Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 82 dell'8 novembre 2011

In Commissione
Anche questa settimana l’esame della legge di stabilità occupa gran parte del calendario delle Commissioni. In aggiunta a questo argomento si segnala
Affari istituzionali
Audizione informale dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
Giustizia
Seguito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione dei soggetti deboli, con riferimento al fenomeno delle “sette”
Seguito dell’indagine conoscitiva in materia di affido condiviso
Igiene e Sanità
Audizione informale dell’Associazione Diabete Italia

In Aula
Non sono previste convocazioni dell’Aula

AL FIANCO DI BERLUSCONI FINO IN FONDO
Intervista alla senatrice Laura Bianconi
Non c’è la senatrice cesenate Laura Bianconi nella lista dei transfughi del Pdl in fuga verso altri partiti che, nello stillicidio degli aggiornamenti delle ultime ore, diventa sempre più folta. I “traditori”, come li ha battezzati Silvio Berlusconi, proprio oggi potrebbero far mancare la maggioranza di governo al premier che si presenta alle Camere per la fiducia sulla lettera Ue contenete le misure anticrisi.
“Sono stata eletta sotto la bandiera di Berlusconi – afferma senza titubanze Laura Bianconi – e qualsiasi altra soluzione va verificata all’interno del partito. In questo modo rendiamo il dopo Berlusconi per nulla facile al nuovo segretario politico Angelino Alfano.”.
E sul versante istituzionale?
E’ il momento peggiore per smottare, abbiamo un impegno con la Bce e con l’Europa con una lista di soluzioni che il presidente ha concordato con l’Europa stessa e che deve essere inserito ora nel patto di stabilità.
Non la pensano così molti suoi colleghi di partito, anche ieri, infatti, qualche malpancista ha preso la via dell’Unione di Centro. Tra i “sofferenti” c’è anche Isabella Bertolini che insieme a lei ha fondato l’associazione Valori e libertà e che, tra l’altro, a Cesena 10 giorni fa non si è neppure presentata…
Isabella continua a far parte del Pdl, anche se con una posizione di sofferenza, non ha deciso di non votare per la maggioranza. Fa presente, da tempo, alcune situazioni che non vanno bene e in parte condivido anch’io…
Quali ad esempio?
E’ sotto gli occhi di tutti che questo esecutivo ha perso mordente. La diatriba tra il premier e il ministro dell’economia Tremonti crea un disagio enorme, soprattutto perché la crisi è il perno delle politiche di tutti gli Stati.
Se Berlusconi facesse un passo indietro la situazione si sbloccherebbe?
No, in questo momento la questione non è l’eventuale passo indietro di Berlusconi, non lo ritengo necessario. Anzi, penso che ci sarebbe bisogno di serrare maggiormente le fila intorno a lui che, in Europa, ci ha messo la sua faccia. E l’Europa lo ha sostanzialmente accolto e gli dato mandato di mettere in pratica quanto proposto.
Non pensa che un altro leader sarebbe più credibile davanti all’Europa?
In questo momento il problema non è la credibilità di Berlusconi ma i rating, che tutte le mattine hanno bisogno di sangue. Tra l’altro, subiamo lezioni di buona economia da chi ha contribuito a  questa crisi. I bond tossici non li ha creati Berlusconi che, invece, deve finire il suo lavoro, fino in fondo.
E se oggi il governo risultasse battuto?
Le strade possono essere tre: il ricorso alle urne, un governo di tipo istituzionale con un allargamento ai centrisiti, o un governo guidato da un tecnico, nella fattispecie Mario Monti, con la partecipazione del centro-sinistra.
Lei per quale soluzione propenderebbe?
Il governo guidato da un tecnico con la partecipazione del centro sinistra sarebbe, di fatto, un ribaltone. Dovrebbe essere votato da tutta la sinistra, dai centristi e un po’ di malpancisti del Pdl, la Lega non lo voterebbe. Senza considerare che Monti dovrebbe far ingoiare alla sinistra tutta una serie di provvedimenti assolutamente indigesti per il proprio elettorato. Bersani continua a invocarlo ma credo che tra sé preghi perché l’ipotesi non si avveri. Io, per coerenza, ridarei la parola agli elettori.
E un governo istituzionale?
Non sembra proprio che il Terzo Polo, molto ondivago, in questo momento, abbia voglia di fare quadrato con Letta o Schifani.
Ma il ricorso alle elezioni, soprattutto in un momento così difficile, comporterebbe un pericoloso stallo di ogni attività…
Sì, i problemi ci sarebbero, ma le altre soluzioni non sono percorribili.
(Elide Giordani – La Voce – martedì 8 novembre 2011)


LA MAGGIORANZA DI GOVERNO TRA DISTINGUO, RICHIAMI E ABBANDONI
Pisanu
: capisco il disagio di Fini. La Lega ha un peso eccessivo.
(Corriere della Sera, 29/09/2009)
Scajola pronto ad un gruppo autonomo. L’ex ministro, uscito dal governo per via della casa acquistata dal costruttore Anemone, sarebbe pronto allo strappo e alla costituzione di un gruppo parlamentare autonomo dal Pdl sia alla Camera che al Senato – gli “Azzurri per la libertà”- con un seguito di 23 deputati e 12 senatori.
(Ansa, 12/03/2011)
L’ex sindaco di Padova Giustina Destro (Pdl): “Non voterò la fiducia al governo Berlusconi”
(PadovaOggi, 14/10/2011)
La maggioranza perde ancora pezzi. Due deputati del Pdl in fuga verso l’Udc. Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito lasciano il partito del premier per passare con Casini.
(www. Repubblica.it, 03/11/2011)
La lettera dei “ribelli”: così non si va avanti. Gli ex falchi Stracquadanio e Bertolini con Antonione verso un gruppo autonomo.
.(Corriere della Sera, 03/11/2011)
Gabriella Carlucci, lascio il Pdl. Aderisco all’Udc, partito che fa parte del Ppe, perché spero che i moderati possano trovare nuove strade.
(ilsole24ore.com, 6/11/2011)



Sembra che tutti i mali che colpiscono l’Italia, dalla crisi economica alle alluvioni, siano colpa di Berlusconi. Potrebbe anche essere vero, ma ci vogliono le prove. Quindi da questa settimana Spazio libero, per richiamare al mai abbastanza esercitato uso di quella ragione di cui ognuno di noi. In teoria, è stato dotato, propone alcune autorevoli riflessioni in materia di economia. E’ un aiuto per comprendere che ci sono responsabilità che non sono solo italiane. E che ci sono Stati che, pur non passandosela molto meglio di noi, riescono a fare la figura dei primi della classe. E a bacchettarci pure. Ma se si guarda con occhi più distaccati e imparziali si potrà vedere che il giudizio sul nostro Paese è quantomeno ingeneroso.

CRISI DELL’EUROZONA, LE COLPE DELLA GERMANIA
Da un lato, i governi italiani di destra e sinistra negli ultimi 15 anni hanno responsabilità pesantissime per non aver cambiato una situazione di debito troppo elevato combinato con una crescita troppo bassa dell’economia nazionale. Dall’altro, il fatto che il mercato finanziario abbia dubbi sulla capacità prospettica dell’Italia di ripagare il proprio debito pubblico dipende più dal fatto che l’eurosistema dominato dalla cultura economica tedesca non voglia creare garanzie “di ultima istanza” e soluzioni positive ai problemi delle sue nazioni, mentre lo potrebbe.
Sarebbe bastato creare una eurogaranzia di 360 miliardi di euro, un’inezia per l’eurosistema, sulla totalità del debito greco per evitare il contagio di sfiducia su altri eurodebiti. Il come è importante. Non un fondo salva stati, ma un cambio dello statuto della Bce per darle il permesso di operare come prestatore di ultima istanza. Il mercato avrebbe fatto il seguente calcolo: la capacità della Bce di fare interventi di emergenza, come quello di comprare o garantire titoli di debito, è stimabile in circa 6 trilioni di euro. I debiti dei Paesi più a rischio o perché ad economia debole (Grecia, Portogallo e spagna) o perché di volume troppo elevato pur avendo un’economia forte (l’Italia) sono complessivamente inferiori a tale cifra. Quindi una Bce con piena capacità di agire nel ruolo di prestatore/garante di ultima istanza, come la Riserva federale statunitense, sarebbe stato un segnale al mercato che era inutile speculare al ribasso sugli eurodebiti o non necessario fuggire da essi. Infatti il mercato non aggredisce o abbandona il debito statunitense nonostante abbia raggiunto il 120% del Pil (se inclusi i debiti degli Stati locali) ed il fatto che l’America sia in stagnazione. Ma la Germania si è opposta. Non solo. Al riguardo della Grecia ha voluto mescolare l’intervento di salvataggio con quello di punizione, dando al mercato il messaggio devastante che il debito di una euro-nazione sarà lasciato andare in insolvenza al 50-60%. Il mercato ha trasformato questo esempio in profezia sull’Italia ed è fuggito dal suo debito nonostante la capacità tecnica di ripagarlo e di arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 per non farne di più. Ma perché Berlino fa questi errori madornali? Non li considera errori, ma buona condotta economica da tenere in qualsiasi situazione, indipendentemente dalla realtà: (a) evitare anche un minimo rischio di inflazione, cosa che in effetti sarebbe se la Bce avesse il permesso di stampare di fatto moneta comprando titoli di debito; (b) mantenere l’ordine economico (disciplina di bilancio) a qualsiasi costo, anche quello dell’impoverimento; (c) punire chi è disordinato per dissuasione futura. Tale dottrina viene definita “idealismo economico” ed ha il difetto di non adeguarsi alla realtà e, quindi, di creare disastri per irrealismo. Per esempio, la svalutazione dei titoli di debito costringe le banche che li posseggono a ricapitalizzarsi e quindi a ridurre gli impieghi, creando una crisi del credito che sarà concausa principale della recessione del 2012 in Italia. Il caso peggiore si può ancora evitare mettendo la Germania di fronte alle sue responsabilità e dando all’euro un’architettura politica realistica: (a) modificare lo statuto della Bce aggiungendo alla missione di difesa dall’inflazione quelle di stimolazione dell’economia e di prestatore di ultima istanza; (b) creare un centro di governo unico dell’economia nell’Eurozona con propri bilancio e capacità fiscali con la missione di riequilibrare le condizioni economiche nell’area. O così o l’euro difficilmente potrà durare.
(Carlo Pelanda – www.carlopelanda.com)
(Pubblicato da La Voce di martedì 8 novembre)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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