, che forniscono un servizio culturale carissimo, solo ad una minoranza di cittadini, In un clima di crisi, come quello che stiamo attraversando (l’Italia da che ricordo è sempre stata in crisi ndr), non è possibile proseguire con una simile dissennata gestione economica del settore".
Così parlava il ministro Nino Andreatta in quegl’anni
Mi capitò poi negli anni novanta di entrare a far parte per qualche tempo della commissione centrale musica, come rappresentante di un sindacato autonomo di musicisti (U.N.A.M.S.). In base all’allora legge 800 che regolava le attività musicali, essa esprimeva pareri consultivi, come mi sottolineò una volta il compianto direttore generale Rocca, a fronte di una mia opinione non in sintonia con quelle dell’Amministrazione, sulla assegnazione degli allora 900 miliardi di lire del Fondo Unico dello Spettacolo. Fu un’esperienza sconvolgente in quanto constatai di persona come si sperperasse il denaro pubblico. Gli allora 13 Enti Lirici (Scala, Opera di Roma, Teatro Comunale di Firenze, Bologna, Torino, ecc.) da soli si prendevano più della metà del fondo. Il resto era diviso con logiche su cui è meglio stendere un velo, fra orchestre stabili, festival, concorsi vari, società di concerti ed infine, ultima e fanalino di coda, la danza.
Ricordo con precisione le mie rimostranze allora sul fatto che il deficit di molte decine di miliardi, accumulato dal Teatro dell’Opera di Roma sotto la gestione Cresci, fosse sanato dal ministero del Tesoro, senza alcuna conseguenza per il consiglio d’amministrazione dell’Ente responsabile di simili dissennati sperperi. Fu in quell’occasione che il dott. Rocca ribadì il concetto che il nostro era un parere puramente consultivo!
Alcuni anni dopo il vicepresidente del consiglio Walter Veltroni, con piglio moralizzatore, modificò, nel silenzio generale anche dei sindacati, la commissione centrale prevista dalla vecchia legge 800 sugli enti lirici (un poco pletorica per numero di membri, ma rappresentativa di una larga fascia del mondo professionale musicale, dei sindacati e degli operatori di settore), sostituendola con una formata solo da sette persone di sua fiducia e da lui personalmente nominate.
Da quanto sopra esposto si può evincere che il “sistema musica”, con particolare riferimento ai teatri d’opera, attuali Fondazioni liriche, versi da decenni in uno stato che renderebbe assolutamente necessaria una profonda revisione.
Concordo con gli illustri Maestri come Riccardo Muti che il patrimonio culturale musicale italiano debba essere preservato, però occorre intervenire sulle grosse anomalie del settore.
Ad esempio, per un lungo periodo, il Maestro Muti è stato direttore principale dell’orchestra della Scala e della Filarmonica della Scala. Quest’ultima si era configurata come una struttura autonoma rispetto al Teatro, utilizzando però gli stessi professori d’orchestra.
Fu richiesto a questo proposito una volta da un membro della Commissione centrale (l’ex baritono e sindacalista Zecchillo) se rispondesse a verità il fatto che per i concerti della filarmonica i professori impegnati in quell’attività continuassero a percepire regolarmente lo stipendio dal teatro e contemporaneamente fossero anche retribuiti dall’organizzazione della Filarmonica.
Chiese inoltre se fosse vero che durante gli impegni dei suddetti professori, essi fossero sostituiti da elementi esterni, regolarmente pagati come aggiunti. In tal caso sarebbe stato come se in una scuola pubblica i professori andassero ad insegnare in una scuola privata, mantenendo lo stipendio, ed il dirigente scolastico fosse obbligato ad assumere dei supplenti per sostituirli. Non si riuscì mai ad avere una risposta chiara che fugasse ogni dubbio.
La Scala, ad esempio, ha circa mille dipendenti ed è seguita dal Teatro Massimo di Palermo. Da addetto ai lavori, mi chiedo se tali numeri siano assolutamente indispensabili per le attività produttive.
Non sono da meno le altre Fondazioni con organici di tutto rispetto. Bisogna poi considerare che da circa la metà degli anni sessanta ad oggi i teatri lirici italiani sono stati gestiti con criteri esclusivamente politici. Ad esempio, durante la prima repubblica, se il sovrintendente era di area socialista, il direttore artistico doveva essere di area comunista, se invece il primo era democristiano, doveva esserci una ripartizione di cariche fra socialisti e comunisti. Quanto alle competenze professionali, meglio tralasciare l’argomento; fortunatamente alcuni hanno imparato il mestiere non senza aver causato gravi danni agli Enti durante il loro apprendistato, ma bisognerebbe chiedere ad esempio come l’Ente Arena di Verona sia riuscito per anni ad accumulare pesanti passivi, essendo l’unico che, conti alla mano, con le sole presenze della stagione estiva potrebbe pareggiare i bilanci; bisognerebbe inoltre chiedere i compensi pagati a registi, direttori e cantanti.
Le rivendicazioni e le doglianze degli illustri Maestri non tengono conto anche della necessità di limitare e regolare le spese in momenti economici così difficili. Essi dovrebbero ben conoscere che le orchestre delle suddette fondazioni hanno spesso organici molto ampi, tanto che vi sono professori che per lungo tempo non suonano. Altrettanto dicasi per gli artisti del coro e per i ballerini, ove vi sia un balletto stabile. Ricordo a questo proposito che avendo avuto un incarico gratuito (ovviamente) una decina di anni fa da un sovrintendente di un grande teatro (Genova) di progettare una riorganizzazione della produzione per ridurre le spese. Mi accorsi con stupore che le giornate lavorative annuali dell’orchestra, del coro e del ballo erano meno della metà di quelle della media europea. Il tutto poi condito da contrattazioni decentrate che arrivavano al limite dell’assurdo e del ridicolo, con premi ed incentivi anche solo per un rullo di tamburo dietro le quinte invece che in orchestra (vedasi finale atto secondo di Tosca di G. Puccini). Ovviamente tutto finì nel più assoluto silenzio: il sovrintendente (Nicola Costa) dopo poco si dimise, ed il mio progetto, non sostenuto da alcuna forza politica, non fu neanche esaminato.
A questo punto vorrei chiedere però agli illustri artisti che si stracciano le vesti e fanno proclami sulla necessità di cospicui finanziamenti pubblici per i teatri d’opera, se sono a conoscenza che:
in Italia vi è uno strapotere di alcune agenzie artistiche internazionali e che sono pagati i più alti onorari, sui quali percepiscono laute commissioni. Tale sistema è stato favorito da una diffusa incompetenza delle dirigenze dei teatri e dalla pretesa che ogni rappresentazione sia un “evento”.
La suddetta incompetenza provoca sprechi nella gestione aziendale delle orchestre, dei cori e di tutte le masse artistiche (numero di prove, organizzazione delle stesse, scelte dei cast ecc.).
La stragrande maggioranza degli artisti impegnati nei teatri italiani è straniera, pertanto ben poco del denaro pubblico impiegato per gli artisti ritorna sul territorio, basta guardare i cartelloni dei grandi teatri per constatarlo.
Gli artisti italiani, di conseguenza, sono da decenni costretti ad emigrare, con il cappello in mano, a cercare lavoro in tutto il resto del mondo in quanto, tranne che per pochi e non sempre di alto livello, le porte dei teatri sono sempre rimaste ermeticamente chiuse.
Per produzioni, per agevolare follie di registi, scenografi, costumisti, si sono spese cifre enormi in allestimenti che dopo poche repliche sono finiti ad ammuffire in magazzini, quando non distrutti per far posto ad altre faraoniche realizzazioni.
Per decenni nei teatri italiani o avevi una tessera di partito in tasca, o avevi amicizie e legami di qualche tipo, oppure era impossibile anche solo potersi proporre professionalmente. A tutt'oggi non mi risulta sia cambiato nulla
I dirigenti dei teatri hanno sempre percepito compensi più che generosi, uniti a benefit vari (casa, soggiorni in Grand Hotel, viaggi in prima classe aerea, pasti, automobile con autista e via dicendo)
Nei teatri si sono dovuti creare spesso posti in organico per favorire ora questo ora quel raccomandato del potente di turno.
I costi dei teatri non corrispondono al servizio culturale che dovrebbero offrire per numero di spettacoli, ricavi e servizio alla collettività.
La lista potrebbe proseguire a lungo. Se gli illustri Maestri per dare l’esempio, insieme ai Sovrintendenti, ai vari consulenti, rinunciassero ai loro lauti compensi per un certo periodo forse potrebbero contribuire alla salvezza del nostro patrimonio musicale.
Sono personalmente convinto e da molto tempo che bisognerebbe chiudere tutti i teatri d’opera italiani e riaprirli il giorno dopo, con criteri totalmente diversi ed ispirati a quegli esempi europei, che talvolta sono guardati con sufficienza dagli intellettuali italiani (teatro di repertorio, compagnie stabili, ecc.).
A questo punto sarebbe assolutamente indispensabile che fosse esercitato un severo controllo sui criteri di elargizione dei citati fondi. Occorre tenere presente che i dipartimenti ministeriali che si occupano delle suddette pratiche sono gestiti dai funzionari e da dirigenti che da decenni si occupano della materia. Si renderebbe pertanto necessario un generale avvicendamento dei ruoli ed un nuovo sistema di controlli, non assegnato ai “soliti noti” o agli amici degli amici.

(Giovanni Bartoli - già direttore del Conservatorio Maderna di Cesena, direttore d’orchestra e compositore)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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