Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 85 del 29 novembre 2011

In Commissione
Affari Costituzionali
Normativa e politiche dell’Unione Europea
Riforma del Parlamento e forma di governo
Giustizia
Comunicazioni del Ministro della giustizia sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Affari Esteri
Incontro con il Presidente della Commissione Affari esteri della Repubblica di Turchia
Comunicazioni del Ministro degli affari esteri sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Difesa
Comunicazioni del Ministro della difesa sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Bilancio
Decreto legislativo su valutazione degli investimenti nelle opere pubbliche
Decreto legislativo su procedure di monitoraggio dello stato di attuazione delle opere pubbliche
Decreto legislativo Roma capitale
Istruzione pubblica
Riparto enti vigilati mbac
Lavori pubblici, comunicazioni
Riparto spesa del Ministero delle infrastrutture per contributi enti del settore navigazione aerea
Industria, commercio, turismo
Autorizzazione di spesa 2011 per studi e ricerche per la politica industriale
Lavoro, previdenza sociale
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
Igiene e sanità
Indagine conoscitiva percorsi nascita (audizioni)
Riordino degli enti vigilati dal Ministero della salute
Riordino Croce Rossa Italiana
Comunicazioni del Ministro della salute sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Territorio, ambiente
Comunicazioni del Ministro della salute sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Politiche dell’Unione europea
Legge comunitaria 2010


In Aula
Valorizzazione del sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale

ITALIA, IL NOSTRO BENE COMUNE
La responsabilità dei cattolici per il rinnovamento della politica è stato il tema della conferenza pubblica che si è svolta a Carpi lo scorso venerdì 25 novembre, organizzata dalla locale Diocesi. All’incontro presieduto da Edoardo Patriarca, segretario nazionale del comitato organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici italiani, hanno preso parte la senatrice Laura Bianconi, il senatore Stefano Ceccanti e l’onorevole Savino Pezzotta.
Punto centrale della riflessione era naturalmente a quale risposta si sentono chiamati i cattolici, soprattutto quelli impegnati nell’ambito pubblico, di fronte alla particolare stagione che sta vivendo il nostro Paese, di cui la crisi economica è la macroscopica, ma non l’unica, evidenza.
Nel suo intervento la senatrice Laura Bianconi ha sottolineato come “la Dottrina Sociale della Chiesa debba essere il punto di riferimento di ogni cattolico che voglia misurarsi con l’impegno in politica. E’ innegabile infatti – continua Bianconi – che la cultura cattolica è quella che meglio di ogni altra ha saputo dare la più adeguata chiave di lettura alle principali sfide del nostro tempo. Lavoro, famiglia, educazione, temi etici, sono questi i punti sui quali si misura la differenza. Senza quella concezione di persona che ci deriva dalla Chiesa, nel nostro legiferare, saremmo schiavi dei tecnicismi e delle mutevoli circostanze storiche, quando invece quello a cui dobbiamo guardare sono i bisogni della persona umana a partire da quel desiderio di felicità e di realizzazione che ci insegna il Magistero della Chiesa. E anche sull’attuale crisi sta attraversando l’Europa - conclude Bianconi - l’adesione alla fede cattolica riesce a dare quelle risposte che la politica, asetticamente intesa, fatica a dare. Siamo così concentrati sull'aspetto economico e finanziario da non renderci conto che molti dei nostri problemi attuali nascono da una concezione di Europa che è più l’Europa dei mercanti e dei banchieri che quell’Europa dei popoli che auspicavano Adenauer, De Gasperi e Schuman. Che, non a caso, pensavano che proprio a partire dal cristianesimo si potesse parlare di Europa”.

FAMIGLIE E FUTURO: TRA CRISI ECONOMICA E VOGLIA DI RIPRESA
Sabato 26 novembre la senatrice Laura Bianconi ha partecipato all’Assemblea Annuale Pensionati CNA di Forlì’-Cesena.
Nel corso dell’incontro, a cui hanno preso parte l’onorevole Sandro Brandolini e Gabriele Morelli, Segretario della CNA dell’ Emilia-Romagna, si è parlato della crisi economica alla luce della realtà che vivono coloro che vengono da un'esperienza di lavoro, in cui la componente progettuale e manuale è fondamentale.
Laura Bianconi ha iniziato il suo intervento citando una frase di Francesca Cossiga che evidenziava come il grande capitale non sia più economico ma finanziario e come questa preponderanza della finanza riesca a tenere in scacco non solo l’economia a addirittura gli Stati. Ha proseguito  ricordando poi le tappe principali dell’attuale crisi: il fallimento della Lehman Brothers e dell’Islanda e il conseguente “effetto domino” sulle principali economie mondiali a partire dagli Stati Uniti. Ma soprattutto ha voluto ricordare che, senza voler minimizzare la situazione, l’Italia non è quel Paese allo sbando che molti vogliono descrivere. “Il nostro sistema bancario – ha dichiarato Bianconi - grazie anche al rigido controllo esercitato dal Governo, è assolutamente più solido di quello di altri paesi europei (solo rispetto al debito greco basti pensare che le banche francesi detengono il 56, 7%, le banche tedesche il 33,9%, le banche inglesi il 14,1%, mentre le banche italiane solo il 4,1%). Il problema è che Francia e Germania, per proteggere le loro banche hanno imposto a tutta l’Europa di finanziare il fondo di salvataggio della Grecia nella speranza, poco credibile, di riavere indietro tutto, soldi prestati e interessi. Ma ci sono altri dati fondamentali, importanti e positivi, per la nostra economia. L'avanzo primario dell'Italia é il migliore nell'Unione Europea ed ha raggiunto il 4,4%, mentre quello della Germania é l'1,5% e quello della Francia é addirittura negativo del 2,1%. Il nostro rapporto deficit-pil é sceso al 4,6% mentre quello della Germania é salito al 4,3% e quello della Francia é al 7%”. In conclusione del suo intervento la senatrice Bianconi ha ricordato alla platea dei pensionati CNA che “le crisi sono sempre uno spartiacque. Assieme al dato negativo occorre saper cogliere le opportunità che si aprono. Noi potremo uscire da questa crisi solo riusciremo a porre le basi di un nuovo patto sociale, un patto che leghi la vostra generazione con le generazioni future, e questo si può realizzare solo se, dando concretezza al principio di sussidiarietà, si superano le logiche stataliste che hanno fino ad oggi determinato il rapporto tra chi governa e le forze vive della società”.

SAVE THE DATE
Giovedì 1° dicembre alle ore 20.30
, presso la Saletta della Banca di Forlì (Via Bruni 2) si svolgerà
l’incontro pubblico organizzato dal Gruppo Pdl del Consiglio Comunale di Forlì sul seguente tema:
“Ma Forlì s’è desta?” La proposta del Gruppo Pdl in Consiglio Comunale
Interverranno i consiglieri comunali Alessandro Rondoni (capogruppo), Angelo Sampieri, Antonio Nervegna, Fabrizio Ragni, Vanda Burnacci, Roberto Gasperoni, Carlo Lombardi, Maria Michea, Alessandro Spada, Vincenzo Bongiorno che ascolteranno anche le domande e le richieste dei cittadini per una Forlì migliore.
Martedì 6 dicembre alle ore 20,30, presso il Teatro Verdi di Cesena (Via Sostegni 13) si terrà l'annuale cena degli auguri dell'Associazione Valori e Libertà di Forlì-Cesena. Sarà una serata speciale, per chi guarda con gli occhi del cuore e sente e parla con l'anima, in cui
si potranno sostenere le attività di Piccolo Mondo, associazione che aiuta i bambini bielorussi.  



Sono ancora i temi economici a occupare le pagine di apertura dei mezzi di informazione. Da un lato il vertice tra Obama e Barroso in cui si è intravista la volontà di affrontare il problema “crisi” con strategie se non comuni almeno parallele. Perché se l’Europa è chiamata a mobilitare le risorse per calmare i mercati gli Stati Uniti, dal canto loro, devono mettere in campo misure di consolidamento delle loro finanze, a partire dal mercato dei mutui che ha generato l’attuale crisi. Dall’altro lato c’è la pubblicazione del Rapporto Ocse sull’economia mondiale, con la revisione delle stime di crescita di tutta l’Eurozona (ma ovviamente tutta l’attenzione è per l’Italia, che crescerà meno di Francia e Spagna, mentre poco o nulla si parla della locomotiva d’Europa, la Germania, la cui crescita passerà dal 3 per cento allo 0,6 per cento). In tutto questo, anche solo in via teorica e ipotetica, è giusto interrogarsi non solo sul futuro dell’euro ma anche sul futuro dell’Europa. Illuminante a questo riguardo l’articolo di Adriana Cerretelli pubblicato oggi sul Il Sole 24 Ore.

UN SUSSULTO DI CORAGGIO
Non sempre una rondine fa primavera. Soprattutto non sui mercati che, dopo una giornata di relativa calma, ieri in serata hanno visto risalire il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e il Bund tedesco. Non può certo fare primavera in un’Europa che, in questi giorni infuocati, mostra di avere tutto fuorché le idee chiare e concordia d’intenti. Quindi si agita in stato confusionale tra piani segreti targati tripla A, segnali contraddittori, indiscrezioni (smentite) su una presunta richiesta dell’Italia di un prestito al Fmi da 600 miliardi di euro. Tra abdicazioni di responsabilità e solidarietà politica da parte della sua elite virtuosa del Nord, abilmente mimetizzata dal fervore disciplinar-punitivo verso i soliti reprobi del Sud.
Unione fiscale in salsa Schengen: il patto di stabilità ha deluso e comunque non basta più a puntellare la stabilità dell’euro. Dunque la Germania di Angela Merkel vuole un nuovo salto di qualità nella stretta sui conti pubblici, in breve una camicia di forza che impedisca in futuro agli Stati membri di nuocersi a vicenda. Per imporla ci vorrebbe una nuova riforma dei Trattati Ue, che però richiede tempi lunghi.
I mercati non aspettano. Meglio allora cominciare subito con chi è disposto a starci, la formula Schengen appunto. Dando vita al clan del “super-europei”, ai nuovi forzati delle virtù germaniche. L’Ocse vede un 2012 cupo per l’eurozona: crescita tenuissima, Italia in recessione. I sussurri sul rischio che l’euro possa spaccarsi stanno diventando assordanti da quando il contagio si è generalizzato lambendo anche Berlino. I rapporti incestuosi tra banche e debiti sovrani, presi in mezzo a “haircut”, ricapitalizzazioni e nuovo stress test dell’Elba mirati a fare piena chiarezza sul valore effettivo dei bond accumulati nel loro patrimonio, sono altrettante bombe a orologeria.
Ci vorrebbe un sussulto di coraggio e di immaginazione politica per uscire dall’angolo e disarmare la speculazione che lucra sulla sempre più evidente inadeguatezza dei leader dell’euro. Invece la Merkel sembra un automa capace di ripetere solo i soliti mantra: rigore, rigore e ancora rigore ma in cambio niente eurobond e niente Bce nel ruolo di prestatore di ultima istanza. Intendiamoci questi sì e no tedeschi sono legati insieme da una logica sana e ineccepibile. Del tutto inadatta però a far fronte all’urgenza del momento. In fondo a esitazioni e tentennamenti del cancelliere prigioniero del Bundestag per tutte le sue decisioni di spesa europea c’è anche un’inconfessata e per certi versi improponibile voglia tedesca di secessione da un euro diventato una moneta “difficile” dopo un primo decennio in souplesse.
Non a caso, in vista del vertice europeo dell’8 dicembre, ci si prepara anche, sembra, a serrare i ranghi tra i sei Paesi tripla A (Germania, Francia, Olanda, Austria, Lussemburgo e Finlandia). Non per dar vita al piccolo euro ma per emettere insieme obbligazioni a bassi tassi di interesse, essenzialmente a uso e consumo del gruppo. E i Paesi in difficoltà, se pure a severe condizioni.
Di fronte alle persistenti difficoltà di dotare di mezzi sufficienti e in tempi brevi il fondo salva-Stati, comunque disarmato di fronte alle grandissime emergenze, in attesa di rivedere prima o poi i compiti della Bce, il soccorso della tripla a potrebbe fornire un puntello prezioso. Magari e soprattutto, fuori dal club, al nuovo gruppo in gestazione dei “super-europeisti”.
La crisi dilaga ma, comunque la si guardi, la risposta che arriva non è unitaria. E’ invece quella dell’Europa spezzatino, che si divide e ridivide in molteplici formati alla ricerca di un’identità e di una volontà comuni che ha ormai perduto. Espediente illusori. Perché nemmeno il club della tripla A è omogeneo nelle sue eccellenze, con la Francia in bilico, anello debole della catena virtuosa. Perché la malattia dell’euro ha rotto anche l’incanto della convergenza dei tassi dei titoli di Stato tra economi eterogenee in quasi tutto, compresi i livelli di indebitamento; ormai gli spread sono diventati un termometro più realista, riflettono meglio il polso di un Paese. Come dire che d’ora in poi sarà più pesante il servizio del debito per i Paesi con i conti fuori linea. L’Italia è avvisata. Il nuovo spartiacque diventa l’ennesima linea Maginot di un’Europa dove tutto, che sia unione monetaria, economica o politica, si fragilizza e si scompone. Non si sa se per ritrovare prima o poi nuove forme o se per dissolversi nei meandri della storia.
(Adriana Cerretelli – Il Sole 24 Ore del 29 novembre 2011)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

Questa newsletter vuole essere un contributo al dibattito politico e culturale nel nostro Paese. Ci scusiamo se arriva contro la tua volontà, molti dei nostri indirizzi sono presi da elenchi istituzionali e trattati secondo quando stabilito dalla L. 675/96, se non vuoi più riceverla.

clicca qui


Privacy e Note Legali
[ home ] - [ biografia ] - [ news letters ] - [ photo gallery ] - [ links ] - [ contatti ]