Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 72 del 2 agosto 2011

In Commissione
Affari istituzionali
Attuazione direttive per la libera circolazione dei cittadini comunitari e rimpatrio dei cittadini irregolari di paesi terzi
Servizio dei magistrati cessati da cariche elettive
Affari esteri, immigrazione
Audizione del Vice direttore esecutivo e Responsabile delle operazioni del Programma Alimentare Mondiale sull’emergenza alimentare nel Corno d’Africa
Finanze e tesoro
Proposta di indagine conoscitiva sulla riforma fiscale
Lavoro, previdenza sociale
Interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito
Sanità
Alimenti per bambini e alimenti speciali
Professioni sanitarie (relatrice Bianconi)


In Aula
Attuazione direttive per la libera circolazione dei cittadini comunitari e il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari
Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2010 e del Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2011
Informativa del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla crisi economica

PERSONE SCOMPARSE: LA COMMISSIONE HA APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE
La Commissione Affari Costituzionali del Senato in sede deliberante, procedura che non rende necessario il passaggio in Aula, ha votato il disegno di legge sulle persone scomparse, tema sul quale la cesenate Laura Bianconi aveva presentato a inizio legislatura un suo disegno di legge. “E’ il primo passo, fondamentale - commenta la senatrice Bianconi - per arrivare ad avere una legge che tante famiglie attendono e mi auguro che alla Camera possa essere votata in tempi brevi”. Il disegno di legge ha avuto diversi passaggi in commissione, con anche momenti di pausa necessari per approfondire i punti più delicati. “L’obiettivo – prosegue Bianconi - era quello di arrivare ad una buona legge che dia alle famiglie che si trovano ad affrontare questo drammatico problema il giusto sostegno economico e garantisca un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine e le istituzioni. Il lavoro fatto è stato tanto e per questo desidero ringraziare il Presidente della Commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini, il relatore del disegno di legge Sen. Filippo Saltamartini e tutti i colleghi della Commissione, così come ringrazio il Ministero degli Interni che su questo tema ha sempre dimostrato grande sensibilità e nel 2010 ha dato vita al nuovo sistema informatico Ri.Sc., in cui confluiscono in tempo reale i dati delle persone scomparse”. Per capire l’importanza del fenomeno basta pensare che dal ’74 ad oggi sono in Italia sono scomparse circa 90 mila persone e per più di 23 mila, tra cui 9 mila bambini, si sono perse le tracce. “Questi numeri – conclude Bianconi – ci danno l’idea di quanto vasta sia la portata di questo fenomeno e di quante siano le famiglie che vivono in attesa di una risposta riguardo un loro caro scomparso. Oggi il Parlamento ha dato loro una prima risposta concreta”. Soddisfazione per la positiva conclusione del provvedimento, che ha avuto l’approvazione di tutte le forze politiche presenti in commissione, è stato espresso da Elisa Pozza Tasca, presidente dell’Associazione Penelope cha da anni è punto di riferimento per le famiglie di persone scomparse.
Quello che segue è il testo votato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato e che ora passa alla Camera per la seconda fase di approvazione. Lo divulghiamo perché sappiamo le tante aspettative che ci sono in questa materia. Ovviamente ricordiamo che sarà legge dello Stato al termine dell’iter previsto dalla Costituzione.

Disposizioni per la ricerca delle persone scomparse
Art. 1
1. Qualora una persona si sia allontanata dalla propria abitazione o dal luogo di abituale dimora e non ne abbia dato conto ad alcuno senza plausibili motivi e quando tale condizione possa mettere in pericolo la sua vita o incolumità personale, chiunque sia a conoscenza della scomparsa ha l’obbligo di denunciare il fatto agli agenti o ufficiali di polizia giudiziaria, o comunque a un agente di polizia locale.
2. Quando la denuncia di cui al comma 1 e` raccolta dagli agenti della polizia locale questi la trasmettono immediatamente al più` prossimo tra i presıdi territoriali delle forze di polizia, ai fini del contestuale inserimento nel centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1º aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni.
3. Copia della denuncia e` immediatamente rilasciata ai presentatori.
4. Ferme restando le competenze dell’autorità giudiziaria, l’ufficio di polizia che ha ricevuto la denuncia promuove l’immediato avvio delle ricerche e ne da` contestuale comunicazione al commissario straordinario nominato ai sensi dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e al prefetto per le iniziative di competenza da intraprendere, anche con il concorso degli enti locali, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del sistema di protezione civile, delle associazioni del volontariato sociale e di altri enti, anche privati, attivi nel territorio, nonché delle strutture informative e di quelle specializzate, televisive e radiofoniche, che hanno una consolidata esperienza nella ricerca di informazioni sulle persone scomparse. Le informazioni in possesso di ciascuno degli uffici pubblici e degli enti privati di cui al presente comma sono trasmesse senza indugio alla banca dati di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), della legge 30 giugno 2009, n. 85.
5. Coloro i quali hanno denunciato la scomparsa di una persona ai sensi del comma 1 sono tenuti, in caso di ritrova ritrovamento, a darne immediata comunicazione alle autorità` di polizia.
6. Per l’inosservanza senza giustificato motivo dell’obbligo di cui al comma 1 da parte di persone diverse dai congiunti, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 500 a un massimo di euro 2000. La competenza e` del prefetto e si applica la legge 24 novembre 1981, n. 689.
7. Gli adempimenti dei pubblici uffici di cui al presente articolo sono realizzati secondo le norme gia` vigenti in materia, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

HPV: IL MINISTRO DELLA SALUTE RISPONDE A INTERROGAZIONE BIANCONI
Le battaglie per la salute, e in particolare per la salute della donna, sono sempre state al centro dell’impegno politico della Senatrice Laura Bianconi. Tra queste particolarmente significativa quella per introdurre nel nostro Paese la vaccinazione contro il virus HPV che rappresenta la causa principale dello sviluppo del cancro alla cervice uterina, tumore giustamente classificato come big killer perché letale nel 50 per cento dei casi ma, fortunatamente, è anche l'unico tumore da cui ci si può vaccinare, “Purtroppo – commenta Laura Bianconi – anche se dal 2008 lo Stato stanzia i contributi, a Regioni e Province autonome, per la vaccinazione contro il t’HPV ci sono molte realtà in cui per mancanza di un’adeguata sensibilità non si riesce ad avere una diffusione uniforme della vaccinazione, basti pensare che il 56 per cento delle mamme con figlie tra gli 11 e i 18 anni dichiara di non aver ricevuto specifiche informazioni”. Per questo motivo la senatrice Bianconi si è rivolta ai ministri della salute e dell’istruzione per sollecitare azioni concrete per aumentare il numero di adolescenti che aderiscono ai programmi di vaccinazione. “E’importante – continua Bianconi – che passi il messaggio che la prevenzione è l’arma migliore per prevenire e sconfiggere i tumori, stili di vita corretti, adesione ai programmi di screening, vaccinazione (per ora solo per l’HIV, ma in futuro speriamo anche contro altri tipi di tumore), devono diventare cultura e impegno comuni, non si può più tollerare che vi siano Asl e Presidi sanitari in cui il vaccino viene acquistato e non utilizzato per mancanza di adeguati programmi di comunicazione”. Il messaggio lanciato dalla Senatrice Bianconi è stato prontamente raccolto dal Ministro per la Salute Ferruccio Fazio che ha ricordato come l’obiettivo è quello di arrivare, entro i cinque anni dall’inizio del programma, al 95 per cento di copertura delle classi di adolescenti per le quali è prevista la vaccinazione. A questi si affiancano i progetti educazionali predisposti dal ministero per l’istruzione e rivolti agli studenti di primo e secondo grado al fine di sensibilizzare i giovani verso comportamenti e stili di vita corretti ,in quanto fondamentali per prevenire malattie oncologiche e cardiovascolari. “L’attenzione dei ministri da me interpellati – conclude Laura Bianconi – è molto importante e denota la volontà di raggiungere entro il 2012 gli obiettivi del programma di vaccinazione”.

OGGI A SOGLIANO SUL RUBICONE I FUNERALI DI MONSIGNOR SAMBI
Si sono svolti oggi pomeriggio a Sogliano a Rubicone, nella provincia di Forlì-Cesena, i funerali di Monsignor Pietro Sambi, che pur avendo percorso le tappe più importanti nell’ambito della carriera ecclesiastica è sempre rimasto fortemente legato al suo paese di origine dove ha chiesto di essere sepolto con semplicità accanto ai genitori. Dalla scorsa domenica quando la salma è arrivata in Italia dagli Stati Uniti è stato un susseguirsi di persone che hanno voluto rendere omaggio a quello che, giustamente era stato definito “Pellegrino della Pace”.



L'antipolitica, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana a proposito delle varie richieste di arresto di membri del Parlamento, si nutre anche delle molte dicerie riguardo i costi della politica. Privilegi veri, presunti o enfatizzati sono gli argomenti con cui è facile alimentare lo scollamento tra i cittadini e chi fa politica attiva. Questa settimana il Senato vota il proprio bilancio interno e lo fa in modo assolutamente trasparente, discutendolo in Aula e mettendo a disposizione di tutti il documento e gli interventi. Ciascuno potrà andare sul sito del Senato per approfondire, intanto Spazio libero offre ai suoi lettori l’intervento del Senatore Lucio Malan DEL pDl. Preciso fino alla pignoleria e con molte sorprese. 

RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DEL SENATO 
Signora Presidente, signori Questori, colleghi, la dotazione del Senato per il 2011 è di 526 milioni e 950.000 euro. Non è una piccola somma ed è nostro dovere amministrarla nel modo più oculato, così come dobbiamo fare con tutto il denaro pubblico.
Bisogna però sapere di cosa stiamo parlando, poiché l'approccio di molti mezzi di informazione ai cosiddetti costi della politica non ci aiuta, in quanto diffonde costantemente dei veri e propri falsi accompagnati da mistificazioni e distorsioni che sfociano in una indignazione irta di insulti, la quale non può che essere in mala fede quando viene da chi fabbrica e propaga tali falsità.
Orbene, di questi quasi 527 milioni, sottratti i risparmi che verranno versati allo Stato e le somme che rientrano nelle casse pubbliche immediatamente sotto forma di imposte sul reddito, il vero costo di questa istituzione per i contribuenti è di 400 milioni, pur includendo parecchi milioni di IVA che il Senato paga. Si tratta dello 0,05 per cento della spesa pubblica, 56 centesimi al mese per ogni contribuente. Insomma, l'intero Senato costa a un singolo cittadino molto meno di un decimo, forse un ventesimo dell'iscrizione al sindacato. Con il costo di una copia del libro «La Casta» un cittadino si campa l'intero Senato per quasi tre anni.
Ma di questi 400 milioni solo 114 sono destinati ai senatori, inclusi i rimborsi, i vitalizi per gli ex, le spese di trasporto e di ristorazione: fa 16 centesimi al mese per italiano, lo 0,014 per cento della spesa pubblica, meno della metà dei contributi che vengono elargiti alla stampa.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Bravo!
MALAN (PdL). L'insieme di tutti i senatori, ex inclusi, costa in otto mesi, a ogni cittadino, quanto la copia di un quotidiano. A ogni italiano, il singolo senatore costa un centesimo ogni 20 mesi. È perciò degna di nota l'abilità di chi, facendo sensazionalismo su queste cifre, di solito truccate, riesce a guadagnare qualche milione di euro.
Detto questo, è nostro preciso dovere agire con la diligenza del buon padre di famiglia, come dice il codice civile, e, vorrei aggiungere, della buona madre di famiglia, per contenere le spese, per quanto siano una piccolissima frazione del bilancio dello Stato. Ecco perché le nostre indennità sono bloccate dal 2008, dopo che nel 2006 erano state ridotte del 10 per cento. La diaria e il contributo di supporto sono rimasti bloccati dal 2001 per poi essere decurtati di mille euro al mese proprio all'inizio di quest'anno. Nel complesso, il valore reale dell'indennità netta è sceso del 24 per cento rispetto al 1994. La diaria e il contributo di supporto sono scesi del 28 per cento in dieci anni.
Vale anche la pena di ricordare che la legge del 1965, che regola, sulla base della Costituzione, le nostre indennità, ci equiparava al presidente di sezione della Corte di cassazione. Nella realtà, oggi quel presidente prende oltre il 41 per cento più di noi, con il vantaggio peraltro di non ricevere insulti dalle prime pagine dei giornali. (Applausi dal Gruppo PdL e delle senatrici Boldi e Sbarbati). La stessa legge del 1965 prevedeva che gran parte dell'indennità fosse esente dalle imposte sul reddito, ma la legge finanziaria del primo Governo Berlusconi cancellò completamente ogni esenzione.
È curioso notare che negli anni in cui veniva creato l'immenso debito pubblico che affligge noi e le generazioni che ci seguono, i parlamentari avevano un trattamento economico assai più pingue, ma la stampa non si indignava: forse aveva le sue buone ragioni.
Dunque, il nostro costo è la duemillesima parte della spesa pubblica, e i nostri compensi sono scesi di un quarto negli ultimi 10-20 anni. Ma tanti ben pagati giornalisti, e a volte anche i loro benissimo pagati direttori continuano a ripetere che noi guadagniamo molto più dei nostri colleghi del resto d'Europa. Se così fosse, conterebbe poco che i nostri compensi siano scesi. Il fatto è che quegli stessi giornali che ci additano come i Paperoni d'Europa, quando il mese scorso abbiamo votato, nell'ambito della manovra finanziaria, l'adeguamento del nostro trattamento ai sei principali Paesi dell'area euro, ci hanno accusato di non aver fatto alcun taglio. È evidente che o mentono nel dire che guadagniamo più degli altri o mentono nel dire che adeguandoci agli altri non ci riduciamo i compensi. (Applausi dal Gruppo PdL e delle senatrici Boldi, Sbarbati e Serafini Anna Maria). In realtà, mentivano in entrambi i casi, perché non è vero, come vedremo, che abbiamo un trattamento economico più alto degli altri grandi Paesi. E non è neppure vero che non subiremo alcuna riduzione, visto che tra i sei principali Paesi dell'area euro, ce ne sono quattro con popolazione e prodotto interno lordo inferiori all'Italia, anche di cinque o sei volte, ed è normale che i parlamentari abbiano trattamenti economici più bassi. Ma molti giornalisti di valore - di valore nel senso che sono molto pagati (Applausi dal Gruppo PdL)- scrivono un giorno sì e l'altro pure che siamo i più pagati d'Europa, molto più pagati degli altri. Un messaggio semplice, che colpisce l'opinione pubblica.
Guardiamo allora al caso più vicino a casa nostra: la Francia. Stessa popolazione, 32 parlamentari in meno, ma tra questi i senatori sono 343, 28 più di noi. Vale la pena ricordare che i senatori francesi non sono votati dal popolo, ma dagli eletti del loro collegio. Dunque, niente costi di campagna elettorale. La loro indennità netta è circa 300 euro superiore a quella nostra. Se poi superano i 15 anni di mandato, fanno un balzo in avanti di 1.218 euro, perché non più soggetti a una certa ritenuta. A differenza di quanto accade in Italia, possono poi cumulare indennità derivanti da altre cariche pubbliche, sia pure con il limite di 2.757 euro al mese. In Francia moltissimi parlamentari, infatti, sono anche sindaci, anche perché, con la nostra stessa popolazione, hanno 36.000 Comuni contro i nostri 8.000.
Si dirà allora che c'è il trucco: i senatori italiani avranno trattamenti accessori maggiori. Vediamo: i nostri colleghi francesi hanno 6.412 euro netti al mese per spese di mandato; noi, sommando la diaria ed il contributo di supporto, li superiamo di 1.268 euro. Ma al posto di quei 1.268 euro i senatori transalpini hanno 7.548 euro per il personale alle loro dipendenze; in più, gli oneri del datore di lavoro restano a carico del Senato, cosa che noi non abbiamo, un vantaggio calcolabile in almeno 4.000 euro.
Per quanto riguarda le altre spese, il trattamento è equivalente. In più i membri del Senato francese si vedono rimborsare le spese d'albergo a Parigi nei giorni di seduta e godono di prestiti a tasso agevolato al 2 per cento, cose del tutto sconosciute per noi. Si dirà, chissà quanto lavorano a Parigi! Glielo chiederemo al più presto; però ci vuole un po' di pazienza, perché la scorsa sessione si è chiusa il 13 luglio e la prossima inizierà l'11 ottobre! (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Musso. Ilarità). Tutte queste cose si possono molto facilmente trovare nel sito Internet del Senato francese, cosa probabilmente troppo faticosa per i nostri principi dell'informazione sensazionalistica. Per questo consegnerò i documenti che attestano questi ed altri dati, perché gli atti del Senato riportino la verità per tabulas.
Visto che si cita così spesso l'estero, vorrei ricordare che in altri Paesi, i giornalisti che diffondono scientemente (ma anche non scientemente) notizie false, specie sulle istituzioni, di solito perdono il posto, generalmente dimettendosi loro stessi per evitare l'umiliazione del licenziamento. Insomma, i senatori francesi, per sé e per il loro personale, hanno a disposizione circa 10.000 euro al mese più di quelli italiani, ma ci viene detto che noi siamo i più i pagati.
Vogliamo parlare dei deputati tedeschi? Basti dire che solo di diaria prendono 1.000 euro al mese più di noi e che per il personale hanno a disposizione 14.712 euro al mese, tre volte e mezzo il nostro contributo di supporto; hanno tutti l'auto pubblica a disposizione per servizio in Berlino, mentre da noi ce l'hanno solo una ventina di senatori e deputati con particolari cariche; hanno il vitalizio, cui hanno diritto anche dopo un solo anno di legislatura, senza pagare i contributi pensionistici. Ecco perché, come anche i francesi, hanno un'indennità lorda più bassa della nostra, ma un netto superiore.
Un ennesimo gioiello del giornalismo d'autore è stata l'affermazione secondo la quale Senato e Camera italiani costerebbero 100 milioni più dei loro corrispondenti di Washington. Chi ha letto questa presunta verità assoluta è trasalito: ma come, gli Stati Uniti, più grandi e più ricchi di noi, hanno un Parlamento che costa meno? C'è persino un po' di verosimiglianza, visto che i parlamentari americani sono meno numerosi di noi. Ma anche questa è una balla, forse più spudorata delle altre. Di nuovo, basterebbe controllare su Internet: Senato e Camera degli Stati Uniti costano non 100 milioni in meno, ma 2,3 miliardi in più! Non è strano, dato che i deputati, oltre all'indennità, hanno a disposizione per le loro spese fino a l00.000 euro al mese e i senatori fino a 280.000 euro al mese. Sottolineo "euro" e sottolineo "al mese". E va detto che, a differenza di quanto avviene nei nostri bilanci, il costo del Congresso americano non comprende i vitalizi dei parlamentari e le pensioni dei dipendenti, cosa che vale anche per i principali Parlamenti europei: ecco perché il nostro Parlamento sembra sempre più caro degli altri.
Messo in chiaro tutto questo, noi, come Gruppo del Popolo della Libertà, siamo impegnati a continuare sulla strada della riduzione della spesa, come dimostrano le cifre del bilancio approvato in Consiglio di Presidenza che, per il terzo anno consecutivo, non incrementa la spesa in termini nominali e dunque la riduce sensibilmente in termini reali, cosa mai avvenuta prima, neanche per un solo anno, e come dimostra l'ordine del giorno che presentiamo come Popolo delle Libertà con importanti proposte per proseguire la razionalizzazione.
Il Partito Democratico, invece, mostra di avere più di una faccia. I suoi autorevoli rappresentanti nel Consiglio di Presidenza hanno approvato con noi un bilancio virtuoso, con importanti misure di risparmio. Del resto, anche noi nella scorsa legislatura approvammo, sotto la Presidenza Marini, dei bilanci contenenti misure di risparmio. Poi, però, i vertici del Gruppo del Partito Democratico presentano un ordine del giorno che sconfessa completamente l'intero Consiglio di Presidenza, inclusi i membri appartenenti al loro stesso Gruppo, disegnando fantasiosi e demagogici scenari. Ora, va bene che questo "PD due" sa che verrà approvato il bilancio approvato anche dal "PD uno" e non questo strampalato ordine del giorno; però un po' di pudore non guasterebbe.
Il senatore Morando, uno che conosce i bilanci come pochi e dunque sa molto bene di cosa parla, oggi scrive questo ordine del giorno che attacca frontalmente il terzo bilancio consecutivo in cui si riduce il peso del Senato sui contribuenti. Ma quando toccò a lui essere relatore dell'ultimo bilancio approvato nella scorsa legislatura, il 4 aprile 2007, nella lunga relazione e nella altrettanto lunga replica non pensò di dire una parola sul fatto che le spese del Senato aumentassero del 2,77 per cento, ben oltre il tasso di inflazione. Ieri la spesa saliva ed era tutto a posto; oggi la spesa scende e ci si oppone. Complimenti per la coerenza, ma non crediate di fare fessi gli elettori, che fessi non sono!
Il fatto è che i signori della sinistra sui costi della politica sono bravissimi a parlare, ma le cose concrete le abbiamo sempre fatte noi. Siamo noi, che nel primo Governo Berlusconi abbiamo abolito ogni esenzione dalle imposte per l'indennità parlamentare, non voi. Siamo noi che abbiamo ridotto del venti per cento i consiglieri provinciali e comunali in questa legislatura. Siete voi che avete fatto il Governo dei 101 Ministri e Sottosegretari, noi siamo scesi di 40: il 40 per cento in meno! (Commenti del senatore Perduca). Siamo noi che abbiamo approvato dopo un faticoso iter parlamentare la riduzione del numero dei parlamentari, che sarebbe già in atto da tre anni se non aveste condotto una feroce campagna contro la modifica della Costituzione, che portò alla bocciatura della riforma con il referendum del 25 giugno 2006. Oggi, per nascondere questa evidenza, vi agitate per calendarizzare lo stesso provvedimento.
Siamo noi che abbiamo approvato la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, per abolire il monopolio e il «magna-magna» delle municipalizzate, con le migliaia di assunzioni clientelari, le nomine dei dirigenti di stampo politico strapagati e lottizzati...
GIARETTA (PD). Pensa a Milano!
MALAN (PdL). ...sulla gestione degli acquedotti, la raccolta rifiuti e i trasporti locali. Siete voi che con una campagna di menzogne avete convinto gli italiani a bocciare questa riforma, raccontando che avrebbero dovuto pagare per bere alla fontanella pubblica e che l'Italia sarebbe diventata come Cochabamba! Siete voi che nel 1995 lavoraste per bocciare il referendum che aboliva il doppio turno alle amministrative, e oggi volete addirittura introdurlo per le elezioni politiche, con un costo di qualche centinaio di milioni per legislatura.
E allora, anche oggi, noi ci assumiamo volentieri la responsabilità di fare i risparmi veri, votando un bilancio virtuoso che riduce le spese e votando il nostro ordine del giorno che traccia la strada per ulteriori risparmi ed efficienza per il futuro; e lasciamo volentieri a voi la cinica demagogia, il meschino chiacchiericcio e quell'atteggiamento di cui parla Dante nel XXIII canto dell'Inferno. (Applausi dai Gruppi PdL e delle senatrici Boldi, Castiglione e Sbarbati. Congratulazioni).
Chiedo infine l'autorizzazione ad allegare alcuni dati relativi alla situazione di altri Parlamenti.


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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